Se Milano fosse un suono sarebbe
quello di un tram che passa sulle rotaie. L’ho sempre associato a questo
“rumore” fin da piccolo, fin da quando andavo dalla Nonna in Corso XXII Marzo
sentendo il loro passaggio ad ogni ora del giorno e della notte.
IL TRAM.
E’ indiscutibilmente il mezzo di
trasporto tipico di questa città.
Ha un sapore antico, datato, ma
lo trovo così ricco di fascino che ogni volta mi entusiasmo come un ragazzino.
Ovviamente ci sono i tram ultima
generazione che sono dei bolidi supersonici dove però bastano due ombrelli
bagnati per fare l’acqua alta stile Laguna di Venezia. Hanno una luce alogena
che pare la sala operatoria di E.R. ed è tutto dannatamente verde.
A conferma del fatto che non
sempre la modernità va di pari passo con il gusto.
Tutt’altra cosa sono i tram
storici, quelli costruiti tra gli anni ’20 e ’30, distrutti durante i
bombardamenti del ’45 e ricostruiti subito dopo perché rappresentavano Milano
nel mondo, era la vettura milanese per antonomasia.
Su alcuni ci sono ancora le
sedute in legno scricchiolante, le porte a soffietto si aprono prima ancora
della fermata sputando fuori il predellino come se fosse un trampolino di
lancio.
In particolare l’1 e il 23 sono i
più eleganti. Veri reperti archeologici.
L’1 attraversa tutta la Milano
che conta, da Via Manzoni fino all’Arco della Pace in un tripudio di palazzine
Liberty e scorci sul parco.
Per salire sull’1 ci vuole il
vestito della domenica.
È così retrò che ci si immagina
le donne con i guanti di capretto e gli spilloni tra i capelli mentre gli
uomini in piedi si attaccano agli “appositi sostegni” con la mano nella tasca
del doppiopetto.
Le lampade sono ancora quelle del
design ufficiale e il legno scuro fa sembrare tutto così crociera che per un attimo
dimentichi di essere in ritardo ad un appuntamento.
Il tram è un luogo di incontro.
Puoi conversare con una signora
che chiedendo della tua cappelliera inizia a raccontarti la sua vita ricca di
aneddoti, “Sai, ho lavorato nella moda per tanti anni, nel 1974 ho organizzato
la prima sfilata di Armani, ancora oggi Giorgio se la ricorda, che brava
persona!”.
GIORGIO.
Come fosse il custode della casa
al mare o l’imbianchino o il macellaio di fiducia.
Questi incontri fortunati
capitano di rado, la volta dopo sarà il turno di quella che passa un’ora a
scaricare le foto di gatti e altri animali dai link condivisi su Facebook.
Sul tram è bello osservare,
l’incedere della signora con il visone che va a fare compere in centro,
l’avvocato che sbuffa perché sta pensando nervosamente “Facevo prima ad andare
a piedi” o la ragazzina con la testa mezza rasata che dice alla sua amica
“MINCHIA OH, la prof oggi non mi ha sgamato in scienze!”.
Ed è in quel momento che ti alzi
per scendere, o meglio, è in quel momento che ti prepari per il salto in lungo
olimpionico dal predellino del 12.
Per finire nella pozzanghera,
ovvio.

Carino, divertente ed arguto come sempre... quante volte ho sbuffato pensando proprio quella cosa lì :))
RispondiEliminaBuona domenica!
Tutti noi lo pensiamo sempre ma quando ci ritroviamo su un nuovo autobus rimpiangiamo il legno scricchiolante!
EliminaBuona domenica Barone!
sima lo sai che alcuni dei nostri 1 e 23 sono "volati" a San Francisco e presi ad esempio per i loro tram?
RispondiEliminaLo so, ci sono anche salito!
Eliminabeh, li hanno presi dall'ATM. Vedi che l'ATM è arrivata dall'altra parte del mondo!!! e magari non passa sotto casa!!!!
EliminaIl tram ! E' magico! Hai ragione e mi hai riportata a Milano con la tua descrizione e anche un po a Roma, quando prendevo il 3 per andare a Valle Giulia! Sei adorabile.
RispondiEliminaLorenzo... mi hai fatto venire in mente un episodio di qualche tempo fa legato al 3 che passa dalle Colonne di San Lorenzo ! Ci farò presto un post se riesco ! Sei sempre arguto e divertente, e anche fonte di ispirazione : grazie !
RispondiEliminaAhhhh l'1!!!! Stupendo, è uno dei miei due tram! L'altro è il 27 ed è molto meno affascinante, ma ci sono comunque affezionata!
RispondiEliminaLo scorso anno a Lisbona la gente impazziva a far le foto ai tram, io mi sentivo a casa!