lunedì 8 ottobre 2012

NO BROWN IN TOWN


"Ma le calze arancioni?" "SENAPE, è un senape!"

“Cosa farai questo weekkkk end?” mi chiedono accentuando la k inverosimilmente americana.
“Tre giorni a Vallombrosa in mezzo alla foresta di abeti, in una casa alquanto umida che ha circa 109 anni, con altre dodici persone tutte appartenenti ai vari rami della mia famiglia, mangiando fino allo svenimento”.
“E tu?”
“Io al Plastic, non vedo l’ora, l’House of Bordello è il mio luogo preferito”.
“Capisco”.
Ecco.
Credo che al mondo ognuno di noi abbia un luogo preferito, il mio sicuramente non è una discoteca dove tutti giocano a chi è più assurdamente peggio vestito dell’altro come non lo è nemmeno il picco disperso di una montagna. Devo ancora trovarlo ma Vallombrosa è sulla buona strada per raggiungere il podio.
Così, una famiglia di cinque persone con un cane di nome Penelope raggiunge altre due famiglie composte da quattro persone per il fine settimana che non veste mondano, non ascolta musica a tutto volume ma chiacchiera e soprattutto, mangia.
“Non si andrà a Vallombrosa senza fare la brace vero?” ha subito chiesto preoccupato mio padre che per la carne ha una sorta di riverenza religiosa.
“Giammai”.
Così il barbecue è stato acceso sabato mattina e spento domenica sera, in piena attività abbiamo rischiato che la guardia forestale annunciasse l’incendio nel nostro giardino, per evitare la denuncia avremmo poi dovuto invitarli a tavola.
Una spedizione punitiva mattutina ha anche decretato lo stato generoso dei boschi, “Andiamo a prendere i funghi”, attività di cui non facevo parte da circa 15 anni, con entusiasmo ho gridato “Vengo anche io!”.
“Con quelle scarpe?”
“Sì perché?”
Le scarpe da barca in un sottobosco umido non sono adatte, dicono.
NO BROWN IN TOWN.


La prima volta che ho sentito la frase “Il marrone è un colore da week end, non per la città” ho stizzito il naso, l’ho arruffato con una smorfia da snob di provincia, poi riflettendoci ho capito che era vero.
Quale lord inglese usa il marrone a Londra per il bridge pomeridiano? Quale parigina veste interamente marrone per lo shopping mattutino? NESSUNO.
È un colore da campagna, da caccia alla volpe, da passeggiata a funghi.
Così preso dall’entusiasmo di questa regola millenaria ho tirato fuori dalla pura naftalina un pezzo del mio guardaroba comprato per dieci euro alla bancarella di Porta Portese, era il 2006 e facevo la quinta superiore.
Marrone.
Velluto a coste.
Sì, lo so.
Può sembrare un copridivano, il bracciolo di una poltrona che la nonna ha dimenticato nel solaio per centinaia d’anni, ma il mio guardaroba fa così, sputa fuori qualche pezzo d’antichità e me lo fa reinventare.
La giacca di velluto a coste fa molto professore di chimica un po’ alternativo e intellettualoide, con l’occhiale tartarugato, la Moleskine nel taschino e le Clark’s, che spiega ad allievi ignoranti i legami chimici senza alcun risultato.
Io invece del professore di chimica non ho niente, né l’aspetto, né la passione per la materia, piuttosto sembravo uno di quei signorotti di montagna con il cane sempre tra i piedi, freddolosi e anziani. Radicato molto bene nell’ambiente vallombrosiano, parevo un 75 enne che al bar non chiede il caffè ma un bicchiere di Chianti.
“Ma Lorenzo, quelle calze arancioni?”
“Non sono arancioni, è un senape”.
Ho continuato così per tutto il giorno credendo che i miei famigliari fossero ormai abituati alla mia griglia di colori, ma evidentemente li ho lasciati increduli sul senape, che ammetto essere un po’ aranciato.
Tornando dal fine settimana, divertito, allegro e svestito dal velluto a coste ho capito quanto l’aria della famiglia faccia bene e quanto la bistecca alla brace sia conviviale e generosa.
Poi ho riposto la giacca incriminata nell’armadio, in attesa che un altro fine settimana da professore di chimica mi sia proposto ben presto.

15 commenti:

  1. ADORO le calze senape!!
    (Forse questo è più un mostarda?)

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    1. Giusto, un po' mostarda e un po' senape.
      Finalmente qualcuno che ne capisce.

      L.

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  2. È sempre un piacere leggerti, non so se mi piace più l'immagine del professore di chimica, quella della brave sempre accesa o dello scivolamento del bosco con le scarpe non adatte ;)

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    1. Professore di chimica dalle mille battute incomprensibili?

      Forse è l'immagine più reale.
      Grazie mille a te che leggi, davvero

      L.

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  3. ma le calze non sono color ocra?
    comunque mi sembra un bellissimo fine settimana e capisco quando intendi che il tuo luogo preferito non è una discoteca, ma nemmeno un eremo di montagna... non che Vallombrosa sia un eremo, cioè non lo so, ma comunque bella giacca :D

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    1. Hey, Vallombrosa non è un eremo, ma l'eremo per antonomasia.
      Lontano da tutto ma vicino a tutti è un luogo incantato, credimi, sarà che è un luogo della mia infanzia ma è l'unico eremo che porto nel cuore.

      Grazie, dieci euro a Porta Portese e giacca sia.

      L.

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    2. allora me lo segnerò fra i posti da visitare :D

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  4. personalmente... adoro il marrone.
    dal diarrea al tronco di betulla.. lo prediligo. sarà che è l'unico colore che d'inverno non mi fa sembrare definitivamente tendente al verde muschio. comunque bel blogghino.

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    1. marrone tronco di betulla, che classe!
      Comunque anche il verde muschio non è male, non ti si addice?
      Grazie mille, sono contento ti sia piaciuto!

      L.

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  5. io ho un bel po di cose marroni, non le uso spessissimo ma soprattutto durante alcune serate, mi piace molto e secondo me questa giacca ti sta molto bene! forse sarà il calzino RIGOROSAMENTE senape ahahaha
    xoxo
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  6. sai di essere fortunato a passare un fine settimana con famiglia senza scannarvi e senza annoiarvi? mi piacerebbe!

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  7. oggi ho la giacca e la cravatta marroni, e il panciotto color crem

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  8. Nulla da dire in merito. Immagino la scena,incredibilmente bella da togliere ogni loggorrea anche a me : una famiglia riunita in una tavolata che mangia ottima carne cotta alla brace. Paradiso! MitchDC

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