giovedì 30 agosto 2012

SEPOLTI IN CASA: cronaca di un cassetto dimenticato



Solitamente quando si torna dalle vacanze si ha voglia solo di stravaccarsi sul divano, rimpiangere i luoghi di villeggiatura, riguardare all’infinito le foto scattate e lasciare che la valigia ancora piena diventi patrimonio dell’immobilità utilizzato come cesto dei panni sporchi.
Io no.
Il giorno che rientro dalle vacanze è anche il giorno in cui rientro attivamente nella società consumistica milanese e programmo scadenze, corrispondenza, addirittura la lettura dei libri.
L’ultimo giorno prima di ricominciare il tirocinio, la stesura della tesi, il jogging e la piscina penso di riposare le mie membra stanche, volevo che il massimo sforzo da compiere fosse quello di applicare la crema per l’herpes sul mio labbro stressato, invece no.
Decido che è giunto il momento di liberare gli scheletri dall’armadio.
E non è un eufemismo.
Abbiamo tutti un cassetto in cui accatastiamo senza arte qualsiasi oggetto inanimato che ci da fastidio scorgere nelle nostre camere, in quel cassetto buttiamo tutte quelle cose che “chissà, magari mi tornerà utile” raggiungendo l’estremo per cui potrebbero girare una puntata di “Sepolti in casa” proprio al nostro domicilio.
Armato dei bidoni della differenziata mi avvicino con molta cautela a quel cassetto promettendomi di non ricadere nell’abitudinaria tendenza al “Dai, lo tengo” perché è un circolo vizioso, un gatto che si morde la coda, una Nina Moric dal chirurgo estetico.
Questo è il resoconto delle assurdità trovate in tre cassetti della mia stanza, reperti archeologici che se scoperti fra mille anni avrebbero delineato un profilo abbastanza imbarazzante della mia persona.


- Bandiera delle Spice Girls con tanto di autografi finti. Quando nel 2006 sono andato a Londra con la classe della quinta liceo l’avevo con me, ricordo di averla appesa nella stanza d’albergo.
I miei due compagni erano attoniti.
Bon Bons di Malizia all'arancia. Lo vendo su Ebay e divento milionario.

- Brillarelle Bon Bons Malizia glitter stick all’arancia. Correva l’anno 2004, forse un Carnevale o una serata glamour (?) in discoteca.

- Grembiule da cameriere. Ho finito di lavorare come cameriere nel settembre del 2006.

- Una pietra portafortuna regalatami da mio fratello. Calcolando gli anni in cui mi faceva regali e si ricordava dell’esistenza del mio compleanno, potrei affermare che si tratta di un antico e raro esemplare di dono precolombiano.
La vera chicca. La cintura in pelle di mucca.

- La cintura in pelle di mucca. Una vera chicca. Acquistata, presumo, nel 2005, ad una bancarella di uno sperduto mercato, ovviamente di pelle finta. All’epoca sembravo inorridito dal pelo vero, non pensavo ancora di poter comprare un manicotto di visone un giorno.

- Una papalina colorata proveniente dal Marocco. Un regalo di mio padre quando è stato per lavoro a Marrakech. Nel 2003, se non prima.
Occhiali anni '80.


- Occhiali anni ’80 con guarnizione di plastica verde fluo comprati a Milano in un negozio vintage per partecipare ad una festa a tema. Festa che non si è mai svolta.

- Fascia per capelli, tipica dei calciatori anni 2002, era di un mio amico che i capelli li aveva davvero.

- Corda per saltare. Non è possibile datare questo reperto ma sono sicuro che una breve fissa per il salto alla corda l’ho avuta. Forse quando pensavo che mi avrebbe fatto venire le spalle grosse.

- Disegni infantili delle mie cugine. Qui riporto data e luogo, Vallombrosa estate 2001.

- La scatola che in passato conteneva i chupa chupa Dragon imbustati singolarmente con tatuaggi a tribali. Regalo di mia zia attorno agli 11 anni quando in piena crisi Spice Girls volevo qualsiasi cosa con la loro faccia stampata, ma a Vallombrosa i loro chupa chupa risultavano introvabili.

Questo è solo una minima parte di quello che il cassetto ha elegantemente rigurgitato, ci sono poi la serie di cinture imbarazzanti, delle spille con le scritte più assurde, i guanti più colorati che abbia mai visto, addirittura astucci con pennarelli consumati che penso provengano direttamente dal tempo delle mele e delle medie.

“Chissà che poi mi torni utile” la cintura in finta pelle di mucca, il Bon Bons Malizia e l’occhiale anni ’80.
Per tutto il resto c’è l’AMSA.

9 commenti:

  1. ahahahaha io di cassetti pieni di cianfrusaglie ne ho più di uno!
    E ho anche la cintura muccata, con le macchie marroni però...
    Comunque il programma " sepolti in casa" mi terrorizza oltre a disgustarmi profondamente, capico l'accumulo, ma gli scarafaggi?! e i ratti grossi come alani? Nonostante questo non riesco a smettere di guardarlo, che posso farci ho una seria dipendenza dai programmi trash!
    Quando ricomincia Uomini e Donne?
    Ieri sera ne ho vsto uno dove cercavano lo stilista del futuro, dico solo che tra i giudici c'è Jessica Simpson... Grande esperta decisamente, ma in ciambelle!

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    1. No, me lo sono perso mannaggia, avevo promesso di essere a casa per guardarlo ma mi sono dimenticato!
      Anche io guardo "Sepolti in casa" nonostante abbiano scarafaggi che arieggiano come fossero in vacanza.

      Disgusto!

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  2. Vai alla fashion week con i tuoi cimeli e ti ritroverai in ogni streetstyle blog!
    yo bro!!!

    hihihiihi il mio cassetto viene svuotato una volta all'anno...ma fuoriesce solo la carta straccia....gli oggetti rimangono tutti lì. L'altro giorno ho ritrovato un'ametista che presi a Baratti in una gita delle elementari. Come se Baratti fosse il luogo deputato delle ametiste. Tutti che prendevano souvenir etruschi con finte e ferraglie...io mi ricordo che vidi quell'ametista liscissima (modellata in quanto uno scarto di una pietra enorme) e la comprai...mi ricordo che costò meno di tanti souvenir ed era la cosa più preziosa che avessi mai acquistato da solo! Ripeto....erano le scuole elementari...ante 2000!
    ahahaha
    Alessandro - http://www.thefashioncommentator.blogspot.it

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    1. La patria delle ametiste, chissà che mio fratello non l'abbia presa lì la preziosa pietra che non ho buttato.
      Non ci sono riuscito.
      Magari mi servirà.

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  3. Se vai in giro con quegli occhiali e quella cintura e ti becca il Sartorialis de no' artri diventi un mito, sappilo.
    Robi

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  4. Fantastico.
    Hai delle cose che nemmeno il più fornito garage sail sperduto d'America ha.

    Titti

    http://dellaclasseedialtremusiche.blogspot.it/

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  5. dovrò farlo pure io,ottima idea..

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  6. Ciao Lollo
    certo aprire quel cassetto è come dire non aprite quella porta...Ho avuto un incontro ravvicinato con quei cassetti qualche tempo fa a casa dei miei quando ho deciso di dare un taglio con le schifezze che avevo lasciato che a casa mia non ho intenzione di portare, dovrei dare ancora un occhio perchè so per certo che ci sono decine e decine di cd che dovrei portare a casa mia. Baci buona giornata Alex

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