domenica 16 febbraio 2014

LA SORPRESA DI SAN VALENTINO



Io lo ammetto, non ho mai festeggiato un San Valentino in vita mia nonostante sia nato e cresciuto proprio in Via di San Valentino a Roma, in un quartiere costruito esattamente sopra le catacombe del povero martire, patrono di tutti gli innamorati-li-odio-tutti.
Il mio 14 febbraio inizia con il primo dei tanti bidoni ricevuti nell’ultimo periodo, infatti avevo organizzato una deliziosa cenetta in famiglia in una pizzeria che mia madre ha poi boicottato per una fastidiosa tosse.
Nella legge ultraterrena non c’è scritto che i genitori dovrebbero assisterti quando tutti ti abbandonano? Da me no, i genitori addirittura tirano bidoni.
PACCO NUMERO 2.
Durante il rituale viaggio sul metrò per andare a lavoro ricevo un’email dall’ufficio stampa di Simonetta Ravizza che una decina di giorni prima mi aveva, come tradizione, invitato alla sfilata.

In modo molto elegante e sofisticato ritirano il loro invito per questioni di sicurezza.
Sono forse un pericolo per gli altri?
Sono anche così a favore delle pellicce che mi farei ardere vivo in piazza piuttosto che permettere ad un animalista di imbrattare una volpe argentata della Siberia trasformata in un delizioso colbacco.
Niente da fare. Pure la Ravizza.
Tanto valeva inviarmi un’e-mail che come oggetto riporta “TI STIAMO PACCANDO” e come testo “STAI A CASA, PEZZENTE!”.
La sera torno al mio giaciglio desideroso di stappare un vino frizzante del Discount in pigiama insieme alla coinquilina rimasta per il week end ma sulla porta sento un “ciao” diverso.
Era il ciao di un uomo.
Di lui.
Del fatidico ragazzo che fa sempre la cosa giusta e che sa corteggiare.
Uno di quelli che da Torino torna a Milano, fa la sorpresa e si espone nonostante sia solo il quarto appuntamento.
Lei raggiante, lui premuroso.
Lei paranoica, lui sbattuto fuori di casa “Vai a farti un giro al Coin” perché la camera è in disordine e lei non vuole fare brutta figura.


In realtà appena si chiude la porta la mia coinquilina in preda ad una crisi di panico corre verso il bagno e urla “DEVO FARMI I PELI”.
“Non era previsto, io stamattina sono andata a lavoro con i capelli sporchi, struccata, guarda qui! Me lo sono ritrovato in ufficio, e ora cosa faccio?”.
Lui intanto, furbo e mondano, si prende l’aperitivo vicino casa.
Lei inizia a mettere in ordine l’armadio e i vestiti che la mattina aveva catapultato sul letto 

“Oh Dio, chissà cosa avrà pensato, c’è anche un reggiseno rosso!”.
“Devo cambiare le lenzuola? Lorenzo ti prego, tu che ci vedi, ci sono tracce di trucco?”
E allora tento di calmarla.

“Ma secondo te, passate la prima notte insieme e lui si mette a guardare le lenzuola!”
“Hai ragione”.

Così, mentre io provo a cucinare qualcosa di commestibile lei si da una calmata. Ad un certo punto mi affaccio nella sua stanza e la vedo passare la scopa.
“Cosa stai facendo?”
“Eh pulisco, lui è un ingegnere, figurati se non guarda che c’è la polvere in giro!”.
“Non smerigliamo i pomelli delle porte visto che ci siamo?”.
Un’abbondante mezz’ora dopo lei decide di scendere per andare a prenderlo.

“Scendo in tuta dai!”
“COSA? Tutto questo casino, doccia, capelli, passata di rasoio, trucco, unghie e poi scendi con la tuta?”
“Hai ragione!”

Il seguito è un sushi ad asporto mangiato su tovagliette fucsia a lume di candela e luci psichedeliche della Coin.
Uno di quei quarti appuntamenti che tutti vorrebbero, che sia San Valentino o no.

6 commenti:

  1. Mi hai risollevato una domenica altrimenti depressa! :)

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    1. Mi fa piacere Clara, e te lo dice uno che ha i guanti in mano perché deve pulire il bagno!

      Un abbraccio!

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  2. e poi com'è andata a finire? te l'ha detto la tua vicina?

    t'ho scritto mail. Ciao Lollo!

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  3. Noooo il pacco dalla Ravizza nooooo!!! se vuoi passa da me che ti improvviso una sfilata degna di Crudelia, alla faccia della Simonetta!
    baci

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  4. Io pure tu scrissi una mail! persa nelle nebbie...

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