mercoledì 10 ottobre 2012

FENOMENOLOGIA DI TWITTER



Io, che mi sento un Merlettaio del costume  nel profondo, sono approdato su Twitter più di un anno fa durante la noia di un solito sabato pomeriggio, spinto dal Gay Pride in diretta su La7 e dai commenti ludici che mi si piantavano in testa, i quali dovevano essere estrapolati, plasmati e pubblicati.
Facebook, diventato ormai patria di gattini abbandonati, cani maltrattati, politicizzanti egocentrici, veline in pausa pranzo e cultori del piede smaltato, mi aveva un po’ annoiato e perciò sono diventato chiocciola seguito da nome e cognome, poco fantasioso in realtà ma era un mondo incontaminato e l’abitudine ha avuto il sopravvento.
Cosa ho scoperto?

Che le persone su Twitter sono simpatiche, è bello averci a che fare, entrare di soppiatto in uno scambio di idee non è maleducazione ma atteggiamento conviviale. Se tra due, poniamo Sarinski e La Zitella Acida, si accende una fitta conversazione rosa cipria tra il tortora Chanel e il rouge Dior, io posso immischiarmi come in una partita di rugby al femminile senza che nessuna mi dica “Hey, tu, frociarolo, chi minchia sei?”, domanda che Sarinski farebbe nella vita reale.

È un paradosso che oggi-giorno, parlo come un pensionato in fila allo sportello della posta, si socializza di più su Twitter che al bar del paese dove tutti bevono il bianchino per dimenticare le ultime tasse, la multa di ieri e il lavoro di domani.
Tra followers e following si instaura un rapporto simbiotico per cui tu non esisti se non esiste un altro che ti tira in mezzo, che ti risponde e che sembra interessarsi a quanto scrivi. È come alle feste anni ’60, tutti seduti attaccati alle pareti come soprammobili, le coppie iniziano a ballare e le signorine meno avvenenti sperano di non dover fare da tappezzeria ma ricevere uno straccio di invito almeno dal secchione con l’apparecchio e le ascelle fetide.

Gli snob non esistono.
 O meglio, non possono esistere perché lo snob che snobba è come un cretino che si crede un fisico nucleare, diventa insopportabile e acido come il latte scaduto tempo due tweet, così cancellato, defollowato e marchiato a fuoco. Lo snob vorrebbe rimanere sulle sue, scrivere qualcosa e mai interagire con gli altri.
Tanto per dire.
Posto sbagliato, Twitter non è concentrato su di sé ma sugli altri. Se su Facebook sei da solo a mostrare la foto del tuo pediluvio e aspetti che gli altri si interessino di te, su Twitter invece è molto più creativo scoprire cosa hanno da dire gli sconosciuti piuttosto che quello che pensa il tuo sempre identico cervello.

Il mio Twitter si chiama Ma chi te se fila ed è ovviamente un modo gentile, anche se non sembra, di dire che in realtà io ti filo eccome, anzi, divento il tuo stalker.
Ti leggo, mi getto nelle tue conversazioni origliando e rispondendo a tono, rido quando non c’è da ridere e non capisco quando c’è da assimilare pensieri profondi, mi piace leggere i 140 caratteri degli altri perché i miei spesso rasentano la banalità.
C’è ironia e auto-ironia, una miscela di buon umore che è una boccata d’aria fresca la mattina prima di uscire e la sera prima di addormentarsi, c’è sempre la battuta pronta tra la Minetti in bikini e la Merkel in blazer pistacchio, tra Mara Venier e il boccolo felino di Scanu.
I vips aprono un capitolo a parte.
Non li seguo, non sono uno di quelli che è approdato su Twitter per seguire le vicende di Lady Gaga o simili, non c’è interazione, loro scrivono ed una mandria risponde sperando di essere notato, spesso anche in un inglese altrettanto discutibile.
Mi sono sentito potente quando ho defollowato Kylie Minogue a favore di una “sconosciuta” Giulliallegra, il nome era promettente e non ho avuto rimpianti, al contrario, scoprire lei e snobbare una pop-star è il modo in cui ho deciso di coltivare le verdurine su Twitter da sempre.

Perché ascoltare le superflue fantasticherie di Flavia Vento, da due giorni mi appare di continuo senza che io l’abbia mai letta una sola volta, o le idiozie di Loredana Lecciso che rende partecipe il mondo del furto della sua Chanel, quando puoi leggere le simpatiche tracce mentali del Signor Ponza o scambiarti un cuore con Morena-de-Legno?
Meglio gli “sconosciuti” che i “conosciuti”.
Chiamalo Twitter o Twittér il risultato non cambia.
Il fatto che cinguettare è divertente, rilassante e, non sempre, culturalmente a basso livello.
ECHISSENEFREGA.

Non tollero chi snobbeggia “Al posto di seguire registi e scrittori segui cazzari e perditempo”, sì, è la gente “comune” ad essere interessante e divertente, preferisco leggere loro e non altri il cui pensiero è da leggere in ben altre circostanze.
Semmai seguo D’Annunzio o Leopardi che sono inspiegabilmente riapparsi, la falsa Marta Marzotto che mi fa ridere da morire e scrivo a Mentana che l’altra sera aveva un abito grigio molto elegante.
Niente Lady Gaga, Britney o Simona Ventura.
“Scrivi banalità e sembra di leggere Selvaggia Lucarelli” è una critica che mi è stata affettuosamente dedicata, non leggo la signorina Lucarelli ma mi sembra di capire che non filosofeggi sul pensiero Zen, rimane il fatto che uno cinguetta a modo suo.

Per me cinguettare equivale a ironizzare.
Altrimenti Twitter diventerebbe l’informazione pubblica e addio personalismi, addio creatività e addio ingegno.
“Fatte ‘na risata che domani magari te svegli freddo” rende bene l’idea.
Tra foto profilo così piccole da non dare il giusto peso al brufolo appena sbocciato, tra battute che meritano 25 retweet ma non fanno un cervello, tra flirt e litigi Madonnari vs Little Monsters, Twitter è un alter ego della nostra ironizzata vita.
E una cosa è certa, su Twitter la foto di un cane o un gatto riscuoterà sempre più successo di un pettorale o un paio di tette.

25 commenti:

  1. tutto profondamente vero e condivisibile però aggiungerei anche la questione annosa dei TT che spesso sono desolanti per noi che non siamo più alle medie. Aggiungerei anche che è bello avere a che fare con persone che non si prendono troppo sul serio ma che queste sono davvero pochine. E infine come ciliegina direi che è vero che un micetto riscuote sempre più consensi ma anche una bella barba non è da sottovalutare.

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    1. Ma le TT che sarebbero?
      Ecco, ho dimostrato la mia leggendaria ignoranza.

      Barba e cane/micio insieme allora, che dici?
      Si può sempre fare così e togliere l'annoso problema.

      Grazie del commento, davvero lusingato.

      L.

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  2. True story bro! ahah
    Invito tutti a seguirti anche su Twitter facendosi un profilo apposta perché i tuoi tweet sono i primi da re-twittare ogni mattina, con conversazioni che durano almeno 5 o 6 risposte. Si insomma veri dibattiti per una generazione abituata a scambiare link con faccine e monosillabi! E paradossalmente essendo più spesso su Fb per stare dietro alla pagina, mi capita addirittura di mettere mi piace sui tuoi tweet...sì insomma...sei ubicumque! ;)))
    Felice di seguirti e non defollowarti mai!!! ;))) Carino il labrador di oggi...e te lo dice uno che ama solo i levrieri...sarà mica colpa di Boldini e la marchesa Casati??? ;)
    Alessandro - http://www.thefashioncommentator.blogspot.it

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    1. Ale, che tenerezza sei.
      A proposito, conversiamo sui levrieri tutto il pomeriggio? Non so se lo sai, ma sono cresciuto con i due levrieri afghani della nonna, che chic.

      Ho dato inizio ad una lunga discussione, vero?

      L.

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  3. No scusa, ma io ero mai capitato qua? Non ricordo! Ma io ti amo, e tra l'altro concordo perfettamente con la tua idea di Twitter: viva l'autoironia e l'ironia, e basta con queste foto dei piedi della gente.

    Ti blogrollo subito, cacchio!

    P.S. La Lecciso ha risposto anche a me, ne parlo qui: http://alessandrobianchi.blogspot.it/2012/09/lory-tredici-1-1.html

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    1. Oh finalmente qualcuno che può condividere la mia disavventura.
      Leggo tout-de-suite.

      L.

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  4. Sono assolutamente d'accordo su twitter, anche io lo uso così.

    PS: ha! Però la Lecciso è stata simpatica.
    A me una volta ha risposto ad un twit l'aeroporto di Francoforte augurandomi buon viaggio. Ok, non altrettanto glamour, lo ammetto.

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    1. Beh, cordialità l'areoporto di Francoforte, non lo fanno le hostess ma lui sì, è glamour invece.

      La Lecciso è stata simpatica ma non hai idea quante persone ha sgamato come nel mio caso.

      L.

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  5. Twitter mi garba, ma ha un grande difetto, per veder ele foto devi cliccare il link, troppo sbatti. Per il resto ciao, è la vita.

    sì, si limona dura su quel tetto (io no ma i miei vicino 16enni sì)
    ;)

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    1. Beata gioventù, quanto ci sentiamo vecchi?

      L.

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  6. Grazie cuore! Tra l'altro io ho sempre sognato di dare della "frociarola" alle frociarole ma non mi sono mai permessa...
    Cmq io mi sono esaltata quando mi ha RT la Soncini e mi ha followato la Bignardi... Niente, Twitter per me rimane il social più divertente soprattutto per fare la microcritica televisiva.

    Zit

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    1. E per fare la zitella Acida che è un vero e proprio lavoro.

      ti stimo

      L.

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  7. anche io reputo twetter meglio de facebook, ma sto su fb e non su tw....per pigrizia credo...

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    1. E allora, che aspetti a chiedermi l'amicizia?

      L.

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  8. nemmeno la lecciso me se fila XD comunque è vero, mi piace molto, è leggero, anche nelle complessità, è profondo nelle banalità e puoi stalkerare senza paura!!

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    1. La Lecciso compare solo se vede il suo nome pubblicato da qualche parte, l'ho scoperto a mie spese.
      E stalkeriamoci.

      L.

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  9. La Lecciso come BFF.
    Il resto è noia.
    Robi

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  10. Ma "tracce mentali" is the new "seghe mentali"? No perché in ogni caso ne sarei onorato!!!

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    1. tracce è più filosofico no?
      rimaniamo sul non-volgare.

      L.

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  11. Woooooooooooow... Questo mondo di Twitter sembra una gran figata... Pensa che io nmi ci sono iscritta... e dopo un pò non son riuscita ad entrare percchè non ricordavo la mia password...ahahaha<.... A me piace leggerti... Mi diverti, ogni tanto leggo anche la Lucarelli...Toga!

    Beso

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    1. ebbrava 1 pari per me e la Lucarelli, prima o poi vado a leggere pure lei.

      L.

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  12. Aò!!!!!!ma quale chi te se fila.MMaKKì te paga??twitter?AHAHAHAH!!!!!!!!!!!

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  13. Chapeau! Sono su fb da svariati anni, su Twitter da molto meno (nel senso dell'operatività, perchè credo di essermi iscritto addirittura prim'ancora di fb): ciò che amo dell'uccello è che è molto più free e, per molti aspetti, anche molto più stimolante ed interessante di fb. Quest'ultimo spesso è assai paludato, specchio di spiriti stanchi, autoreferenziali e noiosissimi. Twitter è veloce, esorta alla sintesi: la banalità su Twitter, almeno per me, ha vita breve. Brevissima. Neppure io sono mai stato appassionato di fighe, fighetti e patinati vari molti dei quali non sanno nemmeno come si accede ad un socialnetwork, e pure io preferisco la persona sconosciuta che è in grao di accendermi non delle lampadine ma addirittura dei fari. Quanto a te, Lorenzo...che dire? M'illumini d'immenso...grazie!

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Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

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