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| Sveva Della Gherardesca e Nicola Romanov, sposi a Cannes nel 1952. |
Sono cresciuto attorniato da splendide Nonne, prozie e signore dall’incedere elegante e di uno charme così elevato che al posto di fare Master in Scienze delle Sneackers abbinate al cappotto color cammello, dovremmo solo sederci e conversare con loro. Dopo solo un pomeriggio sapremmo tutto quello che serve per: vestirsi, essere felici, non risultare dei cafoni ripuliti, parlare con frasi di senso compiuto senza un “cioè”, “Oh zio” e “Ci vediamo all’ape, bella”.
E mentre la Milano da bere e da mostrare zampettava qua e là per la settimana della moda scontrandosi con quella che fa la zarina impettita e in realtà è una borgatara e quell’altra che aspetta furiosa che le scattino una foto sui binari prima che passi il tram, io mi sono goduto un bel pomeriggio conoscendo finalmente la signora Sveva Della Gherardesca, Nonna della mia cara amica Sofia (e dell’attrice Nicoletta Romanoff), moglie del principe Nicola Romanov che Camilla Cederna ai tempi descriveva come uno dei più bei ragazzi di Alessandria D’Egitto per i suoi intensi occhi chiari.
Elegantissima, un sorriso contagioso, e così simpatica che quasi ti sembra di parlare con la compagna di banco del liceo. Ho sempre sentito molto parlare di lei e il suo trionfale ritorno a Milano dopo tantissimi anni, tra una tachipirina e un berretto che scompiglia la piega perfetta, ne ho approfittato per farle una riverenza degna di questo nome. Niente baciamano ma nel perfetto stile Lorenzo Bises “Pezzente con il Papillon”, meglio un immediato “Diamoci del tu” accompagnato da un vassoio di pasticcini.
Perdendoci nei meandri di “Quella volta alla festa di Carnevale da bambini…” e i vari “Eravate belli, non sei cambiato per nulla” quando in realtà ho perso la metà dei capelli, il piacere di conversare con una donna intelligente e davvero spiritosa.









