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| 27 giugno 1954 |
A
dimostrazione che la troppa moda è un gene attivo che ci si tramanda nelle
migliori famiglie di generazione in generazione, la rubrica iniziata su
Snapchat “Una famiglia di Fashion Bloggers” ripercorrendo i migliori outfits
dei miei parenti, defunti e non.
Un
successone la puntata in cui protagonista era la splendida ed elegantissima
prozia Ninetta, cugina di primo grado di mia Nonna Giulia (qui il post che le avevo dedicato), classe 1919, veneta DOC, DOP, AD HOC, che il 27 giugno 1954 va
in sposa al fratello gemello di Nonno Luciano, il prozio Ulrico.
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| SE MAGNA. |
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enne, zitella, finalmente corona il sogno di un matrimonio molto sofisticato e
lei, magrissima in un abito di tulle vaporoso e scarpette in raso, sorride
felicissima.
Inizia
un po’ la vita mondana nella Roma anni ’50- ’60, chiusa in abiti e completi che
subito rimandano alle maniche a tre quarti e alla linea di Jackie Kennedy, musa
indiscussa per le donne sofisticate dell’epoca.
La
prozia Ninetta si fa cucire abiti sartoriali con le stoffe dell’azienda di
famiglia, Bises, scegliendo con cura colori, modelli e fantasie, perché ancora
rimane quel gusto antico nel preferire indossare qualcosa che venga
confezionato sulle proprie forme, per esaltarne i pregi e nasconderne i difetti.
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| Occhialata potente allo Stadio dei Marmi |
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| "Prendimi anche le scarpe" |
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| CE L'ABBIAMO? |
Guardando
le fotografie sorrido perché sono pose tipicamente adatte alla migliore delle
Fashion Bloggers, si nota infatti l’intero look senza tagliare il cappellino o
la scarpa, anche la borsa è ben visibile e portata con quello charme di chi è
naturale ma attenta al risultato della foto.
Mi
immagino la zia Ninetta dire “Ce l’abbiamo?” dopo qualche scatto, peccato che
all’epoca non ci fosse la possibilità di farne 1000 per postarne una.
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| Stoccolma 1965 |
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| Con la Nonna, incappellate. |
In
tour nelle città europee non è vestita come una qualsiasi turista in visita ai
monumenti, niente ciabatte alla tedesca o borselli a tracolla, al contrario
sembra uscita da una rivista femminile degli anni ’50 in cui si insegnavano
alle signorine dell’alta società come comportarsi nelle varie occasioni.
A
Stoccolma con un completino color cipria e in Grecia con la borsa di vimini, il
sandaletto tipico e il foulard in testa, un po’ Maria Callas, un po’ Grace
Kelly sulla decappottabile a Montecarlo.
Simpatica,
dolcissima con nipoti e pronipoti, ho un bellissimo ricordo di quando andavamo
a casa sua e si faceva annunciare da Angela, la sua fedele domestica, “La
signora sta arrivando” e una volta accomodati in salotto, a piccoli passi
arrivava sorridente.
La
Prozia Ninetta, portatrice di una sofisticata e non pretenziosa eleganza,
sarebbe stata una perfetta Fashion Blogger, con il prozio Ulrico nei panni del
fotografo.
“Dai
Ulrico, facciamone altre che non sono convinta, prendimi dal profilo buono mi
raccomando altrimenti le haters trovano mille difetti e mi innervosisco”.
HI
GUYS THIS IS MY AMAZING OUTFIT (cit. Ninetta )









Ma come facevano le donne di allora ad essere così sofisticate? Fossero così chic le fashion blogger di oggi, va là!
RispondiEliminala tua prozia era fantastica! Altro che la Ferragna
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