martedì 15 giugno 2010

L'inferno sottoforma di Pullman

Oh la la la. E' sempre bello cercare di tornare verso la coltre nebbiosa di Milano spendendo poco e mettendoci giorni interi. Le soluzioni per partire da Strabourg e arrivare a Milano attraversando due stati (Germania-Svizzera) legalmente sono tre: aereo, treno, pullman. La macchina non la considero perchè non ne possiedo una, se l'avessi ci sarebbe da includere uno Chaffeur che sia disponibile a guidare mentre io faccio sogni incredibili russando in modalità Bluetooth. L'aereo sarebbe fantastico se solo non atterrasse a 2 ore di taxi dalla prima città abitata non da gnomi e folletti nella Foresta Nera. Non sono nemmeno previsti voli Low Cost, per intenderci quei voli come Ryan Air che prima della prenotazione ti propongono il biglietto della lotteria, il vestito da Hostess per Carnevale e l'ultimo profumo ormai scaduto:"Curious" by Britney Spears. Ti spremono come limoni, il volo è si 1 euro ma poi ce ne devi aggiungere 200 di valigia, 340 di tasse e poi la cosa più antipatica: la commissione per il pagamento con la carta di credito. Come credi possa pagare? Con i soldi del Monopoli? Incredibile, riescono a inventarsi le peggio cose.
Il treno è molto comodo ma anche dispendioso. La prima volta che ho viaggiato con le ferrovie tedesche avevo ottime aspettative, il biglietto era tutto rosso e azzurro. Così mi sono immaginato un treno colorato, dai colori caldi, accogliente. Mi sono trovato in uno scompartimento coi sedili color nocciola avariata e con i poggia- testa di un vellutino marrone a costine. Luce al neon da obitorio e una puzza di gomma bruciata mai sentita in vita mia. Vero che era il treno dei poracci che viaggiava di notte ma un minimo di strategia di marketing. Niente a che vedere con il Tgv francese, quel tocco di violetto ti fa sentire l'aria frizzante di primavera.
Avrete capito che il mezzo che ho utilizzato per rientrare in patria non da clandestino o a piedi come i Partigiani, è stato il pullman.
Sei una di quelle persone che si è domandata chi avrebbe mai il coraggio di viaggiare su pullman con scritte in russo-rumeno per decine di ore? Pure io ero uno di questi insensibili dubbiosi, poi ho capito e mi sono risposto: DISPERATI.
In questa categoria sono inclusi: studenti orgogliosi che non vogliono chiedere soldi ai genitori, viaggiatori con carichi pesanti e spacciatori che vogliono evitare i controlli negli aereoporti. Si trovano su questi Pullman esempi di qualsiasi etnia, cultura e provenienza. Come andare alla giornata mondiale della gioventù con il Papa ma tutti stipati in 5 metri quadri.
In questo minuscolo spazio vitale succede di tutto, gente che si sdraia esausta in mezzo al corridoio togliendosi le scarpe e sembrando un omino dei crash test, gente la cui testa penzola e si dimena contro la forza di gravità sbavando dappertutto. Un inferno. Trovi sempre la signora over 60, con il marsupio dell'agenzia viaggi in coordinato al cappellino, che facendo finta di nulla reclina dolcemente il suo sedile. Ovviamente lo fa di soppiatto mentre tu dormi, te ne accorgerai solo quando a fine corsa la vedrai completamente sdraiata tra le tue braccia. Ci manca poco che ti chiede pure i grattini o la ninna nanna.
Io ho sempre trovato la signora che non smette mai di parlare per tutto il viaggio, quella che commenta qualsiasi respiro o movimento altrui. Una portinaia. Stanotte ero esausto, chiedevo solo una padellata in testa per svenire fino all'arrivo a Milano ma lei, una 60enne romana non la finiva più di fare il suo dannato show. E' iniziato tutto a Strasbourg quando molto divertita ha urlato "Ma che stà a fà l'autista? Che stà a cercà li funghi?". A me ha fatto sorridere, mentre una ragazza è stata colpita da uno spasimo di risata acuta e dopo due ore ancora non si era ripresa. Così la romanaccia tutta impettita si è sentita orgogliosa di questo riso isterico e ha dato il via al "Festival di Frascati della battuta inutile".
Siamo arrivati a Milano alle 9 di mattina, siamo partiti la sera a mezzanotte. Nove lunghissime ore di Corrida romana, non so dove abbia trovato la forza di ridere e scherzare. Arrivava da Francoforte e doveva andare a Roma, io in cinque minuti avevo già le pieghe da decubito, lei 8 volte me stava come una matrona sul sedile accanto a quel ragazzo che lei gentilmente ha soprannominato "er Messicano". Ad un certo punto si è alzata e ho pensato " Ora si lancia in un cabaret o ci fa cantare tutti insieme le canzoni degli alpini". Voleva solo sgranchirsi un pò, menomale.
La mia amata Milano non è stata particolarmente generosa, un cielo nuovoloso, grigio, una giornata uggiosa che nulla di buono fa sperare. Almeno sono a casa, ho ripreso possesso della mia camera diventata cabina armadio, salottino per il thè delle cinque e cineforum. Lollo is back, e con lui quei chili di troppo che devono sparire prima di qualsiasi uscita in pubblico.

5 commenti:

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  2. Non so come tu abbia fatto a stare in pullman, io mai e poi mai ci sarei riuscita.
    Ti ammiro xD
    Come ti sei sentito appena tornato a casa a Milano? Felice?

    Un bacio,
    Denise.

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  3. Cosa si fa per viaggiare in economia Denise. Appena tornato a casa la stanchezza è svanita nel nulla e mi sono ritrovato iperattivo, come se avessi dormito 12 ore di seguito.
    Sono contento di essere a casa ma non nascondo che un pò di nostalgia francese c'è, è stata una magnifica avventura.

    Un bacio.

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  4. Dai...a me il pullman ricorda le gite scolastiche,quindi dei bei ricordi..

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  5. Io una volta l'ho dovuto prendere per scendere in Calabria perchè aereo e treno erano stracolmi (agosto). Mai piùùù!!! Un viaggio della speranza tipo 15 h e poi non volevano il cane a bordo (un chihuahua mica alano) e lo volevano chiudere in una stiva senza aria e luce. Io mi sono opposta e dopo avermi fatto pagare il biglietto anche per il cane, tutto il viaggio l'autista e il co autista mi davano addosso e della maleducata perchè il cane doveva stare in stiva e non nell'abitacolo. Ma in stiva andateci voi, porci schifosi maiali
    ahahhaha
    Non sò come tu abbia fatto, ti stimo davvero!!!

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