sabato 6 giugno 2015

LA CRISI DEL SETTIMO APPUNTAMENTO



Sapevo che avrei scritto questo post. Me lo sentivo e quando ho delle sensazioni difficilmente mi sbaglio, difficilmente posso ricredermi e difficilmente non urlo un “VE L’AVEVO DETTO”.
Uscire con qualcuno è davvero l’apoteosi dello sbatty.
Primo perché non c’è nessun dato certo che ti aiuti a razionalizzare quanto accadrà, secondo perché se si vede tutto bianco o tutto blu (io non indosso il nero) quel mix di colori tra i due sono fastidiosi e genitori di incredibili paranoie. (Vedi post precedente).
Al primo appuntamento la butti sul “O la va o la spacca” e a dir la verità sei anche un po’ scazzato, sul finire della settimana la stanchezza si fa sentire ma la chimica nell’aria c’è e state molto bene insieme. Iniziano pochi ma inequivocabili segnali di interesse reciproco “Sali su a conoscere il mio gatto?”, “TI VA UN GELATO SUL MIO TERRAZZO?” e inviti a cena, e perché no, anche solo una passeggiata sulla Darsena, luogo dove ormai a Milano si fidanzano o si ubriacano tutti.

lunedì 25 maggio 2015

PARANOIE DI BIBLICHE DIMENSIONI

Io l’animo umano proprio non lo capisco. Siamo arrivati da chissà dove, rappresentiamo l’evoluzione di animali che non fanno altro che spulciarsi tutto il giorno arrampicandosi felici su banani svettanti e inaugurano stagioni dell’amore di continuo. Eppure loro sembrano felici e noi invece ci dimeniamo tra casini mai visti e più abbiamo casini e più ci infiliamo in altri casini sempre più enormi. 
MA PERCHE’? COSA CI GUADAGNIAMO? DOVE ANDIAMO? 

In questi mesi di torpori sentimentali ho sentito ululati, lamenti, grida isteriche, macumbe e incubi notturni. Tutto questo ha solo un nome e un cognome. PARANOIE BIBLICHE. 

Perché se non ti piace nessuno ti lamenti che non ti piace nessuno, che non ti filano, che non ricevi stimoli mentali e sud-ombelicali perché ti senti grasso, indesiderato, peloso, con la pappagorgia, l’occhio storto e il pollice valgo. E al massimo urli di gioia in metropolitana quando la tua migliore amica ti dice “Quest’anno il Royal Baby te lo faccio io” e la gente vorrebbe chiamare il TSO. 

Se invece hai un po’ le farfalle nello stomaco, ti solletica l’utero o la prostata, se pensi a una persona e non vedi l’ora di vederla e hai superato lo step dei 4 appuntamenti oltre i quali non andavi dai tempi del liceo dove contavi come appuntamento anche le lezioni di educazione fisica solo perché ti aveva passato la palla a calcetto, sicuramente ti lamenti lo stesso. E vivi di paranoie, ti alzi con le paranoie e controlli nervosamente ogni sistema operativo che ti possa mettere in relazione con quella persona pregando ogni santo appaia sul calendario di Padre Pio di tua Nonna. Non siamo mai sereni, MAI. 

Vorresti le coccole e ti servono sesso da 15 minuti nei bagni di una discoteca, vuoi uscire a cena e non rimedi nemmeno il più triste degli apericena, scrivi “Ho voglia di vederti” e ricevi un pollice insù che ti procura il dolore più atroce dell’ultimo periodo, vorresti lasciare il tuo fidanzato storico ma hai paura di entrare in un tunnel di orrendi incontri, vuoi gratificarti con il lavoro ma sei nato signore e non riesci ad alzarti prima delle 10. 

 Ci mettiamo a disposizione di schiaffi e insulti, andiamo a colpo sicuro contro pali in fronte, ci facciamo prendere da persone che non meritano nemmeno di lavarci le mutande, facciamo quelli che “No ma la prendo con leggerezza, ci vado con i piedi di piombo” per poi finire in un angolo della camera a morire per un like che ha messo a lui e non a te. La verità è che ci piace essere complicati come un rebus senza soluzione, ci fa sentire vivi ma nello stesso tempo tutta questa vitalità ci logora, ci rovina e ci appesantisce. Non è consigliata la dieta, non è consigliata l’esternazione inconsapevole dei tuoi dubbi e delle tue paranoie se non a fedeli amiche che raccolgono in un file i tuoi psicodrammi catalogati per anno e mese. È consigliata invece la condivisione di questo post previa opzione “Visibile a tutti tranne che…..”.

NON SI SA MAI. 

lunedì 18 maggio 2015

IL ROYAL WEDDING DI GINGER SPICE



Il principio.

Tutto è iniziato durante un venerdì sera in cui capito a un evento con show cooking by Simone Rugiati, io che devo googlare i trucchi per non dimenticarsi le zucchine sul fuoco e che non sono in grado nemmeno di cucinare un uovo sodo senza tenere a portata di mano il numero dei Vigili del Fuoco e del kebab baro di fiducia.

Poi la mia rubrica di cucina scusate se si chiama poeticamente #cottoefachifoalcazzo.

Sfogliando Instagram come fosse un vero e proprio giornale di Gossip mi capita sotto l’occhio una foto postata da Victoria Bechham di lei e Geri Halliwell al tempo in cui andavano orgogliose del caschetto liscio e delle meches platinate su chioma rosso fuoco.


Una sviolinata in cui Vicky si dispiaceva di non essere presente in un giorno tanto felice e importante come quello per la sua GRANDE amica Geri. E poi ha taggato il profilo Instagram sbagliato.

Ma questo è solo un piccolo dettaglio, insieme al fatto che nella foto Vicky è fregna e giovane e Geri sembra un travestito sbarcato dall’Estonia dopo un viaggio di 32 ore su tacchi da spogliarellista.

VICTORIA UNA GRANDE AMICA, anche le più famose scelgono le foto fregandosene di quanto siano cesse le loro amiche, l’importante vengano bene loro e soltanto loro.

E cosa vengo a scoprire poco dopo sul profilo non ufficiale ma aggiornatissimo che pubblica tutte le foto delle Spice, anche quelle di Cannes 1997 dove Melanie C si presenta in total look tuta dell’Adidas sul red carpet,? Che miss Geri Halliwell si è sposata.

Un royal wedding vero e proprio, con tanto di saluto appassionato della Ginger Spice appena uscita dalla macchina prima di varcare la navata e prendere marito per la vita, in total white di pizzo che Kate Middleton può fare solo Chapeau.

Un bouquet sobrio, un abito davvero molto bello e un pesoforma che fa invidia a qualsiasi cantante/sciacquetta che crede di aver inventato il pop.

lunedì 11 maggio 2015

IO, CUORE INDURITO



Sono tornato da poco d Mykonos e dopo una corsa al parco perché fa figo saltellare sudando (che schifo io nuoto proprio perché non si suda) mi piazzo sulla poltrona e il pc sul puff comprato al mercatino delle pulci a soli 5 euro mi invita a scrivere.
E cosa scrivo? Quanto mi sono divertito? Posto le foto da poser quando me la sono sentita un po’ Alessandra Ambrosio? NO, rifletto.
Perché sembro stupido e blonde ma nutro grandi sentimenti e potenti pensieri profondi che non sempre dedico a scarpe o a papillon.

Con i primi caldi gli ormoni fanno la lambada, il salto in lungo, il salto in alto, il salto delle mutande ma quando sei single e affronti la vita con una parte del tuo grande e accogliente letto sempre immacolata, è normale avere pensieri, cupi o felici che siano, a riguardo.
In tanti si fidanzano e si mollano con la velocità con cui nasce cresce e muore un social network, coppie che millantano amore eterno con striscioni e orrende rose inzuppate nel cioccolato, ma poi il silenzio e la cancellazione di tutte le foto dai rispettivi profili.
Quando sei single e ti accorgi che al mondo la parola “AMORE” è diventata di uso troppo comune e che spesso non ci si rende davvero conto di cosa si parla in realtà, ti fa rabbia tutto questo cianciare.
Ammetto di avere il cuore un po’ indurito.
E mi costa dirlo più di Nina Moric di ammettere che sì ha un po’ esagerato con il bisturi e che la situazione le è un po’ scappata di mano, zigomi, labbra, tette, contorni occhi, fronte, orecchie, cosce, culo.

giovedì 7 maggio 2015

I NAUFRAGHI DELLA TROPPA-MODA-TROPPA-ARTE


FIDATI DI ME.
Ridere delle “disgrazie” altrui non è carino ma lo facciamo tutti i giorni, soprattutto tra noi goffi veri che ci sentiamo un po’ meno soli quando qualcuno ne combina una più grande delle nostre. Tipo Jennifer Lawrence che cade prima di ritirare la statuetta dell’Oscar, o la modella allampanata che si sente al top e casca come un ramoscello al primo soffio di vento.

Quando è stata diffusa la notizia dei naufraghi del pontile alla Fondazione Prada di Venezia sul Canal Grande, non ci volevo credere. Primo perché tutta la fatica di Miuccia Prada per sentirsi la signora TROPPA MODA TROPPA ARTE d’Italia non può essere ricompensata da una simile figura di merda, e poi perché mi immaginavo Valeria Marini che tenta di non perdere le sue open toe di cristalli e che si dispera per il trucco che cola inquinando il bio-equilibrio della laguna.
E invece pare che tra i naufraghi non ci siano VIP catalogati (e io per Vip intendo che ne so Pamela Prati, Enzo Miccio, Malgioglio, Maddalena Corvaglia e qualche nobildonna cartonata come Marina Ripa di Meana) sprofondati tra la melma del Canale.

lunedì 4 maggio 2015

KATE MIDDLETON SATANA CON LO ZAFFIRO BLU


Kate Satana- con la bambina di plastica e il marito cavallino.
Succede che appena ti distrai, desideri staccarti dai social e vivere un week end tra un grattino e l’ardua scelta del colore delle tue Superga nuove e tac, SUCCEDE QUALUNQUE COSA. Si inaugura l’Expo, Milano si trasforma in una fucina di cose da vedere, da fare, da ammirare e attira su di sé un’attenzione che merita e che i milanesi sanno gestire perché da sempre il nostro ego è così immane da sentirci padroni del mondo. I No Expo mettono a ferro e fuoco il centro? E noi li schifiamo. Manifestano contro l’Expo perché sono trogloditi ma poi instagrammano i padiglioni perché esserci è sempre meglio che rimanere fuori dal gruppo. E noi li perculiamo pesantemente.
Ci arrabbiamo, invochiamo una pioggia di schiaffi e poi il giorno dopo persone buone che amano Milano e non si lamentano di quei 4 minuti d’attesa della metropolitana si armano di spugne e olio di gomito per ripulire la nostra bella città all’ombra di una Madunina sorridente.
Si calmano le acque, finalmente arrivo alla conclusione che le Superga blu sono le mie preferite perché mi ricordano di quando da piccolo scorrazzavo felice e spensierato nei parchi di Roma come un piccolo Lord, e tac arriva la notizia. QUELLA NOTIZIA.

giovedì 2 aprile 2015

ECCO PERCHE' MI MANCANO LE SPICE GIRLS


NOSTALGIA NOSTALGIA CANAGLIA
Sono giorni che una voce interna e numerosi pensieri a riguardo mi suggeriscono di scrivere un post sul mio primo amore, quello vero, quello che non si scorda mai, che riempiva le pagine del tuo diario, le pareti della tua stanza, le tue orecchie, il cuore e la mente.
LE SPICE GIRLS. Non ho mai provato nulla di simile per nessun altro, non sono più riuscito a dimenticarle o a tradirle con altri amori successivi, rivelatosi poi sempre deboli e frivoli, e anche quando pensavo di aver superato la distanza poi bastava una nota e tornavo con gli occhi a cuori come allora.
Le ho anche sognate in un nuovo video, bellissime in costume intero, cuffia e occhialini mentre cantavano a bordo piscina. È un segno divino, il mio cervello ancora non è riuscito a metabolizzare l’abbandono improvviso di Geri, il cambiamento dei loro look e le primavere che avanzano anche per quelle cinque inglesi che hanno fatto la storia della musica e hanno contribuito alla mia infanzia, adolescenza e mettiamoci pure dentro la maturità perché io le ascolto tutti i giorni.

Prendete cinque sceme di Londra e sobborghi, date loro una caratteristica specifica, vestitini striminziti ed effettivamente brutti, zeppe multicolor e fate cantar loro canzoncine da ragazzine e amici gay e avrete il mix esplosivo che ha dato vita alle Spice Girls.
Nessuna aveva grandi doti canore ma erano divertenti, allegre, cretine oltre misura e bastava un loro rutto e tutto diventa moda. Dalla Pepsi ai lecca lecca frizzantini, alla Polaroid lilla, alle magliette, ai libri con le loro foto. Io collezionavo la qualsiasi, stampavo fotografie a colori scaricate su Internet (ogni Spice aveva una sua cartella dedicata sul Desktop) con mio padre che bestemmiava in bulgaro perché finivo il toner della stampante, me lo requisiva e io stampavo in bianco e nero che tanto conoscevo a memoria i colori dei capelli di Geri o quello delle unghie di Victoria.

lunedì 23 marzo 2015

JUDE LAW TRADITORE COME GIUDA


SEI FALSOOOO.
Il 19 marzo Jude Law diventa padre del suo quinto figlio, 3 dei quali dalla prima moglie e altre due a caso con donne che già mollava prima ancora che si aprissero le acque. Famoso per gli occhi azzurri, per i film in costume, per la stempiatura progressiva, per la relazione con Sienna Miller, per il tradimento old style con la baby sitter dei figli.

Jude pare sia un ottimo padre, così come è un grande dispensatore di spermatozoi liberi. Segnare a colpo 5 figli per una famiglia più che allargata non è un capriccio da baby star ma un po’ una cazzata da 18 enne di un dormitorio che non conosce le precauzioni. Eh sì che sei Jude Law, non un metalmeccanico di Manchester, sta’ attento.
Quello stesso giorno guardandomi allo specchio mi dico “Domani vado dal cinese a tagliarmi i capelli”, anche se lo vedo sghignazzare e pensare “Ma questo i capelli non li ha più, che ostinato!”. Torno a casa e nella cassetta della posta trovo la copia di Vanity Fair, e chi c’è in copertina?

Jude Law, proprio la festa del Papà, proprio il giorno in cui è diventato padre, proprio il giorno in cui penso ai miei capelli e provo una grande ansia da prestazione. Lo guardo di sfuggita, penso “Lo leggo più tardi”, poi torno, lo scarto come un pacco di Natale e rimango allibito.

JUDE LAW HA I CAPELLI, in copertina, elegantissimo con lo smoking e lo sguardo furbo mostra una bella capigliatura sul biondo cenere. MALEDETTO FALSO CHE NON SEI ALTRO.

martedì 17 marzo 2015

IO SONO MADANA E VOI FATE SCHIFO


'STO ARMANI DE MERDA.
Si chiama Ciccone ma tutti la riconosco da oltre 30 anni come MADONNA, ma si pronuncia come avessi una Big Babol in bocca e diventa subito: MADANA. Leggenda, mito, regina indiscussa del pop, scalatrice di classifiche, provocatrice, meretrice, bionda dentro fuori e intorno.
È tornata perché lei è una che non abbandona, a 58 anni suonati e qualche punturina qui lì là su e giù non ha voglia di sedersi in poltrona e vedere le più giovani che sgambettano come forsennate facendo quello che ha inventato lei, quelle che fanno video in culotte, che da sempre sono la sua firma, una sua prerogativa.

Non ha voglia di essere intervistata sui bei tempi che furono, non le piace che le chiedano com’era la New York degli anni ’80 quando Andy Wharol faceva comparse allo studio 54 e lei si vestiva tutta in jeans con i capelli cotonati e una visibile ricrescita da casalinga abruzzese.

Non ha voglia di sentirsi una vecchia cariatide polverosa che parla del passato, che mostra le foto dei suoi incontri storici con il caftano e le pantofoline arabeggianti, un po’ Valentina Cortese. Al contrario mette uno dei suoi body, si presenta con le chiappe tornite al vento e per l’ennesima volta in una sua canzone urla un bel “I’M GOING CARRY ON”.

Ma dai? E io che pensavo cominciasse a non tingersi i capelli, a mangiare alette di pollo fritto,  bevendo Danacol sul divano e aspettando che la figlia torni a casa a notte fonda completamente ubriaca per fare la mamma preoccupata.

mercoledì 11 marzo 2015

NEXT TOP COINQUY: IL FINALE DI STAGIONE



IO CHE DO' L'ANNUNCIO IN PIAZZA CINQUE GIORNATE.

Fumata rosa cipria su Piazza Cinque Giornate, finalmente abbiamo trovato la nostra Next Coinquy dopo lunghe attese e deliberazioni da Conclave, perché il Papa è uno e ha solo il compito di dire qualche preghiera e liberare qualche colomba sul davanzale di San Pietro, la coinquy invece deve buttare l’umido, fare la raccolta differenziata, offrirsi come spalla amica, piangere e ridere con te e gioire quando uno sconosciuto gira nel bagno al mattino perché significa che qualcuno ha racimolato la sera prima.

Ma è più facile che gioisca perché ho pulito il bagno e comprato un nuovo detersivo per i piatti. Scegliere la coinquilina è stato una sorta di parto plurigemellare con doglie, travagli e tutte quelle cose che le madri raccontano ai figli per farli sentire in colpa di come è traumatico farli venire al mondo.

Sembra stupido ma ci si deve vivere quotidianamente, condividendo una cucina piccola e sempre ingombra, bollette che farete a gara per non andare a pagare in posta, un bagno da pulire con l’acido muriatico e un corridoio che tra gli stendini e l’aspirapolvere sembra un percorso ad ostacoli per un gruppo di soldati in mimetica.

(Il corridoio è stato uno dei motivi per cui ho capito che potevo vivere lì, quando è libero ci sono 5 metri di spazio per le falcate Gisele e un angolo in cui puoi sbattere l’alluce quando te la senti più Adriana Lima).