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| Pantofole De Fonseca e vino: la domenica perfetta, l'Esselunga lo sa. |
Immaginate una di quelle
domeniche in cui l'unico sforzo che vorreste fare è mettervi la giacca da camera
alla Hugh Hefner e rotolarvi dal letto al divano come un tappeto IKEA. E stare
lì, inermi, facendo zapping tra “Mela Verde” e “Alle falde del Kilimangiaro”.
E invece vieni dominato
da una serie di inviti scegliendo l'opzione più raffinata.
"Merenda da Vanilla
Backery" h 17, un luogo tutto rosa, pieno di colori pastello, muffin
colorati, cupacakes con strass e lustrini, una casa delle bambole versione
culinaria. Due ragazzoni al banco e una cameriera colombiana vestita come un
confetto di Barbie.
"Che cosa prendete
ragazzi?"
"Io un té Fleur
de Geisha" che è ovviamente la cosa più da gay che si può ordinare in
un luogo che farebbe diventare omosessuale anche il più virile dei giocatori di
rugby. Pareva di essere nella camera di Marie Antoniette durante la scelta
delle piume di struzzo per uno dei suoi stravaganti look.
Parlando di situazioni
sentimentali che vanno dal disastro ambientale alle calamità eccezionali, si
scopre che i luoghi deputati al flirt estremo non sono più le discoteche dove
al massimo puoi tornare a casa con un bacio decente incluso nei 15 euro
d'ingresso, ma spazi che nell'immaginario collettivo vengono associati alla
noia, alla quotidianità più bieca.
Come l'Esselunga. Non una
qualsiasi, ma quella di Viale Papiniano che alcuni sondaggi hanno definito il
luogo d'incontro per antonomasia a Milano.
E se da Vanilla Backery
ti lamenti della tua vita socio/sessuale azzannando qualsiasi cosa abbia una
glassa di cioccolato, sulla via del ritorno non fai un salto là dove si
rimorchia per un'indagine di mercato verificabile in prima persona?

