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| IO CON LE MIE AMICHE ALL'ORA DEL TE'. |
Ci
sono tempi e pause che nel mondo contemporaneo sembrano essersi ormai dissolte,
quasi come se non ci fossero più quelle lievi tradizioni che invece scandivano
le giornate dei nostri nonni e delle generazioni precedenti. L’ora del brandy,
l’ora del cocktail che guai a chiamarlo “Apericena” perché ancora si facevano
dello chic un vero e proprio mantra di vita e le parole dovevano richiamare
quel senso di raffinatezza. Tutto aveva un codice, dall’abito allo stile,
dall’arte del ricevere a quello dell’invitare.
Sembrano
sottigliezze frivole se si pensa alle difficoltà della vita ma a parer mio,
l’educazione e il savoir faire servono a migliorare la vita di ognuno di noi e
di chi ci sta intorno. Perché se tutti ruttassimo e se tutti buttassimo le cose
a terra come fossimo degli scimpanzè del Burundi, non so quanto sarebbe bello
vivere e avere a che fare con gli altri.
Ora
che l’autunno è alle porte e non saremo più in giro a fare gli insiders tra un
aperitivo, un sushi e un pic nic al parco perché desideriamo più una zuppa o un
minestrone, finalmente iniziano le merende della domenica pomeriggio con tè
caldo e biscotti.
La
cosa più bella dell’inverno è proprio riunirsi in un caffè dall’aria stantia e
decadente con una buona compagnia, che sia il fidanzato di turno a cui si dice
“Perché non ti piace il nome Laudomia?” iniziando a litigare, oppure un gruppo
di amici con cui si argomentano temi seri quali “Io faccio la cacca SEMPRE dopo
la colazione, altrimenti non posso uscire di casa” con successive domande più
specifiche. Che sia a casa, con delle tazzine così che fanno esploderePinterest, degne della migliore padrona di casa mai esistita, o in giro per la città.
Un
vero e proprio salotto aristocratico che si riunisce nelle sale da tè di
Milano, ecco le mie preferite.
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COVA:
Il
nome fa arricciare il naso perché pare banale e scontato ma non lo è, da Cova parte la storia della sala da tè nella città di Milano e bisogna
andarci per forza almeno una volta nella vita. Passeggiare in Montenapoleone
avvolti in un bel cappotto, guardare quasi con disprezzo i giapponesi alle
prese con la corsa dello shopping più esagerato e imboccare l’antica entrata di
Cova, chiedendo un tavolino per prendere il tè. Rigorosamente accompagnato
dalla pasticceria mignon. Cova è dal 1817 il luogo ideale dove incontrare le
vere sciure milanesi, con doppio nome e triplo filo di perle.
TORREFAZIONE CORSO XXII
MARZO:
Qui
ci metto un po’ di sentimento, perché qui mi ci portava sempre la Nonna a fare
colazione prima di raggiungere i giardinetti, la Rotonda della Besana o il mercato
coperto. Era il suo posto, piccolo, accogliente, tutto in legno e tappezzeria
bordeaux dall’aria liberty. Sopra al bancone alle pareti ci sono questi tubi
trasparenti in cui corrono i chicchi di caffè tostati che finiscono in grandi
contenitori. Sfido chiunque a non rimaner ipnotizzato per ore. Il servizio è
ottimo, i dolci sono una bomba e la clientela è finemente agé. Come piace a me.
Bisognerebbe
andarci solo per il nome e solo per il bellissimo palazzo in cui è situato, in
Viale Montenero, di fronte alla Rotonda della Besana che sappiamo essere il mio
posto preferito di Milano. Tutto in legno, con quello stile un po’ nautico e un
po’ Chicago degli anni ’20. Non è un posto conosciuto da molti ma è un ritrovo
del quartiere, e spesso si può sentire qualche signora che racconta dei tempi
lontani che furono. E diventa tutto ancora più affascinante.
Se
avete paranoie per la dieta o se da troppo tempo state saltando la palestra con
enormi sensi di colpa, la pasticceria Gattullo non è affatto il luogo per voi.
Dal 1961 domina la zona (Piazzale di Porta Lodovica 2) con le sue vetrine in
cui campeggiano delle torte da appannare i vetri. Dolci in qualsiasi forma,
colore, dimensione. È una classica sala da tè con il bancone e le torte
esposte, enorme. Fare la colazione da Gattullo, o la merenda, è una delle
coccole più autolesioniste e felici che ci si possa concedere.
SANT’AMBREUS:
Istituzione milanese situata in Corso Matteotti a due passi da San Babila, è un luogo di pellegrinaggio per i panettoni e le uova di Pasqua artigianali, così come per il rito del tè delle signore dell’alta società. Il vero milanese è quello che con le mani dietro la schiena, con il suo Loden verde, cammina a passo spedito ma si ferma davanti alle sue vetrine. Impareggiabili quelle torte scultura dedicate alle stagioni o agli eventi. Che sia la moda o il design la pasticceria Sant’Ambreus da’ il meglio di sé. E con un nome così non poteva che essere altrimenti.
Non
c’è niente di più bello che una tazza di tè e un po’ di decadenza per superare
il rigido inverno milanese, sempre con stile.


grazie delle info, caro Lollo, Tu parli di decadenza, ma io parlerei piuttosto di "tempi andati" e di amarcord" se non fosse una parola un po' emiliana-romagnola (lett.: "mi ricordo")
RispondiEliminaAmen!
RispondiEliminabaci
Ila
www.nonsidicepiacere.it
Sempre interessante e utile !
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