Tutto cominciò quel giorno che a
lavoro mi dissero “La Polonia è tutta fango e neve” parlando di prossime
destinazioni da scoprire.
Volevo una meta che non fosse la
solita, mi sono detto “Non andare a Praga, prima o forse più poi troverai
qualcuno che ti ci porta” e per curiosità ho visto i voli per Varsavia.
WARSZAWA.
Prezzi stracciati, ricordo il
libro letto anni fa sul famoso Ghetto della città e decido di prenotare un
volo.
Un viaggio mistico
all’avanscoperta del proprio io, mi sono immaginato più volte vagante per
Varsavia triste, desolato, infreddolito e ammetto di aver pensato “Ma che ci
vado a fare io in Polonia?”.
Ad oggi ringrazio la mia
testardaggine e il mio sense of humour
per cui tutta questa zingarata è
diventato un modo di sorridere in totale solitudine per le vie di questa città
dell’Est.
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| La piazzetta della sirena. |
E' bene sfatare alcuni miti e leggende:
1: Varsavia non è una città
malinconica. ANZI.
Il fatto che quei maledetti
crucchi l’abbiano completamente rasa al suolo durante la prima fase della
guerra (1939-1943), così tanto che si pensava addirittura di ricostruirla da
un’altra parte, non significa affatto che sia malandata e tristanzuola.
È piena di vita ed è tutto un
cantiere perché la si vuole ricostruire bella come ai tempi del Re Stanislao,
quando era un centro culturale e un raffinato salotto al pari della vicina
Praga.
2: Non fa freddo.
Ho lasciato il manicotto di
visone a Milano, mi sono portato i guanti che non ho mai messo e ho comprato
una t-shirt. Un sole meraviglioso, un cielo così terso e azzurro che erano
settemila anni che non ne appariva uno simile e con un maglione di lana il
primo giorno ho fatto la sauna finlandese.
3: “Che grigiume”. Altra diceria.
Finora il grigio l’ho visto solo
in vetrina da COS.
A parte il cielo che regala un
vivace luccichio negli occhi delle persone qui, i palazzi, le strade sono
colorati a festa. Casette piccole gialle, rosse, bianche e verdi, i chilometri
di parchi sono tutti alberati e con la fioritura deve essere uno spettacolo
incredibile.
Fosse questo il grigio allora
bisognerebbe inventare un nuovo Pantone.
Varsavia val bene qualche zloty.
C’è pure il Wifi libero in ogni
piazza e l’autobus che ti porta al centro della città dall’aeroporto è tutto
rosa come il Camper di Barbie, non è forse civiltà questa?
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| Cioè. |



Dopo mesi di tattici e allusivi sfondi desktop raffiguranti Praga in tutte le salse andati clamorosamente a vuoto, dopo che sono pure tornata sola, ancora penso “Non andare a Praga, prima o forse più poi troverai qualcuno che ti ci porta."
RispondiEliminaFelice di non essere l'unica col pensiero pezzente!
Sei in buona compagnia Cara Silvia!
EliminaVai e parti!
Fantastica idea, Lollo!!! Oltre a Praga e Bratislava, io in futuro andrei però a San Pietroburgo + Mosca!!!
RispondiEliminapensaci!!! W i paesi dell'Est Europa!!!