mercoledì 19 settembre 2012

LA GUERRA DELLA MODA


Quando si dice "Basta esserci".

A Milano si è aperta la settimana della moda femminile, quei sei giorni in cui la parola d’ordine diventa “fretta”. In fretta alla sfilata, di fretta la modella sul tram, la fretta della stilista, ha fretta la giornalista di scrivere la sua colonna di costume, su di fretta e giù di fretta dalle scale, dalle auto scure, dalle biciclette, dagli scooter e dai tacchi alti una volta rientrati nel proprio spazio intimo.
La città si trasforma in un campo di battaglia, i fulmini saettanti di atletici fotografi che compiono destrezze olimpioniche pur di immortalare l’evanescente modella, i colpi di coda della noiosa che non è stata accreditata, il capriccio della signora bene al quale è stato concesso un posto standing. Che male c’è a stare in piedi, dopotutto in piedi ormai si fa tutto, ci si fa la doccia, ci si mangia perché oramai sono rare le cene a sedere, e con più fantasia ci si fa anche l’amore, perché allora è considerato così denigrante assistere ad una sfilata in piedi?
Il mistero è svelato dietro un broncio poco elegante.


Piano piano gli stilisti aprono il sipario e a comparire sono le loro creazioni per la prossima bella stagione, stampe esotiche, collane etniche, gonne morbide, spalline sottili, vite alte e orli abbassati, curve sensuali e scolli profondi. Pochi gli scuri colori, basta con il lavagna, il grigio asfalto o il nero ma a splendere i turchesi, gli zafferani e i cobalti d’Oriente per abiti a sacco con ricami tono su tono. L’austerità rinnega le ruches e ama il drappeggio taffetà, ma fanno ancora capolino dettagli di lusso in piume di struzzo nero, oh che splendore.
A fare la vera sfilata però sono le invitate, ridacchiano sull’ultimo blasfemo pettegolezzo di un amico in comune, altre si raccontano l’ultimo colpo di sole in barca a Portofino, altre ancora adulano per mezz’ore l’antica borsa lucidata per l’occasione.
Sono le over 40 a destare maggior attenzione, avvolte dall’elegante anonimato si lasciano cullare dall’aria di festa, mentre le giovani arrampicatrici del sistema moda indossano l’ultima collezione di una stilista-guru e si agitano come un circo in gabbia.

In prima fila si accalcano le giornaliste di moda, tuniche nere e scarpe plateau, imbronciate, capelli arruffati e ombrello demodé, fuori piove, dentro si suda. Si scorge anche una politicanda in carriera, schiettamente di destra, sommersa da fotografi e curiosi, intenta a godersi la sfilata dietro alle sue scure lenti Dior.
Quando le luci si affievoliscono e le modelle iniziano ad azzannare la passerella a zittirsi sono le effimere chiacchiere ma non i flash, gli smart-phone, i tablet e tutto ciò che ha il potere di testimoniare la propria presenza all’evento.
A guardare, osservare, apprendere infatti non sono più gli occhi che scrutano il dettaglio gigot o il lungo abito sulla splendida mannequin asiatica, ma la tecnologia ultima generazione che non dimentica nulla, uno zoom e anche il più nascosto dei nei è in scena. La sfilata prosegue tra la gioia di alcuni e l’ignoranza di altri che scrivono messaggi, inviano e scansionano foto come fossero sul metrò. Più importante che assistere ad una sfilata è esserci e, soprattutto, far sapere agli altri di esserci.
Esserci significa indossare un abito colmo di passamanerie come una vecchia abat-jour, tenere gli occhiali scuri in terza fila sentendosi una guru della moda, applaudire senza aver nemmeno guardato, fare l’annoiata.
Perché l’esibizionismo vive in passerella quanto tra il pubblico.
E ricordarsi che da oggi senza un aspersorio/reliquiario/porta ostie da tenere in mano durante una sfilata non si è nessuno.

11 commenti:

  1. "Perché l’esibizionismo vive in passerella quanto tra il pubblico."AMEN.

    Che palle sta gente coi telfoni/ipad ecc...ma ci sei, GODITI LO SHOW!! Perchè guardare tutto in differita attraverso un coso?


    "Esserci significa indossare un abito colmo di passamanerie come una vecchia abat-jour, tenere gli occhiali scuri in terza fila sentendosi una guru della moda, applaudire senza aver nemmeno guardato, fare l’annoiata." Padre perdonali perchè sono fanno quello che fanno...

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    1. Come sono contento che tu abbia letto questo mio nuovo post, davvero, sapevoche avresti apprezzato.

      E giuro che la storia del porta-ostie è vera.
      Non ho la foto perché io le foto alle sfilate non le faccio, ho ancora una buona memoria.

      ti abbraccio

      L.

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  2. Quanto e' vero! L'atteggiamento annoiato delle spettatrici, quell'aria da 'mi è tutto dovuto' e la smania di fotografare il tutto con l'iPhone (che fa pure le foto sgranate pezzenti), terribile! Vorrei che alle sfilate ci fosse più gente come te, persone che nonostante l'ironia sanno ancora meravigliarsi di fronte a creazioni magnifiche e trasmettere quella meraviglia anche a noi lettori. Grazie :) Chiara

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    1. Grazie a te Chiara, seidavvero troppo gentile.
      Io dico che c'è tanta gente a cui piace andare alle sfilate per il gusto creativo di vedere dei begli abiti, indipendentemente dallo stilista se è più o meno popolare.
      Io spero di far parte di questa categoria, sempre e comunque, in fondo non mi è dovuto niente e non sono nessuno per pretendere un posto a sedere piuttosto che un invito. Accetto ciò chemi viene regalato perché di regalo si tratta, quindi niente broncio, niente muso annoiato e soprattutto niente iphone.
      Ho un nokia xxxx che non fa nemmeno le foto praticamente.
      Tengo a memoria gli abiti più belli con la testa, quella per andare alle sfilate dovrebbe essere obbligatoria.

      Buonanotte e grazie ancora

      L.

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    2. La testa e' un accessorio ormai passato di moda in certi ambienti, e' stata rapidamente sostituita con jn porta ostie ;).

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    3. Questa me la sengo, mi ha fatto crepare dal ridere!

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  3. adesso ho capito a cosa si riferiva la mia amica "british",quandi mi dice che alle sfilate è pieno di "tramp and trash" people.

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    1. Giusta osservazione, me l'annoto e chiedo i diritti alla tua amica "british" che con un'espressione ha descritto tutto ciò che ho raccontato qui. Ha perfettamente ragione.

      Grazie mille

      L.

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  4. Lollo, madonna mia che risate quello con l'aspersorio in mano ahahahahaha Una nuova baguette da far invidia a Fendi! aahahahah
    E' stato un piacere rivederti!!!
    Alessandro

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    1. un'immagine che non avrei mai pensato di vedere, e tu mi raccomando tieniti lontano da quel circo

      L.

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  5. Grande Lollo!! Sottoscrivo tutto.
    Io le sfilate le vedo in streaming o su youtube (anche perché chi mi caga????) ma me le godo veramente!

    Un bacione

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