lunedì 2 marzo 2015

MFW: L'IMPORTANZA DEI TAG

Anna Dello Russo tenta il suicidio sotto al 14 in nome della MODA.
Gli habitué della moda si fanno venire iperventilazioni e lacrime agli occhi non appena esce il calendario di una di quelle 43 settimane della moda di Milano, perché chi vive qui come me ha sempre la sensazione che sia una perenne settimana della moda. 
 
 Ne inizia una, pare finisca e poi tac, due giorni dopo è di nuovo sfilate, presentazioni, camminate spedite e fotografi uccisi sotto i binari per fotografare bloggers vestite come contadine ucraine. Tutto questo fa molto 2011 ma ancora si insiste con il gioco “Chi c’era e dove” perché esserci e apparire conta più che godersi davvero il fruscio degli abiti e l’emozione di veder sfilare stilisti che davvero hanno qualcosa da dire, che non sia il solito “Vesto la donna metropolitana ma aggressiva con quell’allure romantico-pop-rock un po’ ottocentesco” alias BOZZETTI A CASO fatti dalla prima stagista 400 euro al mese senza buoni pasto. 
 
 Tanto è tutto bello, tutto amazing e della stessa sfilata si hanno 12 foto su Instagram, tutto meraviglioso wow ma si vedono solo teste perché siete nel settore standing insieme alla guardarobiera e alla badante di Silvana Giacobini. A mio avviso ci vuole un pochino di classe anche nell’andare a un evento mondano come può essere la messinscena di una sfilata, e ciò che è più importante ancora è il tag.
 
Viviamo taggandoci in qualsiasi luogo, tempo, spazio e tutto deve essere fatto nell’immediato, MA REALE. Se la sfilata è a Palazzo Reale e Instagram vi suggerisce Scalone dell’Arengario, quello è sbagliato. Non alzate gli occhi e non vi accorgete di essere nella splendida Sala delle Cariatidi? Uno dei capolavori milanesi che ha stupito perfino quel cafone di Napoleone abituato alle Tueleries e a Versailles? No, meglio tenere gli occhi puntati sul pavimento dove intravedere qualche calzino bianco di spugna e sgomitare all’amica fashion “Oh, hai visto quella che c’ha le Prada della scorsa collezione?”.
 
Ed essere per caso alla fermata del 9 di fronte all’ingresso per la sfilata di Gucci, NO, non fa di voi invitati ufficiali con cartoncini gold e scorta di sicurezza. Poi sono a Palazzo Serbelloni e si taggano a San Babila, NO NO E ANCORA NO. Informati o tu capra che oltre a un bellissimo H&M e a Via della Spiga abbiamo tantissimi meravigliosi luoghi che grazie alla settimana della moda si possono visitare e ammirare un po’ di più.
 
Che sia la volta del Tiepolo a Palazzo Clerici o Villa Necchi Campiglio. Scarpe, borse e vestiti siano sempre i benvenuti ma oltre alla moda c’è di più. Quindi un consiglio spassionato, più nasi all’insù e meno sguardi giudicatori verso le scarpe altrui che tanto da Paolo Sarpi ci siamo passati tutti.

2 commenti:

  1. Ma tu sei sicuro che chi si tagga a questi eventi sappia (davvero) qualcosa? Ché hanno bisogno di taggarsi perché sono dei poveracci caciottari.

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  2. Ti prego, scrivi un galateo della MFW!

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Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

Aspetto le vostre umilianti parole. Scrivetemi!