Questo post lo dedico con tutto il mio più sentito affetto
a coloro che “Milano è brutta e grigia”, “A Milano non c’è nulla se non il
Duomo, le vetrine di Via Della Spiga e il treno per tornare a casa”.
L’aspetto più sorprendente di Milano è che va scoperta e
che non tutto appare sotto gli occhi convulsi di chi è lì ad aspettare che le
meraviglie di una città cadano dal cielo senza informarsi, incuriosirsi e con
le gambe in spalla andarle a cercare.
Un sabato pomeriggio di cielo azzurro limpido e di un sole
caldo e alto ho studiato un percorso che attraversasse la Milano Liberty più
bella, con i suoi palazzi scultura, riassaporando quella lontana e bellissima
epoca in cui c’erano ancora le carrozze e le signore portavano lunghe piume su
cappelli addobbati.
Un percorso che avendo a disposizione circa 5 ore potrete
rifare anche voi armati di profilo Instagram e soprattutto di scarpe comode.
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| Casa Campanini |
PARTENZA: da Piazza Cinque Giornate con spuntino pret à porter dal mio panificio preferito “Zanotti” al civico 6, oppure con un gelato di Umberto, al civico 4. Breve sosta pipì al Coin e via per il cammino prendendo via Donizetti.
Via Donizetti è una via che si addentra in un quartiere di
palazzi signorili molto belli e soprattutto tranquilli, sembra di stare in una
Milano non congestionata dal traffico, con del verde e un’atmosfera quasi da
paesetto raccolto, al civico 14 e 16 si inizia a vedere qualche dettaglio
Liberty con questi fregi che costeggiano i balconi, i ferri battuti delle
ringhiere e i dettagli floreali.
Le due casette accostate azzurra e gialla sono il giusto
antipasto perché il primo vero capolavoro Liberty della zona è a un tiro di
schioppo, infatti continuando verso Via Donizetti si incrocia via Bellini dove
si erge CASA CAMPANINI, via Vincenzo
Bellini 11, prima tappa ufficiale di questo tour.
Questo palazzo è stato progettato dall’architetto Afredo Campanini
come sua residenza ufficiale tra il 1904 e il 1906 ed è a mio parere l’esempio
più bello di architettura Liberty di Milano, l’ingresso maestoso è decorato da
queste due enormi figure femminili, le cariatidi, che sembrano quasi sfumare in
un volteggio tra fiori, fronzoli e dettagli elegantissimi del ferro battuto,
opera di Alberto Mazzucotelli. E’ un palazzo molto elegante di fronte alla
chiesa della Passione, accanto al Conservatorio, da notare in tutta la sua
bellezza anche di spigolo perché ogni balcone è un capolavoro di scultura
dell’epoca.
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| Casa Berri Meregalli |
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| Ingresso di Casa Berri Meregalli con la scultura di Wildt |
Proseguendo per via Conservatorio, incrociando Corso Monforte prima e via Vivaio dopo con l’Istituto dei Ciechi sulla sinistra a un certo punto si sbuca in via Mozart, una via straordinaria per la bellezza architettonica degli edifici, prima tra tutti la stupenda Villa Necchi, ma anche per la seconda tappa del tour.
CASA BERRI MEREGALLI, via Mozart 21, un edificio tardo
liberty del 1910-1912 costruito da Giulio Ulisse Arata per gli imprenditori
Nebo Berri e Innocente Meregalli.
Questo palazzo è una reminescenza del Liberty elegante e
sofisticato avvolto da un misterioso e soprattutto fantasioso stile medievale,
il mattone e le teste d’ariete che inghiottono i pluviali sono dettagli
eclettici che costituiscono lo stile di questo architetto, il cosiddetto stile
“Arata”.
Un altro palazzo 1911-1914 sempre costruito da Arata per
gli stessi imprenditori si trova proprio lì dietro, al civico 8 di Via
Cappuccini ( impossibile non notarlo soprattutto se passate di lì per vedere i
fenicotteri di Villa Invernizzi venendo da Piazza Eleonora Duse) e il dettaglio
più bello è l’ingresso, maestoso, quasi come fosse un castello ma decorato da
elementi a mosaico molto suggestivi. Nell’androne si trova una porta a ferro e
vetro decorata da Mazzucotelli e una statua a forma di testa alata realizzata
da Adolfo Wildt che al numero 10 di Via Serbelloni aveva realizzato il citofono
a forma di orecchio.






