![]() |
| Il mio completo da pioggia preferito. |
Fin da piccolo i giorni di pioggia mi destabilizzavano in quanto “meteoropatico” è un aggettivo che hanno voluto coniare sulla mia persona. La pioggia è scomoda e quando sei in giro sotto l’acqua a catinelle ti accorgi di quanto la gente non sappia più stare al mondo.
Traffico impazzito, strade allagate, ombrelli usati come stuzzicadenti per inforcare l’ultima tartina cruditè al party esclusivo dove si beve ma non si mangia, la Galleria che diventa scivolosa e a ogni passo rischi di sembrare Carolina Kostner sull’orlo di un malore.
![]() |
| Audrey & Givenchy. |
![]() |
| Vogue 1974. |
Per non parlare dell’orrenda poltiglia che si creava con la segatura che gettavano a terra all’ingresso della scuola quando pioveva. Ecco, quella è per me l’immagine più esplicita dei giorni di pioggia.
Poi crescendo, in particolare in autunno, ho cominciato ad apprezzare la pioggia, o meglio, più che la pioggia la troppa moda nei giorni di pioggia.
Chi mi conosce sa quanto il mio guardaroba perfetto implica capi che sono uguali e intramontabili da almeno metà secolo e che rappresentano un po’ l’élite tra i 70 e gli 80. I vestiti da “vecchio” insomma.
Non c’è giorno di pioggia senza impermeabile. È come dire che con la neve si esce con il bikini, l’impermeabile è stato pensato proprio per coloro che come me odiano l’ombrello e che preferiscono prendersi l’acqua piuttosto che avere quell’affare che scola e che potrebbe uccidere qualcuno a ogni angolo. Il must è Burberry che però non ha il cappuccio ma il perché è ovvio.
![]() |
| GATTOOOOOO. |











