martedì 27 agosto 2013

VOGUE MEXICO O VOGUE BRATISLAVA?


Noi le donne messicane ce le immaginiamo così, e invece..
È quasi settembre e nell’ambiente moda questo mese scatena erotici impulsi nei confronti di sfilate ed eventi che di mondano hanno solo il nome.
È tutta un sigla in questo periodo, VFNO, SDT, MFW e altre smancerie simili.
In particolare STD mi ha fatto impallidire, la sigla sta per SAVE THE DATE ma siccome siamo in Italia e il Fashionbolario pare non ammetta tra le lingue più cool quella di Dante, allora non si può dire “PROMEMORIA”, “APPUNTO” ma SAVE THE DATE.
E mi raccomando, che il STD sia scritto sul vostro I-Pad altrimenti siete degli sfigati cosmici come me che con una stilografica ancora perdo tempo a scrivere le cose su una comune Moleskine.

Settembre è anche il mese in cui la copertina di Vogue è un vero vademecum, non so il perché, non ho mai capito il motivo di tanta attesa, forse anche l’editoria di moda crede che l’anno inizi a settembre e non a gennaio, boh, je ne sais pas, paraponzi ponzi pà.
E anche un bel cazzo cene, in fondo ogni numero contiene cose meravigliose che nemmeno uno sceicco arabo con il Gratta e Vinci della vittoria in mano potrebbe permettersi.
L’altro giorno sfogliavo virtualmente la pagina Facebook di un blog, tenuto da un erudito Alessandro Masetti, e mi sono imbattuto nella copertina di Vogue versione Messico.
SCOPPIO A RIDERE.


Tipiche bellezze Made in Mexico.
Mi sono chiesto, se io andassi in Messico in vacanza, o a Bali, o a Hong Kong, potrei sicuramente trovare la Nutella per spalmarla su qualsiasi superficie liscia come faccio solitamente a casa in Italia, e allora è lo stesso con la moda?
E perché in Messico, patria del poncho colorato e delle donne rotondette dalla carnagione olivastra, Vogue si sogna di mettere in copertina una stangona russa bionda, magra e con uno sguardo gelido?
In Messico sorseggiano Margarita & Daiquiri, strimpellano e sorridono tutto il giorno mentre questa modella è incazzata come il primo giorno di lavoro dopo un mese di ferie e ha un punto vita che la donna messicana media non ha nemmeno alla nascita.

Quindi la globalizzazione ha distribuito su larga scala la Coca Cola e anche le modelle russe? La caduta del muro di Berlino si è trasformata in un’invasione intercontinentale di queste pantere dell’est?
Io mi immagino la tipica donna messicana, pelle olivastra, un po’ di baffetti e sopracciglia alla Frida Kahlo, che sfoglia Vogue con le amiche e davanti a queste bionde un po’ slavate che indossano abiti superlativi urla “CAZZOCENE, NACHOS E MARGARITA PER TUTTE”.
In fondo ogni paese ha le sue forme e i suoi colori che vanno esaltati e tramandati, la globalizzazione c’è e si chiama “MODELLA RUSSA ALTA E MAGRA IN TUTTI I CONTINENTI” ma forse alle volte è meglio non generalizzare.
Nemmeno su Vogue.

13 commenti:

  1. Io mi giustificherei con un "THE MESSAGE OF FASHION IS GLOBAL". Quindi niente differenziazioni tra Messico, Francia, Russia :P

    Ammazza che ansia settembre. VFNO, SDM...io sto a casa!

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    1. Io sto a casa aspettando di tirare fuori il manicotto di visone.

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  2. Ok che il messaggio della moda è globale ma, se tutti i Vogue diventassero uguali, che gusto ci sarebbe nello sfogliarli tutti?
    In fondo se c'è un'edizione per ogni Paese, è perché si dà per scontato che ogni Paese abbia una moda diversa da mostrare. Se su Vogue Russia devo vedermi le stangone bionde come su Vogue Messico, allora tanto vale fare un'edizione unica, no?



    P.S. Anche io voglio un manicotto di visone! Vorrei rubare quello della nonna ma ancora lo custodisce come una reliquia!

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    1. Sono d'accordo con te, un pochino di costume proprio, dico, almeno una parvenza di originalità altrimentii le modelle russe ce le sogniamo nel sonno.

      Ps: manicotto di visone is the new black (io l'ho comprato ad Amsterdam in pieno agosto, sappilo)

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  3. Oddio sto morendo dal ridere all'urlo di CAZZOCENE, NACHOS E MARGARITA PER TUTTE!
    Bhuahahahahhahahahahhahahahahhahahah

    Grazie per la citazione, comunque sappi che quando ho trovato l'immagine, l'ho voluta condividere per via del vestito. Guardando la modella ed il contesto ero convinto fosse Vogue Ucraina o Russia, invece quando ho letto Mexico, mi è venuto da ridere.
    Il problema è che molte riviste fanno parte degli stessi gruppi editoriali (Condé Nast) e per risparmiare riciclano i vari servizi fotografici (BASSO COSTO perché non devono pagare fotografi/set/modelle, MASSIMA RESA perché sono foto di qualità che ti portano in un'altra dimensione facendoti comunque sognare) ecco allora che le riviste messicane si pienano di shooting con anoressiche stangone bionde di 2metri o di vecchi servizi del Vanity Fair americano.
    Vogue Italia dopo l'arrivo della Sozzani, non ha certo questo problema, anzi, è una di quelle che vende i servizi alle sorelle minori internazionali che stanno nascendo piano piano col passare degli anni, ma agli inizi anche Vogue Italia (e la sua prima rudimentale versione dal nome "Novità") acquistava contenuti dal Vogue Americano.
    Purtroppo, o per fortuna, anche nell'editoria di moda esiste l'arte del riciclaggio, e questo ne è uno dei peggiori esempi. ;)
    Un bacione
    Alessandro - The Fashion Commentator

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    1. RICICLAGGIO DI MODA SPORCO.
      Nuovo reato penale.
      L'abito è splendido, hai ragione!

      Grande Ale, sempre erudito

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  4. Lavorando più o meno nell'ambiente, non posso che quotare tutto quello che ha scritto Alessandro qui sopra.
    Posso anche aggiungere che si tratta di moda, quindi le riviste di moda mostrano - solo - quello che va di moda.
    Per dire: in quest'epoca va di moda la magrezza esasperata e le riviste mostrano solo modelle anoressiche, anche negli USA (e non so se hai presente il tasso di obesità che c'è negli USA). Tali riviste, però, vengono lette da donne normali, lontane anni luce non solo dalla modella di Bratislava, ma pure da quella di Quarto Oggiaro.
    Le riviste di moda non sono fatte per identificarsi con i contenuti, temo. ;-)

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    1. Piper, quello che dici tu è oro colato e capisco.
      Anche io immaginavo si trattasse di riciclaggio entro le mura di Vogue ma è buffo vedere come tutto il mondo è paese e che anche in Messico la donna è sognata come bionda magra e incazzata.
      Bei vestiti sempre, ma poco lo spirito nazionalista! Non trovi?

      Grazie per il commento, sei sempre la benvenuta!

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  5. Che poi alcune russe sono degli armadi, ecco!
    Io, comunque, credo che molti vestiti stiano meglio a noi, che siamo persone normali.

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    1. Su questo non c'è dubbio, solo che noi non possiamo andare da Dior a far vedere quanto ci stiano bene!
      Che amarezza.

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    2. Te lo dici tu stesso davanti allo specchio di casa tua. Sarà lo stesso. :)

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  6. "Fashionbolario pare non ammetta tra le lingue più cool quella di Dante"

    io ti amoooooo

    http://nonsidicepiacere.blogspot.it/

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  7. Da dire che l'immagine della messicana bassa, rotonda, colorata e sempre felice è un po' steriotipata

    il Messico è uno stato molto esteso, con molte diversità socioculturali, etniche, ambientali, hanno anche cucine diverse(no non mangiano solo fagioli piccanti) da zona a zona, si pensi all'Italia quanto è piccola rispetto al Messico e quante diversità ci sono.

    Probabilmente vogue messico parlerà alla messicana della grande metropoli che guarda agli USA che lavora in qualche enorme multinazionale e non all'inserviente di playa del carmen

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