sabato 20 ottobre 2012

IN ETA' DA MARITO


Tutte Cenerentole

MILANO
Fino agli anni ’80 a Milano l’idea di avere una figlia femmina presupponeva che fosse inserita nel più scintillante contesto sociale della città, blasone o doppio cognome che fosse l’educanda veniva spedita dalle suore, poi collegio in Svizzera, qualche settimana in Inghilterra durante l’estate perché migliorare l’accento anglosassone è sempre lodevole, si sa mai che il social climbing  porti direttamente alla corte dei Windsor, poi Università Cattolica del Sacro Cuore per una spolverata di materie umanistiche.

Ora tutto questo strimpellare di nomi e mondanità è caduto un po’ in disuso, i giovani rampolli si miscelano con incredibile fierezza tra i “borghesi” senza cachemire ed ecco che le nonne monarchiche non hanno più la capacità di forzare relazioni interpersonali tra sangue blu, ormai tendente all’azzurro pastello.
Quindi una Brivio-Sforza-Cesarini-d’Adda sposa un qualunquissimo Matteo Rossi.
Un Marzotto-Serbelloni-Mazzanti-vien-dal-mare sposa una slavata Valeria Bianchi.
Drammi sociali.

Ad un aperitivo organizzato con vecchi compagni di corso tra il solito chiacchiericcio in stile “E adesso che farai?” dove adesso non è riferito alla tua improvvisa vedovanza ma all’incerto futuro post-laurea, viene a galla qualche pettegolezzo inatteso.
“Ma che fine ha fatto Margherita Lusi Campo di Marte?” mi chiedono.
“Non ne ho la più pallida idea”.


Margherita era una nostra conoscente, con me aveva dato l’esame di Storia dell’Architettura per poi laurearsi qualche semestre fuori corso dopo, di ottima famiglia, madre contessa, padre marchese, professionista di ciglia lunghe e pattinaggio sul ghiaccio, simpatica e non particolarmente espansiva. L’avevo vista l’ultima volta ad una registrazione d’esame.
“Ma come non lo sapete?” si alza una voce nel coro.
“Cosa?”
“Restate seduti”.
“Una conoscente di una mia amica è amica del di suo fratello, pare che stia con Marcello, quel Marcello”.

Marcello era noto a tutti come il più bel velluto del chiostro in Statale, di ottima fattura infatti la sua giacca da campagna, un po’ meno il suo mento allungato e l’espressione severa, quasi tonta direi. Suo padre industriale del ferro, o rame, o marmo, non so, casa a Cortina, dependance a Santa Margherita, nonni ricchi e deceduti, madre socievole e dispensatrice di assegni da Bulgari.
“Scusate, Marcello non è gay?” chiedono allibiti, tutti infatti avevano sempre dato per scontato che fosse segretamente innamorato di Luigi, suo amico storico, e che la sua passione per Christina Aguilera non fosse dovuta alla sua fisicità ma per il Moulin Rouge, il suo film preferito.

Morale della favola, questa coppia ben (?) assortita scintilla ai cocktail party dei rampolli, si fiancheggia alle prime de La Scala, fa una breve comparsa al debutto di qualche ruspante diciottenne.
Margherita fa breccia nel cuore di un buon partito, bruttino, ma pur sempre un buon partito.



ROMA
Un pomeriggio di pioggia pluviale, combattendo tra spifferi e cambi di stagioni chiamo la mia grande amica di Roma, desideroso di aggiornamenti, sentimentali e no. Qualche mese senza sentirci e il fiume di parole che dobbiamo far scorrere riempie due ore del nostro prezioso tempo, quel tempo che avremmo dovuto sfruttare per le correzioni della tesi, per il giretto cacca/pipì del cane o per vedere Cristina Parodi.
“Notizie dal fronte Cupido?”
“Mi sono innamorata del mio fruttivendolo”.
“Sul serio?”
“Sì, è egiziano, troppo carino, si è anche ricordato che l’ultima volta che ero stata da lui era martedì, pensa. Mi lancia dei segnali ogni tanto”.
“Oh, beh, devi lasciargli il numero, scriviglielo”.
“Volevo portargli un caffè la prossima volta, che dici?”
“Eddai, certo”.
“E se poi non gli piaccio?”
“Cambi fruttivendolo, semplice”.

La sua preoccupazione era relativa alle dinamiche religiose, “I musulmani sai, con tutte QUELLE mogli” e alla età anagrafica “Non si capisce mai con QUELLI LI’ l’età che hanno davvero”.
Egiziano, sui 30 anni, da 6 in Italia, gran lavoratore, bel ragazzo, simpatico, “Peccato non capire sempre cosa dica”. Pollice insù.
Io mi sono immaginato la scena in cui lo presenta alla famiglia, non tanto ai genitori, ampi di vedute, quanto alla nonna. Figlia unica e nipote prediletta è sempre stata un po’ l’ereditiera della famiglia, “Un buon matrimonio, un bel nome che ci si sistema a tutti”, si scherza tra le fronde di ogni albero genealogico.

La nonna, un’arzilla signora classe 1915 che non abbandona mai il filo di perle e che con la piega sempre in ordine attende di ricevere ospiti sul suo terrazzo fiorito, grande orgoglio di casa, ai Parioli, non so come prenderebbe la notizia che la nipote ha una relazione con un fruttivendolo e non con un ammiraglio della Marina alto e bello come ha fatto lei 70 e passa anni or sono.
“Cosa direbbe tua nonna? Le verrebbe un crepacuore”.
“Cosa si aspettava? D’altronde da piccola a Carnevale mi vestivo da Robin Hood, mica da Cenerentola”.
Da sempre, una rivoluzionaria.






20 commenti:

  1. Ahhh, i vecchi sangue blu, una volta così esclusivi, ora si svendono esattamente come chiunque. Credo che sia solo l'ennesimo segno della globalizzazione eccetera eccetera!
    Comunque ora che so che la Cattolica rientra nei parametri della gente bene affronterò questo semestre con un rinnovato orgoglio! ahah

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    1. Dici?
      Beh, sì, la Statale anche ma la Cattolica ha il suo fascino un po' altezzoso, anche snob se vogliamo!

      Grazie cara Betti,

      t'abbraccio

      L.

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  2. Forse da Cenerentola ci si vestiva Marcello, quel Marcello. Che poi in fondo tutti quelli con troppi cognomi sono Cenerentole (la versione ricca di Cenerentola, non la psicopatica povera in canna che parla coi topi, dico)

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    1. Coi sorci, rimanendo in tema no?
      Ciao ale tredici, grazie per la visita!

      L.

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  3. Ahhh la nobiltà meneghina, che belle cose. Mi ricorda che oggi Guillaume de Nassau, futuro Granduca di Lussemburgo, ha sposato la contessa Stéphanie de Lannoy, una nobildonna belga, ultima di otto figli, gente di alto rango. Beata lei (o lui, dipende dai gusti).

    Sul Marcello ho una mezza ipotesi: sarà mica una frequentazione di pura formalità, quando dopo gli aperitivi fa riportare la gentile a casa da Ambrogio e si trastulla con Luigi, nell'attesa che Pisapia, futuro presidente del Consiglio, renda le unioni civili qualcosa di più di un semplice documento in formato .pdf?

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    1. Ma a proposito delle nozze, lei carina, sì, nulla di che ma aveva una damigella in pesca un po' sovrappeso, che cliché.
      Marcello che si trastulla notturnamente con Luigi? Probabilissimo.

      L.

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    2. Quel pesca era talmente sbiadito che le ipotesi son due: o erano i vestiti delle damigelle della prima Granduchessa (1815, just saying) o la Coloreria era scaduta. Succede, se si fa la spesa al discount invece che all'Esselunga di viale Piave.

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  4. Non so se mi piacerebbe avere tutti quei nomi e cognomi.. Sai che noi quando devi fare una firma?

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    1. uno sbatty infinito, figurati! mi lamento io che ho un cognome cortissimo!

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    2. Ricordo ancora un episodio di diversi anni fa.. Un facoltoso amico dal nome chilometrico, il cui papà ha una cantina di vini super rinomati (ovvero costosi), portò alcune bottiglie in spiaggia per un rinfresco.. Ancora prima di vedere le suddette bottiglie, la domanda che ci facemmo tutti era quanto sarebbe stata grande l'etichetta..

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    3. Tutto il giro della bottiglia?
      Come è andata a finire "La Cri"? ti interrompi in questo brusco modo?
      Guarda che stasera questi commenti occuperanno lo spazio di ogni pubblicità tra C'è posta per Te e la capatina in cucina per magnare qualcosa!

      L.

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    4. Alla fine avevano segato qualche nome e cognome, altrimenti avrebbero dovuto usare le damigiane al posto delle bottiglie.. Comunque, per tua info, la mia serata prevede una capatina al bar tra mezz'ora.. :)

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    5. NOOOOOOOOOOO, IL BAR NOOOOOOOOOOOO.
      Beh, grazie per aver condiviso con me questi commenti, divertiti al bar, io penserò a quel lungo cognome cercando di indovinarlo.

      Ciao carissima,
      grazie per la bella visita

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    6. "Nooooooo, il bar noooooo" fa molto Jean-Claude e Madreeeee.. Vedi che torna il sangue blu nei nostri discorsi?!

      Buona serata e buon c'è posta per te! ;)

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    7. Il sangue blu è una mia fissazione, lo so.
      Ciao, buon bar a te!

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  5. ahaahaah delizioso come sempre, adoro i nobili, entrambi i miei nonni paterni sono blasonati, nobiltà di provincia di campagna s'intende....però

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    1. Oh, i nonni blasonati poi sono i miei preferiti, che bello.
      Sei sempre troppo carina, merito del sangue blasonato, si intende subito.

      Buona domenica carissima

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  6. Ciao Lollo
    come vedi ho deciso di abbuffarmi di post e quindi di rimettermi al pari quasi...Nonni blasonati...non rientrano nel mio albero genealogico al massimo posso aspirare a un capitano di ventura, più probabilmente a un brigante. Baci buona serata Alex

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  7. La tua amica ha ragione, gli Egiziani se li portano magnificamente bene gli anni, e non solo loro anche le persone di colore, a volte penso che abbiano un 'età e invece scopro che sono molto più grandi di quello che dimostrano

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    1. Succede spesso anche a me, noi invecchiamo e loro invece dimostrano sempre un'età che non ci aspetteremmo!

      L.

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