lunedì 24 settembre 2012

MISSONI E LA RAGAZZA DEL 24



[Non ho letto un comunicato stampa, non ho cercato alcuna dichiarazione della stilista e nemmeno un commento a riguardo, questa sera tento con le mie forze e le mie parole ad interpretare direttamente gli abiti, a cercare di farmi suggerire ciò che vogliono evocare, errori compresi, perché la moda oltre che essere un’arte è anche una scienza metodica].

In una Milano di rabbuiamenti mondani, di cliché fastidiosi e di personaggi che più che al mondo della moda sembrano appartenere ad un circo in pausa pranzo, la sfilata di Missoni è un vento fresco, un sorriso spontaneo, un (buon) gusto che rinasce. I pochi e fortunati eletti che hanno l’onore di partecipare come primi spettatori rifuggono da quel marasma generale di parvenu che alle sfilate non osservano ma twittano, niente pose da tappeto rosso ma una grande riverenza dedicata alla famiglia di Sumirago, in attesa che Angela dia a Missoni quel che è di Missoni, ovvero bei vestiti e iridescenti colori.

Le modelle aprono la serie con abiti dal candido biancore, una miscela tra la sottoveste in raso di seta e quel pizzo di Bruxelles che le nostre nonne ricevevano in dote, bluse smanicate leggermente più aderenti sul seno si lasciano andare più ampie fermandosi a metà coscia, sotto pantaloni tono su tono al ginocchio o alla caviglia. Leggere e mai volgari le trasparenze alternate a tessuto pieno, maniche a pipistrello svolazzanti come ruches, abitini frizzanti per una sera d’estate quando si affollano le piazzette di Porto Ercole e Lipari.
Dopo il bianco si accendono i colori, l’arancio, l’amaranto e le nuance più delicate, tra il crema e rosa cipria,  che colmano i vuoti cromatici degli abiti precedenti ma non trasformano le linee, sempre svasate, a calice rovesciato, il tessuto si apre lungo le curve, le accarezza e il motivo a segmenti spezzati regala una tridimensionalità maggiore. Qua e là fa capolino anche il grigio glacés sulle spalle o appena sopra al seno sempre ben nascosto da castigati corpini accollati.


I pantaloni, alla caviglia prima e al ginocchio poi, fanno posto ad abiti lunghi e leggeri per cui chi lo indossa non sembra camminare ma aleggiare, stampati da fiamme di colori, giallo, nero, rosso e arancio in un turbinio di fantasie.
Per non smentire se stessa Missoni reinterpreta le linee orizzontali multicolore che da sempre hanno personalizzato il suo stile, applicandole su sensuali culotte, su mini-abiti da indossare come costumi e su longuette fasciate perfettamente in sintonia con giacche dal taglio classico.
Tra il bianco e l’arancio si stagliano anche gli scuri blu elettrico, il verde sottobosco e quello militare in un pullulare continuo di cromatismi accesi che richiamano l’estate e quelli più cupi per una sera di primavera quando si ha ancora a portata di mano il soprabito.
Missoni, qui sinonimo di estrema dovizia e forte coerenza, riesce con le stesse linee e le stesse forme a vestire un’elegante signora per un informale shopping mattutino e una giovane universitaria in attesa che il tram numero 24 faccia la sua trionfale apparizione.
Una boccata d’ossigeno insomma, in una Milano falsificata da lussi ostentati, questa collezione firmata da Angela Missoni che ha reso omaggio, con sensibilità e artigianale riguardo, al passato della sua famiglia e a quel futuro che pare altrettanto glorioso.


20 commenti:

  1. Amo come Missoni riesca a creare sempre qualcosa che si fa indossare.

    Orange_G_World

    Vane

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    1. Vero, vestibilità prima di tutto, poi viene l'effetto "moda".

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  2. Ecco idem, zero comunicati stampa, che tanto per la maggior parte delle volte ci sono scritte boiate filosofiche che chi le capisce è bravo. Missoni è piaciuta molto pure a me, elegante cavolo.
    Io e te dobbiamo organizzare un caffè. Dalla prossima settimana respiro :)

    bacio!

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    1. Assolutamente sì caffé, i comunicati stampa spesso complicano ancora di più le cose, meglio abbandonarsi a proprie spontanee suggestioni.

      L.

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  3. Adoro Missoni. Ma proprio una sorta di devozione, e alla luce di queste immagini devo dire che nessuna aspettativa è stata tradita! Che dire della MFW? Ho visto solo quale foto di street style e "m'è venuto subito da piagne": io capisco la bramosia di farsi immortalare da Scott Schuman, ma vestirsi a mò di carnevale di Viareggio, mi sembra un tantino pretenzioso. Nonché ridicolo. Complimenti alla tua penna, o forse dovrei dire tastiera,così delicata e ricercata da farci sognare. Ti seguo!
    D. di noncontofinoadieci.blogspot.it

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    1. Hai ragione, non ha tradito alcuna aspettativa e come te anche io soffro di devozione missoniana.
      Nel post precedente ho descritto un po' quello che ho osservato alle due sfilate per cui ho avuto l'onore di poter assistervi e personaggi da circo ci sono, carnevali di Viareggio o no, le foto su Sartorialist per alcuni sono il raggiungimento di un sogno.
      Così si perde il senso della settimana della moda, ovvero celebrare l'arte di stilisti il cui lavoro è certosino. Tutto il resto è solo contorno.

      L.

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  4. complimenti! tutto molto bello!!! adoro le immagini che hai pubbicato|

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    1. Grazie, le foto sono chiaramente prese da una gallery su internet, sono gli abiti però ad essere splendidi.

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  5. Bellissimo post!!

    http://fashionsmiling.blogspot.ch/2012/09/margherita-maccapani-missoni-style.html

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