sabato 12 giugno 2010

Il rientro Milanese



5 mesi fa preparavo chili di valigie per la mia avventura francese, mi portavo addirittura un attaccapanni che poi avrebbe rivoluzionato l'arredamento della mansarda. Sapevo che sarebbe arrivato il momento di riportare al punto di partenza tutto quel mucchio di cianfrusaglie. E sapevo che avrei provato un brivido. Un brivido di panico. Stamani mi sono rimboccato le maniche e ho piazzato le valigie vuote sul letto e fatto mente locale su come e dove mettere un intero armadio. Un incubo. A quel punto ho lasciato tutto e sono uscito. La mia amica Silvia ha organizzato per oggi un evento su Facebook, la Giornata delle Stronze, ognuno doveva indossare dovunque una cosa verde, dalla maglietta al cerchietto, dalle scarpe ai pantaloni. Io ho messo una semplice T-shirt verde, un out-fit che una fashion blogger avrebbe definito cheap e dall'aria un pò trasandata. Chissene, ci sono stato al mercato come le anziane che si trascinano dietro un carrello enorme, non ad un party esclusivo. Mi mancherà la Francia, le baguette sotto le ascelle, le pedalate folli nel parco, le commesse dell'Eurodif stanno già piangendo, con tutti i buoni sconti che mi hanno dato avranno un posto nel mio cuore anche quando sarò in Italia. Mi mancherà la vicina di casa pettegola che conosce a memoria le targhe delle macchine di tutto il quartiere, e anche Armstrong, il fidanzato legittimo di Lady P. In questi mesi ho lavorato dalla cappellaia matta Sophie Peirani, giusto in tempo. Mi sono divertito, ho imparato una nuova lingua, ho persino seguito Paso Adelante in francese, il che mi rende davvero speciale. Se poi penso che è iniziato anche una sorta di Grande Fratello più trash e più stupido allora ho già la nostalgia. Che dilemma questa partenza. A Milano mi aspetta una parata, un corteo di amiche e amici che già mi prenotano per vari eventi, feste e serate in compagnia. Purtroppo non essendo ancora nella città più "fescion" che ci sia mi perderò una festa di una tale Brivio-Qualchecosa a cui Ginevra mi ha invitato. Lei addirittura arriva da Roma per parteciparvi, studio permettendo. Forse è stato meglio così, avrei dovuto cercare uno smoking in meno di 24 ore, mi era già venuta un pò d'ansia. Milano è sempre Milano, ci sono giusto quel milione di piccioni in Piazza Duomo pronti a bersagliarti o a volarti a due centimetri dalla faccia. Quando ero piccolo e da Roma venivo dalla nonna mi divertivo tantissimo a dar da mangiare a questi dannatissimi volatili. Mi ricordo il rumore incessante dei tram in Corso 22 Marzo dove abitava la nonna Norma. Ancora adesso è il suono che più associo a Milano. Dalla finestra del salotto si vedeva la Madonnina, luminosa, dorata e leggermente pacchiana. Non sono riuscito a vederla fino a quando non ho raggiunto il metro e mezzo, certe vertigini che nemmeno sul Blu Tornado a Gardaland. Io amo Milano, è fredda grigia e un pò snob ma ha un fascino tutto suo, tutto da scoprire e che tanti non riescono ad assaporare al primo boccone. In più ora con la settimana della moda è tutto un esercito di modelle, modelli, "fescion" stylist, "fescion" icon. Milano è anche questo, un lusso sfrenato a volte troppo ostentato. Ma ci piace così. "Oh mia bella Madunina" sto per arrivare, tieni fermi quei piccioni però.


2 commenti:

Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

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