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| Un po' tamarre, un po' imbianchino ma cazzocene. |
Sono troppo vecchio e non ho più il fisico per lavorare sei ore sotto al
sole in un’affollata domenica pomeriggio e poi uscire la sera.
Sono troppo vecchio per indossare una canotta, fare le due del mattino,
bere un drink un po’ forte e svegliarmi fresco al mattino per correre al lavoro
in bicicletta attraversando il passaggio della morte.
Così è bastato un diluvio universale per trasformare le mie espadrillas in carta super assorbente,
farle diventare due zattere di legno e farmi venire una tonsillite da giorni e
giorni di febbricitanti momenti di noia.
Nella salute e nella malattia R. viene a trovarmi che tanto le tonsille non
le ha più, anzi, mi aiuta e mi insegna come osservare allo specchio le placche
in gola.
Momenti di puro romanticismo.
Porta con sé un regalo.
“Ho trovato un sacco fuori dal cassonetto della Caritas e secondo me c’è
qualcosa di interessante!”
Io, se fossi una persona misericordiosa, caritatevole e non un pezzente
avrei dovuto urlare “Ma siamo impazziti, riporta subito quelle cose dove le hai
prese” ma in realtà con entusiasmo ho cominciato a scartare il sacco come fosse
Natale.
D’altronde la Caritas ha un debito nei miei confronti dal giorno in cui
decenni fa mia madre, in balia di una malattia degenerativa, o almeno così
spero, ha regalato un completo di Chanel.
E di certo le signore della carità non vestono la barbona che dorme in
Stazione Centrale con la giacca di Chanel.
Nel sacchetto c’erano brutti pantaloni, jeans tremendi ma un paio di scarpe
non troppo malvagie.
“Belle queste, dai!” ridacchia R.
“Sì carine, sono un 39!”
“Ti stanno?”
Le provo e come Cenerentola il piede scivola senza ostruzionismo di
vesciche.
“Non male dai”
“Uffa, le volevo ma mi stanno strette” perché R. ha un numero più di me.
Non sono proprio il mio genere, fanno molto tronista di Uomini e Donne, tamarra dell’hinterland milanese che il
pomeriggio in shorts e ombelico al vento si fa un giro al centro commerciale,
ma a casa mia non si butta via nulla.
Capiterà quella volta che metterò delle scarpe da ginnastica e una canotta
camminando a gambe larghe e urlerò agli amici “OH BELLA ZIO” con successiva
pacca sulla spalla.
E poi il detto non dice “A caval donato dalla Caritas non si guarda in
bocca”?

infatti, non male, magari le metti per il lavoro e basta!!!
RispondiEliminaQuale lavoro?
EliminaIn piscina vivo perennemente con le infradito, pensa te!
allora integra il presente post con foto dei tuoi infradito...
Eliminatra l'altro oggi è san Lorenzo! Auguri!
Puoi andarci a correre!
RispondiEliminaTOGLI QUESTO MALEDETTO CODICE CAPTCHA!!!
EliminaMa sono giganti come scarpe da corsa, non trovi?
EliminaAnche io lo odio ma mi arrivavano certi spam che mi infastidivano da morire!
CHIEDO PERDONO.
Supercomodissime te lo assicuro!
RispondiElimina(Ho provato l'ebbrezza di essere apostrofata tamarrissima).
Da uno più tamarro di te scommetto!
Eliminadelle scarpe cazzocene...io voglio parlare della coroncina di fiori...non riesco a smettere di guardare quella foto!
RispondiEliminaPerché sono tremendo o perché la coroncina ti piace?
EliminaL'ho fatta io!
sono scarpe di quelle che meritano un'opportunità direi...
RispondiEliminaE opportunità sia allora!
Elimina......cuccu'!sei uno spasso!!
RispondiEliminaGRAZIEEEEEE! Che cosa carina!
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