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| Ancora piango. |
Ogni Natale l’atmosfera si
riempie di rosso, di verde, di lucine un po’ Las Vegas e tra una canzone di
Mariah e un rutto di Michael Bublè si scartano regali che spesso sono utili
come una pelliccia nel deserto.
Così, tutti gli anni, vengono in
mente i Natali passati e quello spirito maligno che cresce dentro di noi
ripercorre tutte le letterine scritte a quello spilorcio di Babbo Natale che
leggeva una precisa trascrizione del catalogo dei giochi e nulla. Lui sceglieva
a caso.
Qual è il criterio con cui Babbo
Natale sceglie i regali?
Pesca a caso? Si consulta con il
tuo peggior nemico?
Il fatto che a 27 anni ancora
aspetto alcuni regali che non sono mai arrivati a destinazione vuol dire che ho
subito un vero trauma.
DOV’E’ LA MIA VILLA DI BARBIE CON
L’ASCENSORE, EH BABBO NATALE?
Quell’anno da Roma ho festeggiato
il Natale a Milano dalla Nonna e lì Babbo Natale si presenta la notte del 25
dicembre mentre i bambini dormono ed è stata la notte più lunga della mia vita.
Mi sono svegliato alle 6 del
mattino e ho saltato sui letti di tutti per farli alzare e aprire i regali
sotto un mini albero che ancora ricordo come fosse ieri.
E lì che c’era?
La clinica di Cucciolandia, una
roba tutta rosa con gattini pelosi e cani infiocchettati, e poi l’elicottero
militare delle Micro Machines, forse per creare un po’ di ambiguità.
In realtà era un gioco
psicologico, un modo per scegliere la mia vera identità, ma siccome sono la
dimostrazione di una personalità multipla, riuscivo a curare la zampa di un
castoro affaticato per poi inscenare un attacco bellico in Nicaragua con carro
armati e milizie armate in meno di dieci minuti.

