sabato 23 gennaio 2010

Le dee dell'Olimpo







L'Olimpo della moda è come l'Olimpo per i greci, sovrappopolato di divinità. Ognuna diversa dalle altre, c'è la bionda seducente Venere, l'aggressiva Giunone e la sportiva Diana, un pò come le Spice Girls insomma. Nella moda è più o meno la stessa cosa. C'è Valentino per una donna di classe, Max Mara per una donna raffinata ma non milionaria, poi Dolce e Gabbana per una donna che vuole assomigliare a Cher. E gli accessori? Le borse? Come sono disposte nell'Olimpo? Premetto che questo post è frutto di un mio personalissimo gusto, di una serata senza alcun progetto interessante e di una forte indigestione causa tortillas del discount.



Iniziamo dal terzo posto, dalla fne di questa scala gererchica. Io ci metto Louis Vuitton. Potrebbe sembrare una bestemmia detto da me.E' stata fondata nel 1854 come fabbrica di bauli, valigie e set da viaggio rigidi per famiglie facoltose e nobili parigini. Negli ultimi anni è sulla bocca di tutti grazie alla riscoperta del famoso "bauletto" ovvero la versione "speedy" di una valigia morbida. Nel giro di due mesi ce l'avevano tutte, era considerato uno status symbol e qualsiasi ragazza avesse in tasca 500 euro correva da Vuitton per comprarsela. Non è una delle mie preferite ma mi piace, purtroppo ha stancato l'occhio, è troppo diffusa e poche l'hanno personalizzata con un foulard o facendoci semplicemente incidere le proprie iniziali. Quello può essere un trucco raffinato e di stile. A mio avviso Vuitton è fenomenale per i set da viaggio, non ha nessuna concorrenza in fatto di valigieria. Chi non sogna di tenere in mano una cappelliera monogram e uscire dal proprio appartamento parigino in Place Vendome, magari mentre il portiere ti raggiunge con le altre valigie rigide. Un'alternativa alla pubblicità con Sarah Jessica Parker e il suo Mr Big. Louis Vuitton è possibile associarlo solo a Parigi.



Al secondo posto lei, la storica, inimitabile Chanel. Potrete trovarla negli armadi delle vostre nonne e ammirarla come fosse nuova perchè quella pelle trapuntata con quella catenella dorata è senza tempo. Sono classiche, casual e anche di gran stile portate con jeans e camicia. Danno un tocco elegante alle signore per bene over 70 e un tocco inconfondibile alle giovanissime. Nonna Norma a Milano la usava blu con la chiusura classica a logo, sparita e finita chissà dove insieme al tailleur Chanel, un omicidio a sangue freddo. Nonna Giuliana fortunatamente la possiede ancora, nera, con cerniera e senza logo. Talmente bella che seppur messa con qualcosa di blu non stona minimanente. E' la borsa di una donna che ha classe ed eleganza da vendere, che sa portarla con altrettanto charme. La Chanel io l'associo a Roma. Ai Parioli ci sono più Chanel che cameriere, ecco perchè.



Infine, lei, la sommità di questo Olimpo, la divinità simbolo di tutte, Giove, che tradotto in fashionologia diventa Kelly. Più precisamente Kelly Hermes.



Qualunque donna che sia di classe, raffinata, di indiscutibile gusto e a cui il marito abbia già regalato la fede di brillanti, cadrà nella sua trappola. In realtà non è solo una borsa ma un simbolo, un vademecum, un intelligente investimento da sostituire ai gioielli di famiglia. Non tutte possono permettersi la Kelly, non solo perchè costa un occhio della testa, cornea compresa, ma perchè non è per tutte. Victoria Bekham è milionaria e nel suo parco borse sono comprese tutte le Hermes di qualsiasi colore possa essere stato inventato. Ma su di lei ha lo stesso effetto che aveva quasi 50 anni fa su Grace Kelly? La risposta sarà sempre no. Questo è il motivo per cui non tutte possono mettersela al braccio. C'è un paragone doveroso. Bisogna essere sobrie, eleganti ma non volgari, raffinate e umili semplici, questo credo sia il segreto per apparire, anzi, non apparire. Il segreto di una come Grace Kelly che non aveva bisogno di una Hermes Fucsia per gridare al mondo chi fosse. Ne bastava una nera, tanto portava persino il suo nome.

2 commenti:

  1. Bello!!mi piace;parole sante!!hai davvero ragione ora è solo una moda fasulla,stracci da 300 euro che non sanno davvero proprio di nulla,le grandi marche o rifanno cose di qualche epoca più in la(quindi rivisitazioni di accessori o abbigliamenti che non passano mai di moda) oppure stracci inguardabili che possono indossare solo le taglie 38 alte 1,80.
    Esteriorizzare quel che si è in quest'epoca è sinonimo di mostrare,mostrare quanto si ha, quanto si possiede, quanto si è migliori di altri.
    La cafoneria ovvero il cattivo gusto è di quartiere ognuno di noi vede in giro persone che esprimono volgarità anche solo nel vestirsi o nel truccarsi, le persone non capiscono che certe cose non possono andare bene a tutti,non tutti possono indossare determinati vestiti o borse perchè alcune cose addosso a certe persone non stanno affatto bene,le impesantisce,le incafonisce,le imbruttisce ma la gente seguendo la moda non se ne accorge;peggio per loro!!
    Vorrei che tornassero i primi anni del'900 bei vestiti,donne distinte,belle feste dove l'eleganza era d'obbligo ma che tutti avevano nel sangue,quel sangue dove vi scorre anche la classe innata delle belle signore di una volta.

    Un bacio
    Gi

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  2. Grazie Giny, mia fedele lettrice! Prendiamo la macchina del tempo insieme!

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