sabato 15 gennaio 2011

GNAM vs MAXXI












Sto ancora digerendo quel chilo di tiramisù che la mia migliore amica ha deciso di lasciarmi nel frigo attentando ufficialmente alla mia salute. E’ iniziata la settimana della moda, te pareva, altro giro altra corsa, Dolce & Gabbana incanottati, Frankie Morello ci fa vedere qualche staffa ecc.. Un continuo ululato, modelli imbronciati, tutto visto e stravisto. Io che come voi non ho nessun invito per nessun evento mi dissocio e parlo d’altro. Così vi riporto un piccolo articolo che ho scritto per un progetto dell’Università. Ho visitato i due maggiori musei d’arte contemporanea a Roma e li ho descritti evidenziando le differenze stilistiche. Se lo trovate un po’ accademico sappiate che la ragione è che doveva leggerlo la professoressa, non potevo arricchirlo di tutti i miei soliti fronzoli.

Visitando i due maggiori spazi espositivi d’arte contemporanea a Roma, la Galleria Nazionale d’arte Moderna e il Maxxi, si denotano subito differenze stilistiche dovute sia alle due epoche storiche a cui appartengono, sia per il contesto urbano circostante.
La Galleria Nazionale d’Arte Moderna ospita la più grande collezione d’arte contemporanea in Italia, nata nel 1883 la prima sede fu allestita al Palazzo delle Esposizioni, nel 1911 per i festeggiamenti dei primi 50 anni dell’Unità d’Italia venne costruito l’edificio attuale a Valle Giulia dall’architetto romano Cesare Bazzani. Il Palazzo delle Belle arti ha una struttura classica, segue i modelli espositivi dei musei ottocenteschi in cui grandi saloni intitolati si susseguono delimitando un percorso preciso, ordinato, cronologico, il visitatore non è disorientato dalla struttura. Il contesto i cui è inserito è storicamente contemporaneo, la zona del quartiere Parioli alle spalle della Galleria trova il suo sviluppo proprio intorno ai primi decenni del ‘900, esattamente come Piazzale delle Belle Arti che ricongiunge il vialone verso il Tevere. Frontalmente si apre il Giardino Zoologico e il Parco di Villa Borghese, divenuto parco Pubblico con l’Unità d’Italia.





Diverso invece il Maxxi, Museo delle Arti del XXI secolo, progettato dall’architetto iracheno Zaha-Hadid nel quartiere Flaminio, una zona prettamente residenziale nelle vicinanze dell’ansa del Tevere. E’ costituito da un enorme spazio circostante creato per ospitare eventi, un percorso pedonale che si districa per tutta la parte esterna. La collezione permanente è in continuo divenire grazie a donazioni, affidamenti o tramite progetti di committenza. L’architettura è già di per sé un’esposizione ingigantita dell’ingegno umano, dell’arte del 2000 in cui il visitatore si trova disorientato dall’imponenza della struttura con un sistema di scale complesse e da una scelta minimale della gamma coloristica. Non vi è un percorso espositivo dichiarato, al contrario si susseguono ampi locali in cui molte installazioni di artisti contemporanei convivono. E’ un luogo che vuole essere il simbolo delle nuove arti, dell’arte polivalente del XXI secolo ospitando una Biblioteca, un archivio. E’ uno spazio versatile aggettato in un quartiere denso di popolazione ma privo di centri culturali, di musei cittadini.

Visitare questi due poli è stato interessante, entrare nei progressi edilizi di una città così stratificata come Roma in cui il contemporaneo deve forzatamente associarsi ai linguaggi classici, conviverci, simulando un’armonia urbana.

2 commenti:

  1. Caro Lollo,
    torno a leggerti dopo parecchio tempo e con piacere ritrovo questo confronto tra 2 splendidi esempi che rappresentano quanto l'ingegno umano possa raggiungere livelli eccelsi. Credo di non esagerare nel dire ciò perchè oltre ad essere superbe strutture architettoniche ospitano ciò che oggi rappresenta l'Arte, la nostra arte quella del nostro tempo. Personalmente a causa o grazie al mio animo profondamente votato al Classico adoro l'imponenza evocativa di un ambiente come la Gnam ma ritengo l'opera moderna come il Maxxi struttura assolutamente necessaria in una Città come Roma da sempre tempio delle stratificazioni del tempo che l'hanno universalmente celebrata come la Città Eterna. Il Maxxi mi ricorda come sfida il Centre Pompidou di Parigi opera del mio conterraneo ligure il Grande Renzo Piano...come il pompidou infatti c'è la volontà di inserire questa "astronave" nella città con il tentativo di farne un luogo da vivere (biblioteca-grande piazza antistante...) e luogo in continua trasformazione. Beh qiundi che dire Viva Roma e Viva l'Italia. Ricordiamoci che quest'anno ricorre un anniversario importante : il 150 anniversario dell'Unità d'Italia...credo che non si stia facendo abbastanza se pensiamo alle grandi opere che furono fatte per i 50 anni (tra cui la Gnam, ponti, strade ed altri grandi musei) e per i 100 (come Italia '61 a Torino)...peccato sprecare questa opportunità perchè occasioni così ovviamente sono rare.
    A presto e un salutone, Luca.

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  2. Luca, stavo pensando a te proprio oggi e sono contento che un post così didattico e didascalico sia colto da un amante dell'arte in generale. Anche io sono classico per vanità e per passione però non posso non rimanere stupito davanti al Maxxi che rappresenta appunto l'ingegno umano, l'architettura alle prese con nuove forme dello spazio!

    Ti aspetto per altri commenti artistici!

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