lunedì 22 ottobre 2012

DOVE FINISCONO GLI STRASS DELLA DOMENICA?



Io non so se borgheggio.
Tu borgheggi?
Dai, anche egli borgheggia!
Noi borgheggiamo sicuramente.
Voi borgheggiate?
Essi sono i primi a borgheggiare.

Questo lessico diventa più che famigliare in una nicchia, non tanto esclusiva, assidua frequentatrice di una discoteca milanese chiamata BORGO DEL TEMPO PERSO la domenica sera, un nome, un motivo di cazzeggio.
Dopo un’intera giornata passata a fare annose pulizie domestiche, ricerche archeologiche nei guardaroba, cambio di scarpe e pubbliche relazioni con abitanti dell’alta società meneghina, i borgatari o meglio, le borgheggiatrici, si animano per la preparazione in vista della serata.
Quando ero più giovane, inizio a raccontare come se mi trovassi davanti al camino acceso con una deliziosa giacca da camera in cachemire misto seta attorniato da nipoti (figli dei miei fratelli, si intende), frequentavo spesso la periferica discoteca, ora invece faccio una capatina al ritorno dal mare per sfoggiare l’abbronzatura e quando ho una camicia nuova per l’inverno.
Ieri  mi hanno un po’ trascinato, ma in fondo, tornare alle origini è sempre divertente.
I gay milanesi amano il borgo perché la musica è rassicurante, puoi ballare per dieci anni consecutivi la stessa canzone, così quelli che non hanno propriamente il ritmo nel sangue possono migliorare piano piano. 

E poi, c’è un altro luogo sulla Terra dove puoi ballare la sigla di “Denver” cantata da quella forgiatrice di omosessuali che è Cristina D’Avena?
NO, non esiste.
“DENVEEEEER, HAI GLI OCCHIALI E IL NASONE ALL’INSU’ DENVEEEEER”.
Urla di giubilo e ascelle pezzate per l’entusiasmo.
Dopo lo spettacolo di drag queen impiumate e indiamantate meglio di qualsiasi zarina, è la volta dei tre ballerini, lei al centro si crede Rihanna, i due accanto mezzi nudi e scivolosi come una saponetta sono “vestiti” con delle mutande di Lycra e hanno una stola di eco-pelliccia o ratto selvatico, difficile definire la differenza, in tinta.
Inizia la musica, qualche nota ed è subito “UHHHHHHHHHHH, E’ MADONNA”, il pubblico canta a squarciagola, i tre si dimenano come forsennati, è tutto un spasimo ed una moina, prima il broncio poi il lancio del ciuffo da destra a sinistra con finale in posa.
“I due ballerini hanno esaudito il loro più grande desiderio, si vede”.


E nell’attimo di silenzio prima dell’ennesimo scoordinato ritornello si alza una voce soave (Malgioglio? Pareva proprio la voce di Malgioglio!) che vocalizza un “PASSIVAAAAAA”.
Prima di varcare la soglia della sala trash dove per l’appunto si ballano quelle canzoni che fanno sanguinare le orecchie al resto della popolazione internazionale (Comprese le LOLLIPOP che qui diventano paladine della musica) avevo dichiarato quanto segue: “Ho già il voltastomaco”.
Non ero più abituato al costume omosessuale della domenica.
A partire dagli spinzettati, quella categoria che riserba per il pelo superfluo un odio incondizionato, strappo dopo strappo dichiarano guerra anche alla ricrescita con ematomi estesi su tutto il petto gonfiato dalla palestra. E non rinunciano alla canotta. Quello mai.
Fuori è dicembre e ci sono le stalattiti? Al borgo ci sono sempre le canotte, quelle che “coprono” i capezzoli e nulla più, oppure quelle a spalline larghe di un bianco muratore-bergamasco.
Che chic.
“Burattini incanottati da un milione e mezzo al mese” canta un inno nazionale friendly, qui gli incanottati possono guadagnare anche solo 300 euro per uno stage universitario ma avranno SEMPRE qualcosa di enormemente Dolce & Gabbana, mutande e cappellino incluso.

Poche le camicie e leggendarie le polo, solo canotte, al massimo t-shirt con Lady Gaga o simili.
C’è addirittura chi indossa una semplice maglia bianca su cui capeggia il ritratto di Elizabeth I , che ricordo essere una sovrana inglese, l’ultima dei Tudor, sì la famiglia reale su cui hanno fatto la serie televisiva che guardavate per le scene di sesso, e non una concorrente di X-Factor.
Chiedo al proprietario della t-shirt: “Sai chi è almeno?”.
Tremavo all’idea che qualcuno indossasse una faccia stampata senza preoccuparsi di chi fosse, invece la risposta al quiz era esatta e il mio amico si è dimostrato all’altezza del suo ruolo.
Sapere poi che aveva iniziato a leggere la sua biografia prima che sprofondasse in piscina mi ha dato speranza nel prossimo e lo ha eletto come meglio vestito della serata, dopo di me ovviamente, che parevo un fuggiasco boscaiolo jugoslavo.
Tra le canotte e le maglie a tema ci sono le bretelle, i bustini, le clutch finte Mc Queen, i jeans così stretti da fermare la circolazione, scolli a V ombelicali, sciarpe, sciarpine e foulard, addirittura gli occhiali da sole, sai che fastidio il riverbero?

Il look prevede anche fondotinta spalmato con la cazzuola come per la stesura del cemento, la matita nera per gli occhi perché lo sguardo profondo è indispensabile quando il deejay mette “Toxic” anche se in realtà tossica è solamente la lacca cinese spruzzata su dei capelli che il giorno dopo saranno precipitosamente caduti.
Mechés e shatush anche per gli uomini che non devono chiedere, e se lo fanno è per chiederti “Dov’è il guardaroba?” sculettando e ridendo come pazze.
PAZZA è il termine amichevole che si adatta ad ogni situazione.
“Pazza sei tu” per l’amico dalla battuta acidella, “Come balla quella pazza” riferito al ragazzo che si è volutamente segregato in casa per settimane studiando il balletto di Britney Spears e aspettando il suo debutto in discoteca, “Pazza l’idea” cantata a squarciagola atteggiandosi, perfettamente, a Patty Pravo.

Posso sopportare Hilary Duff, le frasi-urlo “LADY GAGA E’ LA MIA VITA”, perfino un ragazzino che pensa di essere Beyoncé, ma se c’è una cosa che mi dà il voltastomaco sono le sopracciglia fini ad ali di gabbiano.
E al borgo, gli stormi di gabbiano sono innumerevoli, peccato che non siano uccelli migratori o in via di estinzione.
Una serata divertente, tra risate e schiamazzi torno a casa con il cicalino nelle orecchie come un pensionato dopo la balera, contento, rintontito e con una domanda.
Dove vanno a finire quelle tonnellate di strass e brillantini il lunedì mattina?
Il mistero s’infittisce.

37 commenti:

  1. Mi manca, mi mancherà sempre l'aria frizzante di discoteche del genere. Non capisco perchè non si riesca a creare qualcosa di simile invece di quelle grigie scatole tonanti che vanno per la maggiore per i rimbabiti "diversamente omosessuali" di questo pianeta. Diventerai PAZZA che io accidenti!!

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    1. E poi vuoi mettere quanto si divertono le ragazze? Ci sarebbe da scrivere un altro post sulle ragazze che nei locali gay si dimenano come pazze sapendo di poter far tutto senza preoccuparsi di lumaconi in agguato!
      Incredibile, hai ragione comunque, sono posti in cui ci si conosce tutti ed è un luogo divertente e di ritrovo.

      Grazie per essere passata giorgia, felice di ritrovarti.

      L.

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  2. Da quando vivo a Milano ci sono andato solo una volta. Entrai con occhi speranzosi. Avessi visto mai che ci saremmo incrociati e magari ti proponevo di generare una nuova stirpe aliena. E invece dopo appena cinque passi compiuti, mi sento apostrofare in questo modo 'mmm ma che bel maschione' detto con voce stentorea da un trentenne pesantemente truccato e col lucidalabbra che gli colava dalla bocca. Ricordo di aver aperto le narici per far entrare più ossigeno possibile, mi sono girato e me ne sono andato. Il tutto è durato 3 minuti. Da allora ho deciso di sballarmi ai concerti e nelle biblioteche.

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    1. Nelle biblioteche sì che ci si sballa, soprattutto con la muffa dei libri settecenteschi.
      La scena del lucidalabbra che cola, la versione gay di Dracula, molto più inquietante.

      L.

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  3. La parte delle canotte! Hihihi
    Poi questa Gaga! Io adoro le canzoni da tardone, quella happy ;)
    Al Borgo ci andai solo una volta, di sabato sera, un po' di anni fa, non ho un bel ricordo.
    Ciao e complimenti per il blog ;)

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    1. Amleto, mi caschi!
      Di sabato il borgo è TREMENDAMENTE BRUTTO, la domenica è il vero ritrovo, quindi tornaci e divertiti, poi potrai dirmi cosa ne pensi, ci conto!

      Grazie mille per la visita!

      L.

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    2. Ma chissà!? So che la domenica sera è la serata migliore.
      Ma ci andai anni fa!
      Comunque io vado a ballare in Brianza o nella zona di Legnano, quasi mai a Milano!
      Ti farò sapere ;)

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    3. Aspetto notizie, e mi raccomando, niente canotte!

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    4. Guarda che noi brianzoli ci teniamo al look!
      Mai canotte, poi non ho il fisico ;)

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  4. per fortuna da noi, al sud, la moda delle sopracciglia sta tramontando..... almeno questo! la musica anche è diversa, solo nella prima oretta ci sono le hits decodificate come "apripista" poi mettono dei dj set di musica elettronica.... io però ormai sto abbandonando... per altro raramente mi sono divertito!

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    1. Pure io ormai sono troppo vecchio, però una botta di vita ogni tanto fa bene!
      Ciao Sergio!

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  5. Hai descritto qualsiasi discoteca gay...

    E non fare lo stinfio criticone che ti piace in realtà :P

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    1. STINFIO?
      Mi piace questa nuova parola, comunque dai si vede che mi sono divertito, no?

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    2. È un vocabolo lucchese, credo :)
      Comunque sìsì, l'hai anche scritto che ti sei fatto delle risate: l'importante è divertirsi! Prima o poi lo proverò, 'sto Borgo, me ne hanno parlato!

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    3. E vieni che così scrivi un bel post anche tu!

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  6. Tutto corrisponde a verità. C'ero anche io ieri sera e ho notato il ragazzo di cui tu parli con la maglia di Vivienne Westwood con la Regina Elisabetta I! Davvero notevole (non la maglietta!) :-D Complimenti per il bellissimo articolo!

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    1. Notevole anche il suo amico boscaiolo, no?

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    2. emmmmmm...eravamo in tre!!!!! Non se ne parla del "ragazzo con la maglia fuxia"? "_" grrrr----

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  7. sono fortemente turbato, anche perchè è pura realtà :D fortuna che non vado in discoteca dall'85...
    i lustrini della domenica finiscono nello scarico della doccia, per chi la fa, insieme ai capelli soffocati dalla lacca!

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    1. Nello scarico della doccia, mi leggi sempre nel pensiero, pure io credo vada così, però qualche lustrino non rimane sempre?
      E metti che il capo se ne accorge....

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    1. Ma no dai, è meglio di quanto sembri!

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  9. Ciao Lollo
    era da un po' che non bazzicavo i tuoi post solo per mancanza di tempo, ma soprattutto di testa per lasciare per un attimo fuori il mondo e potermi tuffare nei tuoi mitici racconti. Il racconto è meraviglioso sempre tagliente e realistico ha un feeling con le parole che difficilmente si trova in rete solo pochi sono capici come te. Per il resto i super lucidi e i lustrini finisco per disperdersi nell'aria di fine nottata e cercano di ricomporsi per il mondo indossando maschere e dimenticandosi di voler vivere liberi. Baci buona serata Alex

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    1. Alessia, grazie per i bellissimi commenti, ogni tanto ci si perde ma è bello ritrovarsi, chissene frega se non ti leggi tutti i post, è bello sapere che ogni volta che torni a trovarmi abbia sempre una parolina carina per me, e lusinghiera soprattutto.
      Non so come ringraziarti!!

      L.

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  10. Mai stato al Borgo, ma non per snobismo: è che in un certo ambiente discotecaro mi sono sempre sentito fuori luogo, soprattutto dopo essermi lasciato alle spalle l'adolescenza (è successo da un po', eh). Complimenti per il post, comunque, perché è sì ironico, leggero e divertente, ma evita quell'atteggiamento di "superiorità" altrettanto fastidioso di chi, spesso all'interno del c.d. ambiente gay, categorizza in maniera alquanto sciocca e superficiale i propri simili: c'è spazio per tutti e per tutto, e si può semplicemente e tranquillamente scegliere senza criticare e sentenziare.

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    1. Grazie Barone, grazie perché hai colto il nocciolo del post, all'inizio ieri anche io mi sentivo fuori luogo perché non ho molte cose in comune con tanti ragazzi presenti, però non mi sento superiore. Io mi interesso di altro ma non per questo giudico il loro atteggiamento, siamo diversi e per fortuna irripetibili.
      Sai altrimenti quante potrebbero dirne di me? A cominciare dal look da boscaiolo, tremendo!
      Il borgo su questo è un bell'ambiente perché non è snob, al contrario, il trash regna sempre e qui ci si può sentire a proprio agio con un capo stranissimo perché ci sarà sempre qualcun altro che ne indosso uno ancora più particolare.
      E senza snobismo, che nell'ambiente gay è falsatamente fastidioso.

      L.

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  11. mai stato al borgo,comunque anche negli altri locali gay il look è sempre quello,però una cosa ho notato in questi locali oltre alla finta canotta,fondotinta,ceretta d'ordinanza ecc ecc,i pantaloni in pelle......non si usano più?bhè è un bel progresso in 15 anni almeno una parte del vestiario è stato pensionato.

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    1. I pantaloni in pelle? Uhm, qualche esemplare esiste ancora ma è anche vero che lì dentro si cuoce dal caldo, quindi hai idea della fatica di levarli?
      ci vogliono 15 persone come minimo!

      Grazie del commento e della lettura!

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  12. L'ultima volta che sono andata al borgo? La sera del mio 22° compleanno.. :) Ho iniziato a fumare..

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  13. Fantastico post! Felice di averti conosciuto!!! Prox volta che andremo insieme mi vestirò con qualcosa degno di mensione! ^_^ Un caro saluto, G

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  14. mi sono rimessa in pari con "le puntate precendenti".

    bravo.
    ti adoro

    baci
    I.

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    1. Che bello, spero di esserti mancato almeno un pochino!

      L.

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    2. Ho avuto seri problemi nel leggere tutto senza soffocare a causa delle grasse risate,VERE risate (non come quando guardi Colorado e ti riduci a credere che "ridere" significhi guardare con espressione inebetita la televisione mentre le tue labbra si muovono verso l'esterno,quasi a voler formare un ghigno). Ho riso per tutti i personaggi descritti in questo post,ho riso per le accurate descrizioni di orribili canotte (e perché ho immaginato due o tre soggetti che sarebbe stato meglio non far riesumare a quest'ora). Ho riso ma la parte che più ho amato,la parte in cui (NON come una pazza) ho esclamato "No,sono io!" é stata quella in cui inizi il racconto e ti immagini vicino al camino in vestaglia. In ogni mio racconto,dal piú remoto al più recente,la battuta d'esordio é qualcosa di simile. A volte mi faccio cantastorie greco,a volte vecchietto che legge la favola al nipotino,altre volte un ubriacone in osteria che ferma passanti,ma in tutte le storie ho una personale immagine di me narratore. Sei eccezionale. Non concepisco come tu non abbia ancora scritto un libro cartaceo : devo dirti io di farlo? Non penso qualcuno potrebbe osare rifiutarti la pubblicazione. MitchDC

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  15. ciao tesoro bello, sempre divertente, io odio le paillettes perchè le associo ad una signora che non sopporto che al borgo non sfigurerebbe!!!!! baci

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  16. o avuto seri problemi nel leggere tutto senza soffocare a causa delle grasse risate,VERE risate (non come quando guardi Colorado e ti riduci a credere che "ridere" significhi guardare con espressione inebetita la televisione mentre le tue labbra si muovono verso l'esterno,quasi a voler formare un ghigno). Ho riso per tutti i personaggi descritti in questo post,ho riso per le accurate descrizioni di orribili canotte (e perché ho immaginato due o tre soggetti che sarebbe stato meglio non far riesumare a quest'ora). Ho riso ma la parte che più ho amato,la parte in cui (NON come una pazza) ho esclamato "No,sono io!" é stata quella in cui inizi il racconto e ti immagini vicino al camino in vestaglia. In ogni mio racconto,dal piú remoto al più recente,la battuta d'esordio é qualcosa di simile. A volte mi faccio cantastorie greco,a volte vecchietto che legge la favola al nipotino,altre volte un ubriacone in osteria che ferma passanti,ma in tutte le storie ho una personale immagine di me narratore. Sei eccezionale. Non concepisco come tu non abbia ancora scritto un libro cartaceo : devo dirti io di farlo? Non penso qualcuno potrebbe osare rifiutarti la pubblicazione. MitchDC. (Ps non sono neanche piú capace di postare un commento)

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    1. E ho problemi a fare copia e incolla. Correggo l' "ho" iniziale

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Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

Aspetto le vostre umilianti parole. Scrivetemi!