giovedì 13 marzo 2014

ZINGARATA #1: Perché Varsavia?



Tutto cominciò quel giorno che a lavoro mi dissero “La Polonia è tutta fango e neve” parlando di prossime destinazioni da scoprire.
Volevo una meta che non fosse la solita, mi sono detto “Non andare a Praga, prima o forse più poi troverai qualcuno che ti ci porta” e per curiosità ho visto i voli per Varsavia.
WARSZAWA.
Prezzi stracciati, ricordo il libro letto anni fa sul famoso Ghetto della città e decido di prenotare un volo.
Un viaggio mistico all’avanscoperta del proprio io, mi sono immaginato più volte vagante per Varsavia triste, desolato, infreddolito e ammetto di aver pensato “Ma che ci vado a fare io in Polonia?”.
Ad oggi ringrazio la mia testardaggine e il mio sense of humour per cui tutta questa zingarata è diventato un modo di sorridere in totale solitudine per le vie di questa città dell’Est.
La piazzetta della sirena.

 E' bene sfatare alcuni miti e leggende:

1: Varsavia non è una città malinconica. ANZI.
Il fatto che quei maledetti crucchi l’abbiano completamente rasa al suolo durante la prima fase della guerra (1939-1943), così tanto che si pensava addirittura di ricostruirla da un’altra parte, non significa affatto che sia malandata e tristanzuola.
È piena di vita ed è tutto un cantiere perché la si vuole ricostruire bella come ai tempi del Re Stanislao, quando era un centro culturale e un raffinato salotto al pari della vicina Praga.

2: Non fa freddo.
Ho lasciato il manicotto di visone a Milano, mi sono portato i guanti che non ho mai messo e ho comprato una t-shirt. Un sole meraviglioso, un cielo così terso e azzurro che erano settemila anni che non ne appariva uno simile e con un maglione di lana il primo giorno ho fatto la sauna finlandese.
 
Il Palazzo sull'acqua.
3: “Che grigiume”. Altra diceria.
Finora il grigio l’ho visto solo in vetrina da COS.
A parte il cielo che regala un vivace luccichio negli occhi delle persone qui, i palazzi, le strade sono colorati a festa. Casette piccole gialle, rosse, bianche e verdi, i chilometri di parchi sono tutti alberati e con la fioritura deve essere uno spettacolo incredibile.
Fosse questo il grigio allora bisognerebbe inventare un nuovo Pantone.

Varsavia val bene qualche zloty.
C’è pure il Wifi libero in ogni piazza e l’autobus che ti porta al centro della città dall’aeroporto è tutto rosa come il Camper di Barbie, non è forse civiltà questa?

Cioè.

3 commenti:

  1. Dopo mesi di tattici e allusivi sfondi desktop raffiguranti Praga in tutte le salse andati clamorosamente a vuoto, dopo che sono pure tornata sola, ancora penso “Non andare a Praga, prima o forse più poi troverai qualcuno che ti ci porta."
    Felice di non essere l'unica col pensiero pezzente!

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    1. Sei in buona compagnia Cara Silvia!
      Vai e parti!

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  2. Fantastica idea, Lollo!!! Oltre a Praga e Bratislava, io in futuro andrei però a San Pietroburgo + Mosca!!!
    pensaci!!! W i paesi dell'Est Europa!!!

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