sabato 22 febbraio 2014

LE ANNOIATE DELLA MODA


Elena Santarelli in prima fila ad una sfilata. Ha tutta l'aria di chi sta pensando "Merda, ho dimenticato di stendere!".

Ogni stagione è sempre la solita solfa e il solito selfie.
Si apre mesi prima la caccia alla crisi isterica più acuta per i troppi inviti alle sfilate, le troppe presentazioni e i sempre più esclusivi party a cui DOBBIAMO presenziare.
La vita è dura perché ci mette davanti a delle scelte quasi indicibili.
Rimanere a casa in pigiama abbracciando la papera di peluche o infilarsi un paio di scarpe ben lucidate e correre alla festa di uno dei mille “Guru” della moda?

Il fatto è che in questa stagione c’è la settimana della moda e non si capisce se è inverno o estate visto che la gente non ha le calze ma ha dei cappotti color cammello, si veste di fiorellini e si appoggia sulle spalle una dozzina di visoni scuri.
Un pot pourri di costumi e colori che più fantasie associ e più “rischi” di essere fotografato anche da Vogue Bielorussia che ti pubblica con grande orgoglio.
Se poi sfoggi anche un ombelico, ciao, sei la Number 1, nella speranza che la clutch che indossi non sia trasparente altrimenti la scritta “IMODIUM” si vedrà anche dal front row.
Apriamo una parentesi sul significato di front row che teoricamente è quello spazio in prima fila dedicato a chi della moda ha fatto un mestiere.


Che poi ci vedete la formazione Lucarelli-Santarelli-Fontana è un altro (disperato) caso.
Quindi il front row non è quello spazio a chilometri di distanza dal luogo in cui si è svolta la sfilata, altrimenti io mi vesto bene, mi faccio fotografare dal portiere sul terrazzo di casa e pubblico su Facebook “FRONT ROW at Roberto Cavalli” mentre ho ancora le pantofole ai piedi.
Quello che più mi piace di questa mondanità non è tanto andare ai party, sgomitare per un calice di vino, uccidere per quella tartina e dare tre baci a chiunque tu conosca anche solo di vista, ma sentire i discorsi delle annoiate.
Le annoiate della moda sono quelle che per settimane tartassano gli uffici stampa con la richiesta di accrediti tra sfilate, presentazioni e feste. E una volta ricevuti, dopo aver sbattuto in faccia al mondo intero il fatto di essere state invitate, iniziano a borbottare.
“Oh che ansia, quanti inviti, come farò a sopravvivere?”.
“Oh Santa Miuccia, sarò stanchissima dopo Milano”.
“Ho fatto il planning per la settimana, sarà un inferno con tutti questi accrediti!”.

Se la moda è la tua passione e se per essa vieni da Canicattì per viverla tra gli eventi e le presentazioni, che motivo hai di fare la finta disperata?
Non sarebbe più elegante dire che ti piace essere al centro di questo frullatore modaiolo e che sei disposta a farti trasportare anche dal furgone del pesce per arrivare in tempo a Milano?
No, invece è tutto uno sbuffo, tutto un “Ora devo correre di là”, “Ora scappo che MISSONI mi aspetta” quando in realtà nessuno si accorge della sua assenza.
Le annoiate fanno colore e ti fanno apprezzare di più quel poco che si riceve.
Così ti godi quel party di Sergio Rossi e quel pizzico di celebrità quando due persone, in due luoghi differenti ti si avvicinano e ti chiedono quasi con imbarazzo:
“Ma tu hai quel blog che parla di…? Cioè, quel nome strano!”
“Pezzenti con il Papillon?”
“Esatto”.
“Sì, sono io”.
Perché le grandi soddisfazioni partono sempre da cose nate piccole.

7 commenti:

  1. "“Ma tu hai quel blog che parla di…? Cioè, quel nome strano!”
    “Pezzenti con il Papillon?”

    no, dovevi dirgli! "Sfigati col cravattino" come lo chiama mio padre!
    (mi viene da sorridere ancora).

    Se entro 5 anni tu non sarai nel front row, ovunque, mi faccio (un) frate, carissimo Lollo!

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  2. La fashion week è stressante ma non ci sono mai stata. Infatti non sono costretta ad andare e per adesso che non sono costretta non scasso la minchia a nessuno per andare! Io sbuffo da casa almeno. Partirmi da Canicattì per farmi due foto e stare in posto standing, sto a casa posto a sedere davanti allo streaming del computer. Non è la stessa cosa certo, ma non tutti abbiamo tempo libero per prenderci una settimana e mollare tutto e tutti per spararci le selfie a Milano. Tu sei fortunato, vivi li ;)

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    1. Eh pensa che nonostante io viva qui spesso mi sento di un altro continente, quindi figuriamoci se dovessi pure spostarmi per partecipare agli eventi! Non credo farebbe per me!

      L.

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  3. Io mi aspetto il "front row con truc" alle tue future sfilate =)
    Baci

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    1. Voi in prima fila per forza, ma senza occhiali da sole!

      L.

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  4. Sante Parole. Lo sbuffare per andare alle sfilate è diventata la nuova moda 2014, altro che le patatine del Mc di Jeremy Scott! Io sono stata invitata da Renato Balestra e l'ho sbandierato per una settimana ahahah so soddisfazioni!!!

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  5. L'allegria. Chissà perché sarei preoccupata ad andare a vedere delle sfilate o.o

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