sabato 27 agosto 2011

Uno zingaro a Barcelona

Ciao. Io sono qui, nell'ostello più alto del mondo.
La situazione è questa. Dopo Aix-en-Provence, Arles, Tossa de Mar, Roses e Cap de Creus, arrivo nella mia nuova città in cui passerò i prossimi sei mesi. Tarragona, una splendida spiaggia, un antico insediamento romano. E come dice mio padre “Se c’erano i romani allora è proprio un bel posto” riferendosi al loro approccio colonizzatore.
Il dramma era trovare casa. Un dramma che si è rivelato più semplice del previsto grazie alla mia capacità interattiva e al mio inestimabile potere di seduzione. Quegli interminabili pomeriggi di inizio agosto passati sul divano a cercare annunci cercando di padroneggiare una lingua a me sconosciuta, sono valsi a qualche cosa.
In realtà non è vero in quanto il ragazzo che cercava un coinquilino l’ho contattato a maggio-giugno. L’ho anche soprannominato “il pazzo”, l’avevo inserito nella mia lunga lista nera e rimosso dagli amici su Facebook. Sono una persona cattiva ma in futuro vi scriverò un post a riguardo e giudicherete. Giudicherete me, sicuro. Effettivamente ho etichettato in modo sbagliato una persona che per il momento non si è rivelato un narco-trafficante colombiano ma un ragazzo gentile e molto disponibile.

E ora dove sono? Un passo alla volta.
“Ora che abbiamo trovato casa, che ne dite di andare a Barcellona?” dico ai miei genitori + sorella in crisi adolescenziale, lei che ha bisogno del wifi per sentire la sua amica che rimorchia il figlio del proprietario dell’albergo in cui alloggia a Cattolica. I 16 anni passano in fretta mi auguro.
Detto fatto. Dove dormire? “Ghe pensi mi”.


Ecco dove sono. Un palazzo splendido, quasi un grattacielo americano, dodici piani di ostello. Sì, un ostello della gioventù perché io sono per il risparmio e per la vita comunitaria. Mia madre un po’ meno. Un posto splendido, terrazza sulla Torre Agbar, una sala comune dove si organizzano feste a tema, centro sportivo e la possibilità di sentirsi da Abercrombie sull’ascensore. E’ tutto un “Hi, what’s going on?” “Hi, how are u?” “Hola guapa”. Sono sintonizzato su quattro lingue diverse.
Il francese alla reception, l’inglese sulla sovra citata ascensore, lo spagnolo in città e l’italiano per le parolacce quando dimentico qualcosa in camera e devo tornare su. All’undicesimo piano.

Barcelona è una città che amo. Solare, allegra, viva, grande. Ci si perde nelle strade e nei milioni di volti sempre differenti che la popolano. Si sente il respiro della modernità e non ci sono pregiudizi per nessuno. E’ una di quelle poche città in cui ho sospirato un “Io qui ci vivrei”.
Ho salutato mamma, papà e sorella adolescente. E’ stato un momento delicato, non perché io sia un mammone viziato, al contrario hanno sempre cercato di inculcarmi un gran senso di responsabilità e di indipendenza, ma perché mi mancheranno, a modo loro.
Era da tanto che non facevamo una vacanza così lunga insieme ed è stato davvero divertente.

Ma sono sempre quel bambino che a otto anni diceva “Voglio essere indipendente”, prendeva il Valigiotto (una valigia di plastica per i pennarelli), metteva dentro i fazzolettini e usciva di casa rimanendo fermo nell’androne del suo palazzo per dimostrare di sentirsi grande abbastanza per cavarsela da solo.
Rimango in questo ostello per qualche altro giorno fino a quando potrò entrare a Tarragona nella mia nuova casa.
Alla recption chiedo se c’è posto, in francese ovvio.
“E’ rimasto un posto letto per due notti nella camera insieme ad altri 5” dove i cinque sono sconosciuti, sempre per quel senso di internazionalizzazione da ostello che ci piace tanto.
“E’ la soluzione che costa meno?” perché si è pezzenti sempre, mai dimenticarselo.
“Sì, e se vuoi l’ultima notte puoi farla in una camera da 8”, perché sono pezzente ma potrei esserlo ancora di più e quindi vado a risparmio pur dovendo cambiare la camera.
“Dai va bene”. Tic, trac, truc.
Guardo lo scontrino. Ho risparmiato tre euro ma ne ho spesi due di commissione per pagare con la carta da credito.
Lollo sia sempre il benvenuto a Barcellona.

23 commenti:

  1. Che l'avventura abbia inizio, insomma xD
    Bacioni,

    Antonella

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  2. In bocca al lupo per tutto! :D
    Non mancherò nessun post, voglio sapere tutto di questa tua avventura!
    E se poi il prossimo anno verrò a Milano a studiare...il vento tra i capelli! xD

    Un bacione,
    Denise.

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  3. Bellissimo articolo, con la carta di credito si sa sempre come spendere di più, per risparmiare. IN BOCCA AL LUPO!

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  4. Bene! Adesso anche la Pro-loco di Barcellona potrà vantare recensioni made by Lollo! Non vedo l'ora di scoprire le tue nuove avventure, di qualsiasi tipo!;))))

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  5. Ovvio che vogliamo sapere tutto, anche quante volte andrai in bagno, ma mi sembra scontato pure scriverlo.
    Buona permanenza e in bocca al lupo per l'erasmus.

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  6. Grazie ragazzi, ovvio che vi terrò informati, sarete curioso di sapere tutto sulla mia vita erasmus, dai drammi alle vicende inenarrabili dei nuovi coinquilini.

    Grazie del sostegno, siete splendidi.

    Lollo

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  7. stupenda la scena dell'ascensore!
    secondo me te la spasserai alla grande e non tornerai mai più in Italia!
    il risparmio di 3 euro con 2 di commissione è il TOP!
    però..fammi un favore...se trovi qualcuno di figo(oltre a quello che spetterà a te) cazzo pensa anche a me! PLEASE

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  8. Me alegra saber que te has ambientado perfectamente en tu nuevo hogar! leerte como siempre ... un placer orgásmico casi:-))) benvingut!
    WWW.floressobrelamesa.blogspot.com

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  9. Buon divertimento Lollo caro, ma non interagire troppo con gli sconosciuti, non si sa mai!
    Baciiii

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  10. DylanTrumpetTM27 agosto 2011 15:09

    L'immagine più bella? Lollo, a 8 anni, col valigiotto di plastica nell'androne del palazzo. Una Dichiarazione di Indipendenza preococe.
    Buona avventura. :)

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  11. Io a Barcellona dormirei anche sotto un ponte, pur di esserci.

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  12. lollo...questo post è favoloso: 1 perchè quel bambino nell'androne del palazzo che si credeva grande mi ricorda tanto un'altra piccola sfigata che faceva fagotto e si aggirava per il quartiere sperando in cuor suo che i genitori sentissero la sua mancanza ( pazzi uguali!) 2 perchè il finale non poteva essere migliore, in effetti dovendo scegliere, la camera da 8 pezzenti sarebbe stratosferica!giusto perchè a noi squattrinati piace così, ti mando un bacione e ti auguro un buon fine settimana lì in quella mia adorata Barcelona!!

    Patchwork à Porter

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  13. Mamma son tanto feliceeeee (perché ritorno da teeeee!).
    Questa tag non si confà al tuo delicato distacco dunque mi sa che ora a Barcellona c'è proprio il little boy che se ne stava nel pianerottolo con colori e fazzoletti. Indipendent man.
    E questo sarà la Spagna per te: colori e fazzoletti. Perché guai a te se non ci saranno delle nostalgie per tutto ciò che c'è nell'amata Italì. Ecco.
    E non fare il figo perché sei babelizzato.

    GLORIA
    { Scacco alle Regine }

    PS: la mia è invidia per naturale riluttanza all'apprendimento delle lingue non italiote.

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  14. Ecco infatti avrei dovuto scrivere indEpendent.
    O INDYpendent.
    Fai tu, amico babelizzato.

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  15. Ma che Babelizzato.
    Qua di Babelizzato c'è solo il mio letto-ostello conquistato da una serie di individui molto internaccional.

    Ciao carissimi, vi amo.

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  16. E' tanto che progetto di fare un viaggio in famiglia come questo, ma non credo che ci riuscirò mai. Ti auguro buona fortuna e spero che continuerai a scrivere anche dalla tua nuova città.

    Stefano.

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  17. A Barcellona ci ho vissuto 6 meravigliosi mesi.. l'eramus è un'esperienza unica, ti seguirò in quest'avventura a Tarragona! :)
    Martina♥CipriaRétro
    cipriaretro.blogspot.com

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  18. barcellona è un sogno, ti sto davvero invidiando... buon tutto!
    audrey

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  19. quanto mi piace questa tua nuova avventura lollo.. :):)
    lacrimuccia in ricordo dei bei tempi andati, il mio pre-erasmus è stato indimenticabile tanto quanto l'erasmus stesso..
    un abbraccio *
    V.

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  20. Sarà una bella esperienza in una terra caliente!

    Baci

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  21. Erasmus in Spagna ?

    Ne conosco molti ...che non voevano tornare più!

    ave

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  22. sei il solio genio.il dettaglio che ho più adorato? "i fazzolettini" nel valigiotto.

    http://nonsidicepiacere.blogspot.com

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  23. ADORO. Come sempre del resto!
    Anch'io adoro Barcellona, è decisamente una delle città più speciali che abbia mai visto, c'è qualcosa di magico nell'aria :)
    Un bacione, ai prossimi post!

    http://wheresthegoodgonegirl.blogspot.com/
    http://wheresthegoodgonegirl.blogspot.com/
    http://wheresthegoodgonegirl.blogspot.com/

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