lunedì 10 settembre 2012

LO GIURO A MISS ITALIA


Belle e tamarre.
26 giugno 2009.
Ovvero il 26 giugno I d. C. S. dove C. S. sta per Car Shoe, il mocassino scamosciato blu che mi sono regalato per il mio ventunesimo compleanno.
Chiederete curiosi “E’ successo qualcosa di importante quel giorno che lo ricordi?”
La risposta è alquanto deludente. “NO” e aggiungo “Ho dovuto sfogliare quattro agende Moleskine per rintracciare la data ma alla fine ce l’ho fatta”.

FLASHBACK, PASSO INDIETRO.

Quel giorno pioveva e il cielo era piuttosto plumbeo, incutevano terrore quei fastidiosi ultimi esami della sessione estiva, studiavo ancora a Milano, lavoravo come istruttore di nuoto e avevo più capelli. Mia madre quella mattina disse:
“Ciao, io vado a farmi i capelli” il che nel suo gergo significa “Per qualsiasi cosa non chiamarmi perché sai che quando vado da Lella io leggo tutti gli ultimi gossip su Albano e Romina e il mio cervello si disintossica dai problemi veri della vita”.

“Ciao Mamma, salutami Lella” è quello che le rispondo in proposito.
Lella è la parrucchiera del paese ma spesso fa anche da prete confessore.
Passano le ore, tento di studiare ma poi una chiamata mi interrompe.
E’ mamma.

“Ciao tesoro, tutto bene?”
“Sì, anche se sto studiando come un pazzo” mento spudoratamente, come minimo stavo ingozzandomi di biscotti al cioccolato e vedendo Una mamma per amica.
“Senti, Lella chiede cosa devi fare stasera, hai impegni?”
“Non credo, perché?”
“Vuole sapere se vuoi far parte della giuria di Miss Italia alle provinciali”


Di solito quando si chiede “Hai da fare?” si propone una cena con la suocera mezza sorda, una passeggiata con un cane iperattivo o il baby-sitting a tre figli illegittimi, non di proclamare una reginetta di bellezza.
“Devi solo compilare una cartella con i voti, nulla di più”.
“Va bene, ma non devo salire su un palco o robe del genere vero? Perché altrimenti non ci vado!” sostiene fermamente la mia reputazione già più volte offesa.
“MAVVA’, figurati, allora stasera alle 21 ha detto Lella, in piazza a Melegnano”.
Scopro che Lella è la parrucchiera ufficiale delle ragazze di Miss Italia alle provinciali, il mio compito non mi sembrava così gravoso, in fondo dovevo dare un voto ad alcune ragazze che avrebbero sfilato su un palco, l’ho fatto per anni al liceo!
Chiamo a raccolta alcune amiche, vado all’appuntamento e mi presento da una che dice:
“Oh Lorenzo, eccoti qui, vieni, ti mostro il tuo posto!”
C’era una lunga passerella accanto alla quale avevano messo un tavolo per la giuria.
Giuria composta da assessori comunali, qualche giornalista, uno studente poveraccio (Io) e la soubrette, una che qualche anno prima era arrivata tra le tre finaliste a Miss Italia e che ora fa delle insulse televendite di materassi losangati quando le va bene.
Ci accomodiamo, ci danno le cartelle per i voti e una penna luminosa.
Manco fossimo al buio nelle miniere.

Inizia la serata, la presentatrice mostra tutte e dodici le ragazze e poi decide di chiamare a gran voce tutti i giurati, uno per uno.
Dovevamo alzarci in piedi mentre lei urlava il nostro nome e cognome, di me poi ha aggiunto “Questa sera abbiamo anche il parere di un ragazzo molto giovane, Lorenzo, che è uno studente universitario, un applauso!”
Io volevo morire.
Abbasso lo sguardo e decido che non guarderò più nessuno in faccia per i prossimi due giorni.
Le ragazze poi cominciano a sfilare, prima con il classico costume Miss Italia nero, capelli ben sistemati ma lasciati naturali, durante quel primo giro non dovevamo votare ma farci solo un’idea generale.
Poi invece hanno indossato prima un costume, poi un altro abito scelto da loro e poi uno elegante.
Una ad una sfilavano tra gli applausi di un pubblico con gli ormoni che giocavano a rugby mentre noi della giuria dovevamo votare senza farci intimidire da nessuno.
Lei si chiama Valentina, frequenta la scuola di estetista e ha 18 anni, ama gli animali, andare al cinema e ballare in discoteca”.
Una tamarra di periferia insomma.
Voto 4.

Ricordo di essermi calato perfettamente nel ruolo di arbitro del gusto, volevo che fosse palese quanto una bella ragazza deve essere soprattutto raffinata.
Quindi ho eliminato tutte quelle con i tatuaggi, quelle magrissime e quelle con anti-estetici piercing accompagnati da extension di pessima fattura.
Ne erano rimaste solo due carine, spontanee, semplici. E non a caso erano due sorelle di 18 e 20 anni, belle e sorridenti, decisi quindi che avrei portato avanti la battaglia per il buon gusto proclamando loro come modelli a cui attenersi.
Era imbarazzante al momento del voto vedere tutte le ragazze davanti al tavolo dei giurati, pronte a sguainare provocanti sorrisi e sguardi languidi che facevano vorticare solo quei derelitti dei consiglieri comunali, attempati e incolumi davanti a tutto quel rimmel sbatti-ciglia.
Io invece ero spietato.
Finalmente la serata sta per terminare e giunge il tanto atteso momento dell’incoronazione.
La presentatrice aveva già ritirato le nostre valutazioni e inizia la proclamazione della terza classificata. A gran voce urla il nome della vincitrice, una di quelle che avevo votato, la sorella maggiore.
Chiamiamo a premiare la terza classificata uno dei giurati, LORENZO!!!!!!”

Il mondo si è fermato.
Perché io? Perché io devo salire su un palco davanti a tutti quanti?
A fatica salgo quei gradini e metto la fascia tricolore a “Miss in gambissima e qualche minchiata simile” alla ragazza che mi da anche tre simpatici bacini.
Pensavo di aver finito ma la presentatrice entusiasta urla “Dai, fate una bella passerella insieme!!!!” al che mi sono girato, l’ho guardata fulminandola e me ne sono andato da dove era venuto.
Le altre Miss incoronate, tipo MISS BEI CAPELLI o qualcosa di simile (aveva le extension e sembrava una spogliarellista bulgara) sono state accompagnate in passerella dal consigliere comunale rinvigorito da tanto feromone e la vincitrice dall’industriosa soubrette che non ha smesso un attimo di credersi Gisele-Dio-Esiste-Bundchen.
La serata è stata piacevole, abbiamo potuto anche portarci a casa la penna con la quale avevamo sentenziato queste giovani donne desiderose di farsi spalancare le porte del mondo dello spettacolo, tuttavia io vengo ancora ricordato tra coloro che erano presenti come quello che non ha voluto fare la passerella con la Miss e che l’ha abbandonata come si fa con gli ossi del pollo.
Oh, che fatica le luci della ribalta!

10 commenti:

  1. Tu lo sai, lo sai vero quanto sei dannatamente fortunato?

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    1. Lo so lo so, mi sono divertito alla fine!

      L.

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  2. ahahahahahahahahhahahahahah
    Mi hai decisamente rischiarato la serata...anzi la nottata che passerò sui libri -.-" !
    Tanto è vero e realistico il racconto che ho paura sia frutto del tuo genio e che da un momento all'altro spunti fuori una notifica o un Post Scriptum della serie "Riferimenti a persone e fatti sono puramente casuali e frutto della mia fantasia!"
    Un bacione
    Alessandro - http://www.thefashioncommentator.blogspot.it

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    1. No no, giuro, questa volta è tutto vero!

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  3. Se fossi stata in uno dei miei "momenti acidità", di fronte a tutte quelle ragazze tatuate, pircingate e chi più ne ha più ne metta, avrei dato il meglio di me! E' sempre uno sfogo che dà delle soddisfazioni! E soprattutto.. lo si fa per delle ottime ragioni ;)

    http://almenounmilionediscale.blogspot.it/

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    1. Ci voleva una come te nella giuria, ci saremmo divertiti con i numeri!

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  4. Sei un grande Lollo, mi "sfascio" di risate sempre!!! Andre BS

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  5. ho eliminato tutte quelle con i tatuaggi, quelle magrissime e quelle con anti-estetici piercing accompagnati da extension di pessima fattura
    ottimo criterio, complimenti!

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  6. Ciao Lollo
    ti ci vedo a fare il giudice, se lo facessero anche con la tv non avremmo tanto cattivo gusto, sembra che più tamarra sei più strada fai, il buon gusto è proprio morto, odio non vestirsi e mostrare tatuaggi mostruosi, deturpano la bellezza di una donna, mica siamo tutte camioniste ( nella da dire contro di loro, ma non credo che brillino di eleganza). Baci buona giornata Alex

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  7. Alla "tamarra di periferia" sono morta, è la stessa definizione che do io.
    Comunque almeno sei ricordato: avessi fatto la passerella ti saresti perso nella mischia XD ahah!
    Capricci da rockstar non a caso. LOVVO

    Momo

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