mercoledì 26 gennaio 2011

Giornata della Memoria

Leggete questo post anche sul sito: http://www.pensorosa.it/
[Premetto che oggi sarò più pesante di vostra madre e delle sue raccomandazioni prima di partire per il mare. Hai chiuso il cancello? Metti l’allarme quando esci, spegni la lavatrice quando finisce la centrifuga, bagna il prato, butta la spazzatura, fai un saluto e sorridi alla vicina, insulta però il suo gatto che ci fa i bisogni nel giardino, ricordati i pantaloni della sarta e non rispondere al citofono a persone che non conosci]

27 Gennaio 1945. E’ diventata da qualche anno una data cardine, una celebrazione a cui tutto il mondo cerca di contribuire come può, con documentari, con iniziative culturali e incontri che possono arricchire le nostre menti stanche di link di “Principessa Punk” o “Camorra & Love” onnipresenti sul Facebook. Quel giorno si aprirono i cancelli di Auschwitz, non per far entrare nuove reclute naziste ma per liberare i sopravvissuti, quei morti viventi che a malapena trovarono la forza di capire che quell’inferno in cui furono portati fosse finalmente parte del passato.



Un passato che però ritorna e che è oggetto di incubi deliranti, di flash back continui, ignorare e accantonare quanto è successo non può essere umanamente possibile per noi che siamo lontano anni-luce da quell’infamia, figuriamoci per un uomo che l’ha vissuto sulla propria pelle.
Ogni anno in questo periodo leggo un libro sull’argomento della Shoah, non lo chiamo

appositamente Olocausto perché per gli ebrei significa sacrificio, un sacrificio che non c’è stato, un sacrificio che agli occhi di tutto il mondo è distruzione e genocidio.
Quest’anno ho letto, su consiglio di una persona che stimo molto, il libro di Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz, ebreo di Firenze, deportato all’età di 19 anni, ha sfidato la sorte, ha combattuto come un leone cercando di non fare una mossa falsa, ha cantato per divertire i nazisti, gli stessi che mandarono il padre, la madre, il fratello, i nipoti e tutto il resto della sua famiglia alle camere a gas perché inadatti al lavoro forzato. “A-545 Il coraggio di vivere” è il titolo del libro, un libro che fa piangere ma che lascia un bagliore di speranza per qualunque problema che si avvicina nella vita di un uomo. Non c’è violenza o terrore nelle sue parole, si percepisce il dolore di un ragazzo che fino a qualche mese prima godeva di ottima salute, andava a scuola e si divertiva con gli amici, ma non c’è un aggettivo volutamente cruente. E’ negli episodi raccontati che Nedo Fiano ci da la possibilità di scorgere l’inferno in cui ha vissuto per due anni, l’ultimo saluto alla madre in particolare è straziante ed è un passaggio ineluttabile in tutti i racconti di ex-prigionieri.


La madre è l’attaccamento alla vita, è la figura della nostra infanzia e non c’è cosa peggiore che
essere violentemente strappato dalle sue braccia, era un punto di forza per i nazisti che vedevano le famiglie dissolversi e rendevano tutti più deboli, più arrendevoli alla crudeltà progettata nei campi di sterminio. Nedo ventenne ha visto morire i suoi due cari compagni di tragedia, nel freddo inverno polacco uno di loro non è riuscito a sopravvivere senza gli zoccoli che gli erano stati rubati durante la notte e nessuno ha potuto fare nulla per salvarlo perché in quel luogo ogni gesto magnanime era pericoloso, era visto come un errore.
La sofferenza di queste persone ricorre quotidianamente, un semplice cane può rimembrare quei doberman usati dalle S.S. e ogni giorno scorgono sull’avambraccio destro il tatuaggio con cui un uomo non aveva più un nome, una storia, ma diventava un tassello di quel mosaico crudele. Un numero. Un’unità insignificante.


Liliana Segre, un’altra sopravvissuta di Milano, scrive nel suo libro “Ero come un ermellino che si rotola nel fango e ne esce pulito”, riassume al meglio la mancanza di dignità di quel luogo, la mancanza di emozioni, non è un caso che il luogo di Auschwitz fu un luogo di morte assoluta. Nemmeno gli uccellini avevano voglia di cantare.


Le mie origini ebraiche mi portano a ricordare, ad informarmi e a non tralasciare questa realtà nel mio immaginario, piangere è meglio che ignorare. Una parte della mia famiglia, dei miei antenati hanno trovato fine in campi di concentramento, altri sono sopravvissuti grazie alla buonanima di persone che hanno procurato loro documenti falsi e nascondigli segreti, persone che hanno messo a repentaglio la propria vita per aiutare gli altri. I “Giusti”, sono chiamati così, hanno salvato molte vite umane, poche se consideriamo i numeri della Shoah ma è un segno di umanità troppo grande per confrontarlo con la statistica, se sono qui e posso scrivere questo articolo è anche merito di coloro che hanno permesso a mio nonno, allora ventenne come me ora, di non finire sul primo convoglio verso la Polonia insieme a quei 1022 romani che furono prelevati dal ghetto il 16 Ottobre 1943. Tra questi anche una signora cattolica a cui era stato affidato un bambino ebreo, non lo abbandonò e morì con lui nelle camere a gas.


Noi non abbiamo la possibilità di far rivalere il passato, di fare qualcosa per le vittime della Shoah, però abbiamo il grande compito di non occultare questa storia, di tramandarla senza farle perdere il suo significato.


Non ho volutamente parlato di ebrei, perché nei campi di sterminio ci finirono anche omosessuali, dissidenti politici, zingari, nemici dello stato, un’infinita lista di persone. Tutte innocenti. E sei milioni di innocenti creano un’ottima ragione per soffermarci a riflettere.

16 commenti:

  1. Anche io ho scritto un post sul giorno della memoria..in quel giorno mi sento strana..meno felice..e mi capita ogni anno..chi sà il xkè!
    Vabbè salutoni :)

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  2. Ciao Lollo,
    il tuo post ci ricorda che ora siamo fortunati perchè ne possiamo liberamente parlare, anzi possiamo diffondere le testimonianze che abbiamo sentito,possiamo continuare a redarguire le nuove generazioni e ricordare loro di non dimenticare.
    Credo che la storia sia il monito per il futuro, l'uomo spesso fa gli stessi errori.
    Anch'io ho un blog se ti va di fare un salto...non è così impegnativo è puro sfago.http://alexcri.blogspot.com

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  3. Se oggi è la prima volta che capitate nel mio blog allora penserete che sono melodrammatico e che scrivo su argomenti troppo impegnativi per una lettura rilassante e creativa, che sono pesante come una mattonella sul mignolo del piede. In realtà scrivo sempre su argomenti spiritosi e leggeri, però ogni anno dò il mio piccolo contributo a questa giornata, che non è solo retorica e belle parole ma uno spunto di riflessione personale.

    Grazie a tutti per aver avuto la pazienza di leggermi e di lasciarmi un commento!

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  4. è veramente bello questo post!!
    complimenti!!

    cmq che carino il tuo blog!!:)
    se ti va passa da me..:D
    www.stylestarmjonas.blogspot.com

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  5. Sì... oggi è proprio il caso di sofffermarci un attimo e pensare. Non solo per la loro memoria, ma anche per evitare che la cattiveria esploda di nuovo.



    Carolina.
    http://acquadirosa.blogspot.com/

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  6. NON BISOGNEREBBE DIMENTICARE MAI DATE COSI IMPORTANTI!

    Complimenti anche ate per il post, chi lo dice che i blog sono solo pieni di sciocchezze!?

    Grazie per i commenti!

    http://georgefashiondreamworld.blogspot.com

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  7. Le parole che hai scritto toccano il cuore,ti adoro Lollo!!!

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  8. I vostri commenti sono una grande soddisfazione per me, significa che apprezzate delle mie frasi ad effetto sulle tette a punta di Barbie ma anche la trattazione di argomenti più seri. Mi piace spaziare e parlare di tutto, chi l'ha detto che i blog sono pieni di stupidaggini? L'importante è avere sempre acume, quello almeno non ho intenzione di perderlo!

    Lollo

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  9. bel post! davvero! credo che il nostro compito sia davvero importante e soprattutto da dover tenere sempre a mente. più penso alla shoah più mi fa paura la triste e pazza mente umana! insomma è la prima volta che ti leggo il tuo blog ovviamente ti seguo e non vedo l'ora di leggere le tue frasi ad effetto sulle tette a punta di barbie. xD
    un bacione

    www.syriouslyinfashion.com

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  10. Hai un bel modo di scrivere!! Complimenti
    ti seguo con piacere
    se ti và passa dal mio blog..
    xoxo
    Giulia

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  11. Io credo che a lungo andare si cadrà un po' nel ridicolo.
    Ad esempio a scuola si cerca di fare qualcosa a tutti i costi, le lezioni vengono sospese per un intero giorno (tranne matematica o fisica) per parlare, anzi per ricordare una tale atrocità.
    Non dico che non si debba fare, anzi, ben vengano tali iniziative, ma non sarebbe più semplice fare un minuto di silenzio o magari limitarsi a leggere qualche testimonianza o qualche racconto.
    Se a me fosse capitata una cosa simile tutto quello che vorrei è dimenticare e non ricordare.
    Detto questo, quello che hai scritto mi piace molto, specialmente la parte conclusiva :)

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  12. Seriously, per leggere quello che ho voluto dire sulle tette a punta basta cliccare sul post qui accanto nella sezione "post popolari", c'è proprio quello su Barbie.

    Giulia, bel blog, l'articolo sulle scarpe è molto carino, alcune sono davvero delle opere d'arte.

    Dado, io ho dei motivi personali che mi portano a parlare degli ebrei e delle persecuzioni, la mia famiglia è ebrea di origine fino a mio nonno, l'elenco dei deportati è infinito e un piccolo tassello di questi appartiene al mio albero genealogico. Non amo la retorica, è giusto ricordare ma farlo individualmente è meglio, io ho scelto di leggere quel libro perchè io ne sono interessato. E' più bello farlo così, è più intimo!

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  13. complimenti x il post, devo dire ke conosco poco dell'olocausto, pero grazie al tuo post ho imparato di piu. Sono contento ke un ragazzo come te parla anke di queste cose ke devono essere ricordate per sempre e speriamo ke certe persone la finiscono di scrivere ancora oggi dei messaggi nazisti sui muri :( We want just PEACE & LOVE IN THIS WORLD!!!!

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  14. Grazie Lollo...e lo dico senza retorica...ricordare è utilissimo e quindi è sciocco affermare e pensare di interrompere i programmi scolastici...perchè non sono interrotti ma integrati con una lezione unica: mostrare quanto in basso si possa spingere la mente umana e soprattutto quanto necessario sia combattere le ingiustizie, le disuguaglianze e le schifezze che infestano il mondo. Fare un minuto di silenzio condurrebbe ad un passivo assolvimento senza sapere neanche precisamente quale sia la ragione per cui si è in silenzio...bisogna far capire proprio partendo dagli scolari delle scuole elementari che MAI più bisogna consentire una cosa del genere che MAi si deve stare in silenzio dinazi a ciò che è sbagliato. Tutti dobbiamo combattere l'imbarbarimento di una società urlata, populista, denigratoria e razzista essendo proprio queste le turpi basi da cui partì tutto...se ci pensiamo parliamo di cose accadute in tempi relativamente vicini a noi...70 anni non ci mettono al sicuro da certe menti e da miti (nel senso negativo del termine) ancora oggi non troppo segretamente dimostrati e manifestati spesso da nostri coetanei. Le voci degli ultimi sopravvissuti devono avere oggi più che mai la possibilità di parlare e di esprimere ciò che hanno passato in virtù del fatto che oggi ci diciamo società matura. Una società di questo tipo non ha paura di commuoversi, ricordare ed indignarsi e riconoscere che c'è un momento per ridere ed uno per fermarsi e pensare e tu Lollo possiamo dire che l'hai dimostrato nel tuo Blog,
    A presto, Luca.

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  15. Grazie davvero Luca, le tue parole sono molto belle e mi hanno toccato profondamente.
    Non voglio aggiungere altro perchè vorrei che il tuo commento chiarisse tutto.

    Grazie ancora, Lollo

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