mercoledì 26 aprile 2017

MARCIA SU LIBERTY MILANESE

Questo post lo dedico con tutto il mio più sentito affetto a coloro che “Milano è brutta e grigia”, “A Milano non c’è nulla se non il Duomo, le vetrine di Via Della Spiga e il treno per tornare a casa”.
L’aspetto più sorprendente di Milano è che va scoperta e che non tutto appare sotto gli occhi convulsi di chi è lì ad aspettare che le meraviglie di una città cadano dal cielo senza informarsi, incuriosirsi e con le gambe in spalla andarle a cercare.

Un sabato pomeriggio di cielo azzurro limpido e di un sole caldo e alto ho studiato un percorso che attraversasse la Milano Liberty più bella, con i suoi palazzi scultura, riassaporando quella lontana e bellissima epoca in cui c’erano ancora le carrozze e le signore portavano lunghe piume su cappelli addobbati.
Un percorso che avendo a disposizione circa 5 ore potrete rifare anche voi armati di profilo Instagram e soprattutto di scarpe comode.

Casa Campanini

PARTENZA: da Piazza Cinque Giornate con spuntino pret à porter dal mio panificio preferito “Zanotti” al civico 6, oppure con un gelato di Umberto, al civico 4. Breve sosta pipì al Coin e via per il cammino prendendo via Donizetti.
Via Donizetti è una via che si addentra in un quartiere di palazzi signorili molto belli e soprattutto tranquilli, sembra di stare in una Milano non congestionata dal traffico, con del verde e un’atmosfera quasi da paesetto raccolto, al civico 14 e 16 si inizia a vedere qualche dettaglio Liberty con questi fregi che costeggiano i balconi, i ferri battuti delle ringhiere e i dettagli floreali.
Le due casette accostate azzurra e gialla sono il giusto antipasto perché il primo vero capolavoro Liberty della zona è a un tiro di schioppo, infatti continuando verso Via Donizetti si incrocia via Bellini dove si erge CASA CAMPANINI, via Vincenzo Bellini 11, prima tappa ufficiale di questo tour.
Questo palazzo è stato progettato dall’architetto Afredo Campanini come sua residenza ufficiale tra il 1904 e il 1906 ed è a mio parere l’esempio più bello di architettura Liberty di Milano, l’ingresso maestoso è decorato da queste due enormi figure femminili, le cariatidi, che sembrano quasi sfumare in un volteggio tra fiori, fronzoli e dettagli elegantissimi del ferro battuto, opera di Alberto Mazzucotelli. E’ un palazzo molto elegante di fronte alla chiesa della Passione, accanto al Conservatorio, da notare in tutta la sua bellezza anche di spigolo perché ogni balcone è un capolavoro di scultura dell’epoca.

Casa Berri Meregalli 
Ingresso di Casa Berri Meregalli con la scultura di Wildt

Proseguendo per via Conservatorio, incrociando Corso Monforte prima e via Vivaio dopo con l’Istituto dei Ciechi sulla sinistra a un certo punto si sbuca in via Mozart, una via straordinaria per la bellezza architettonica degli edifici, prima tra tutti la stupenda Villa Necchi, ma anche per la seconda tappa del tour.
CASA BERRI MEREGALLI, via Mozart 21, un edificio tardo liberty del 1910-1912 costruito da Giulio Ulisse Arata per gli imprenditori Nebo Berri e Innocente Meregalli.
Questo palazzo è una reminescenza del Liberty elegante e sofisticato avvolto da un misterioso e soprattutto fantasioso stile medievale, il mattone e le teste d’ariete che inghiottono i pluviali sono dettagli eclettici che costituiscono lo stile di questo architetto, il cosiddetto stile “Arata”.
Un altro palazzo 1911-1914 sempre costruito da Arata per gli stessi imprenditori si trova proprio lì dietro, al civico 8 di Via Cappuccini ( impossibile non notarlo soprattutto se passate di lì per vedere i fenicotteri di Villa Invernizzi venendo da Piazza Eleonora Duse) e il dettaglio più bello è l’ingresso, maestoso, quasi come fosse un castello ma decorato da elementi a mosaico molto suggestivi. Nell’androne si trova una porta a ferro e vetro decorata da Mazzucotelli e una statua a forma di testa alata realizzata da Adolfo Wildt che al numero 10 di Via Serbelloni aveva realizzato il citofono a forma di orecchio.

Casa Galimberti.

Casa Guazzoni.
Ex Cinema Dumont.
Oltrepassando piazza Duse e passando sotto l’arco si arriva in Corso Venezia, qui è necessario proseguire verso Piazza Oberdan e prendere poi via Malpighi, fulcro del più bel Liberty milanese.
CASA GALIMBERTI, via Malpighi 3. Edificio di una bellezza sfolgorante per le sue raffigurazioni femminili dipinte su piastrelle di ceramica, costruito tra il 1903 e il 1905 su progetto di Giovanni Battista Bossi, qui c’erano delle scuderie che vennero smantellate tranne in una parte dell’isolato dove sono ancora visibili e che potevano contenere fino a 54 cavalli.
Sempre in via Malpighi al civico 12 c’è un altro esempio meraviglioso di Liberty milanese datato 1904-1906 CASA GUAZZONI costruito sempre da Giovanni Battista Bossi per il Cavaliere Giacomo Guazzoni, capomastro, che realizzò le decorazioni di putti e le corone di fiori che adornano le finestre e i balconi, mentre i ferri battuti sono di Mazzucotelli. Qui il colore del cemento viene lasciato al naturale e gli elementi decorativi non sono dipinti come invece Casa Galimberti, è uno stesso modo di interpretare le volute regole del Liberty, un dettaglio che rende unici le nostre architetture rispetto a quelle degli altri paesi.
Di fronte alla Casa Guazzoni si trova l’EX CINEMA DUMONT  (1908) che sembra una piccola stazione ferroviaria ma che in realtà era il vecchio cinematografo dei fratelli Galli, oggi rimane la facciata Liberty con piccole decorazioni floreali più francesi che italiane, ospita una biblioteca comunale.

Lù Bar, via Palestro 16.

Lasciandosi alle spalle Porta Venezia e attraversando il parco di Palestro si può fare una tappa relax, pipì, cibo, acqua in un nuovo posticino che hanno inaugurato da poco, Lù Bar, all’interno di un’ala di Villa Belgiojoso che ospita la Gam, Galleria d’arte Moderna.
Un luogo davvero molto bello e perfettamente rimodernato con un giardino d’inverno molto accogliente e un grazioso pergolato esterno dove si può bere qualcosa in un’atmosfera idilliaca. Consigliatissimo, via Palestro 16.
Palazzo Castiglioni.
Breve pausa e di nuovo gambe in spalle, riprendendo Corso Venezia perché una tappa di questo forsennato tour è proprio PALAZZO CASTIGLIONI, Corso Venezia 47, primo edificio Liberty di Milano progetto da Giuseppe Sommaruga nel 1902 per l’industriale Ermenegildo Castiglioni. E’ un palazzo maestoso e incredibilmente elegante per i fregi, le decorazioni, le api poste sul cornicione più alto e i ferri battuti dell’ingresso. Peccato che originariamente ci fossero due figure femminili tipiche dell’architettura Liberty (vedi Casa Campanini) che a detta del populino milanese erano troppo procaci e troppo sensuali nonostante simboleggiassero la pace e l’industria, addirittura il palazzo venne chiamato “Ca’ di ciapp”, casa delle chiappe. Venne così rimaneggiata la facciata del palazzo che ora ospita la Confcommercio.
Un altro edificio liberty meno conosciuto ma altrettanto bello da ammirare si trova in via Senato 28, CASA TOSI, un esempio di come il liberty spesso possa riassaporare anche i nostalgici tratti baroccheggianti.
Casa Tosi.

Riprendendo ancora Corso Venezia, imboccando poi corso Vittorio Emanuele II nella bolgia infernale dei provinciali in preda a uno shopping sfrenato, sulla destra si apre la famosa PIAZZETTA LIBERTY, che prende il nome dal palazzo che sovrasta la piazza e che pare un po’ strano perché la facciata è sì liberty ma è inglobata in un edificio del 1954. La facciata è infatti l’unica parte sopravvissuta del bellissimo Hotel del Corso,1902, distrutto a causa dei bombardamenti, e rimontato in parte su questo edificio 50 anni dopo.

Casa Ferrario. 

Attraversando invece Piazza Duomo e prendendo, ahimé, la congestionata via Torino si gira subito a destra su Via Spadari per ammirare non solo le meraviglie gastronomiche di Peck ma alzando gli occhi verso il palazzo accanto, CASA FERRARIO,via Spadari 3, progettata da Ernesto Pirovano nel 1902, con i ferri battuti di (indovinate chi?) Mazzucotelli che questa volta ha battuto se stesso realizzando delle farfalle che sembrano spiccare il volo da un momento all’altro riprendendo quello che era lo stile Liberty di un architetto belga.
Ora i più ardui potranno incamminarsi su Via Meravigli e corso Magenta a piedi, mentre i più stanchi potranno salire sul tram 16 e scendere alla fermata di Santa Maria delle Grazie, prendendo poi via Lorenzo Mascheroni perché il tour si sposta verso Piazza Tommaseo.

Piazza Tommaseo.
Qui si erge un delizioso villino Liberty che apre la visuale sulla piazza, in questa zona vennero eretti nei primi anni del ‘900 molti villini di imprenditori e ricchi borghesi, tra cui Ulrico Hoepli, l’editore che ha donato alla città di Milano il planetario ai giardini di Porta Venezia, che qui aveva un suo villino in stile Liberty con un’alta torretta, purtroppo demolito nel dopoguerra.
Dietro Piazza Tommaseo su via Tamburini al civico 8 c’è il VILLINO MARIA LUISA del 1906, un liberty contaminato da un’influenza neogotica – neorinascimentale con un mosaico blu e dorato maestoso, stupenda anche la cancellata del nostro ormai grande amico Mazzucotelli.
Incamminandosi verso Corso Magenta si arriva all’ultima tappa di questo tour, percorribile in circa 5 ore con la giusta ammirazione dei palazzi e il tempo necessario per fare tutte le foto e le considerazioni da grandi cultori di architettura.

Casa Laugier.
CASA LAUGIER, corso Magenta 96, all’angolo con piazzale Baracca, costruito tra il 1905 e il 1906 su progetto di Antonio Tagliaferri per il Barone Laugier di origine valdostana. Il palazzo si erge sulle appena demolite mura spagnole ed è sobrio nelle sue decorazioni floreali che circondano i balconi (i ferri battuti sono di Mazzucotelli aridaje), unico tratto più decorativo sono le teste di leone che spezzano le altezze delle paraste appoggiate alla muratura di mattone e qualche fronzolo colorato.
All’angolo si trova la Farmacia Santa Teresa che conserva ancora le ceramiche e i pannelli lignei degli interni originali del 1910, come se il tempo si fosse fermato (dall’altro lato del marciapiede invece c’è la pasticceria Biffi, una vera meraviglia per l’arredo e i dolci!).

Si conclude così il tour sul liberty milanese, se siete arrivati fino a qui, sia nella lettura che nella visita, allora meritate un brindisi con un ottimo spritz accompagnato da un aperitivo a buffet per riacquistare le calorie consumate, consiglio il Colonial Cafè, corso Magenta 85, soprattutto per le ampie poltrone dove finalmente posare le chiappe.







4 commenti:

  1. Grazie!
    É un regalo bellissimo quello che ci fai con questo post preciso e molto interessante. Conosco poco Milano, voglio conoscerla meglio, ho iniziato a prepararmi una guida prendendo appunti dai tuoi post. Continua cosí!

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  2. Devo tornare a Milano al più presto. Sei una "guida" preziosa ! claudiag

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  3. Lorenzo,
    io mi sono innamorata di Milano in tempi non sospetti. Quando finalmente sono riuscita a trasferirmi, ho scoperto che il mio amore era pienamente ricambiato. Come giustamente sottolinei, Milano è una città di bellezza struggente e nascosta, algida e austera dall'esterno per chi non la conosce. Bisogna impegnarsi per volerle bene.

    Adesso purtroppo sono lontana e Milano mi manca come l'aria; più della mia famiglia e dei amici, più di tutto mi manca Milano. Grazie per questo post, mi hai fatto scendere qualche lacrima di nostalgia!

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  4. Ma che bello questo post! Alla prima occasione... grazie! biancoeaperol

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