lunedì 17 settembre 2012

IL SABATO DEL COIFFEUR


Il grembiule sotto al casco fa così chic

Si sa, le signore bene di una Milano da bere amano andare dal coiffeur al sabato, è il loro momento, il loro capriccio, il loro angolo di godimento. Si potrebbe pensare che vadano al sabato a causa di un’agenda settimanale carica di appuntamenti annotati con una leggera linea di stilografica, ma in realtà tra un brunch al circolo del golf e una seduta dalla migliore psicoterapeuta della città, munita di targa in ottone presso un prestigioso stabile del centro, le signore il tempo per il parrucchiere al giovedì o al martedì tarda mattinata, ce l’avrebbero.
Andare dal parrucchiere al sabato è un ostentato modo di dire “Uh, che settimana!” “Come sono stanca, ho proprio bisogno di massaggio cervicale” oltre che essere un espediente per evitare di trovarsi a chiedere “solita piega, cara” in mezzo a pensionate dalle caviglie gonfie e capelli neve-a-Cortina.


I primi dieci minuti le clienti passano a rassegna ogni individuo presente nel salone di bellezza prescelto, dispensano baci fuggivi, elemosinano notizie personali, richiedono quelle altrui, derubano riviste patinate, spettegolano, infine si placano al lavello dello shampoo perché inclinando la testa la cervicale sottopressione, troppi i mondani impegni settimanali, fa scintille.
I loro mariti tutti finanzieri, notai, avvocati, manager dal cellulare sempre acceso, architetti di prestigio, proprietari d’alberghi, pochi i poliziotti, gli assicuratori, i professori universitari e zero, ca va sans dire, gli operai.
Un pomeriggio il circolo delle dame del sabato era riunito già da qualche mezz’ora, chi aveva la testa appena lavata, chi era tutta una stagnola, chi aspettava la piega con le meches perfettamente organizzate, quando a solcare la soglia di quel Parnaso è un’avvenente signorina sulla quarantina. “Non la si conosce”, “Una borghesotta qualsiasi”, “Che mise di cattivo gusto” riferito ad un abitino scollacciato con un pizzo non dentellato di poco conto, “Scarpe volgari” e “Smalto sbeccato” i commenti più delicati.

Il silenzio più palpabile, interrotto solo dall’ultimo fon che rilascia ioni d’argento (Noblesse oblige!), cade in tutto il salone, la procace sconosciuta con il suo prosperoso quanto tonsillare seno, si avvicina alla reception e spaventata sussurra “Ho avuto qualche problemino con le extension, si può fare in fretta? Ho un appuntamento importante tra due ore”.
Le urgenze non hanno cognome né estrazione sociale ma sicuramente gli occhi della signorina impietosivano anche le veterane, così avvinghiate alla vicenda in corso che parevano mastini durante la caccia alla volpe.
La fanno sedere e per tranquillizzarla (era stata mica importunata sul metrò?) le offrono uno spumantino, “C’è bisogno di bollicine qui” e poi con garbo le chiedono quale fosse questo misterioso problemino con le extension.
Lei, apre la borsetta, un finto vitello trapuntato blu China, e comincia a districare qualche ciocca pagliericcia di capelli sintetici, giallo pannocchia in pieno sole siciliano, una tonalità così brillante da sembrare catarifrangente, un insulto a quel suo bruno naturale.
“Vede, le ho perse per strada questa mattina, non so nemmeno se le ho ritrovate tutte, sono di-spe-ra-ta” sussurra con un magone che le strozza la gola.

Nessuna ha osato ridere o scomporsi, i problemi del solidale gineceo sono vissuti con intensità in una comune dei sentimenti, l’appoggio emotivo delle veterane si unì allo sconforto della nuova sconosciuta che in un paio d’ore raggiante riuscì a guardarsi allo specchio senza scoppiare in lacrime.
Prima di uscire un bacio universale alle presenti, un sorriso di ringraziamento, una promessa di ritorno, un conto salato da pagare. “E’ stato un investimento per lei” bisbiglia la salvatrice di quelle extension dopo aver sentito la porta chiudersi. Le presenti, talmente incuriosite da dimenticarsi perfino l’ultimo botox esaminato quel pomeriggio, si acquietano e attendono riscontri.
“Pare che questa sera abbia un tete-a-tete con un ricco politico”.
Ora si spiega la disinvoltura con cui ha pagato 150 euro per districamento extension, la fretta e soprattutto il miniabito a prova di biancheria intima, la grande assente.

17 commenti:

  1. esilarante. Io odio il parrucchiere sempre, figuriamoci il sabato!!

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    1. Però rimane un classico dai, da grande apprezzerai di più, soprattutto se fai "circolo".

      Grazie Mille per essere passata

      L.

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  2. Le sciure milanesi il sabato vanno dal parrucchiere... Cinese!
    Ebbene sì, anche le sciure bene, risentono della crisi e pur di non rinunciare alla piega giornaliera se la fanno dal cinese,vuoi mettere 5 euro contro i 20 di un normale parrucchiere?!
    So di gente che si porta il proprio shamppo e gli asciugamani da casa, senza pudore.
    I cinesi subito si mettono al passo e propongono taglio e piega anche senza shampoo.
    Anche io mi sono fatta tentare, io che da una vita vado dalla stessa parrucchiera cara come il fuoco, ma dal taglio impareggiabile.
    Io mi sono rotta delle chiacchiere inconsistenti, del parrucchiere che nonostante le tue richieste fa un po' come c...o gli pare, mi sono rotta di spendere cifre astronomiche per una spuntatina, solo il fattore shampoo mi frenava e ora il problema è risolto!
    Dio benedica i cinesi, veloci efficenti, non si perdono in chiacchiere inutili, eseguono alla lettera ciò che dici loro e lo eseguono bene! Taglio impeccabile su capello praticamente asciutto, non l'avrei mai detto ed invece...
    Parrucchiere Wang, benvenuto nella mia vita!

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    1. Hai ragione Ire (grazie per questo bellissimo commento).
      Il parrucchiere cinese è un cambio di costume radicale nella nostra società e la crisi, e i prezzi cresciuti sempre più, hanno coinvolto questo nuovo settore.
      E lo dico pure io, le mie amiche hanno sempre delle pieghe favolose e a prova di umidità.

      China go go.

      ti abbraccio

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    2. Oh Irene, come ti capisco! Anche io, stufa di avere capelli orrendi a caro prezzo, mi sono convertita al fai-da-te: li tingo con l'hennè e l'indigo e al tempo stesso li curo (oltre a risparmiare tempo e denaro). 10 Euro a fronte dei soliti 130 Euro. E tante tante chiacchiere inutili in meno.

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  3. si vede che vengo dalla campagna..piuttosto che andare dal parrucchiere, e per di più di sabato, mangio la lingua di maiale. Scherzo.
    ;)

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  4. il sabato dal parruc significa anche : tutte ci vogliono andare dal sabato (soprattutto i comuni mortali che lavorano veramente) ma a me il posto per l'appuntamento l'hanno trovato!

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    1. E tu sei carmen, mica l'ultima arrivata!

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  5. ma il sabato non è stressante!? da me sarebbe uno sfinimento... le extension che si staccano però boh, un casino O.o come ha fatto!? una mia amica se le è sempre dovute far togliere XD

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    1. Il sabato è per antonomasia il giorno del coiffeur, se haivoglia di spettegolare e avere compagnia, altrimenti vai il martedì mattina di corsa prima di andare in piscina per l'acqua bike!

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  6. Quando dovrò scrivere la mia autobiografia...non sarà tanto auto perchè ingaggerò te.

    Sappilo.

    <3

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    1. Davvero?
      Potrei scrivere grandi cose per te, lo inzuccheriamo tutto il racconto!

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  7. Se a Milano il sabato dal coiffeur è un appuntamento mondano e di buon gusto, in un piccolo paesello arroccato sulle montagne che sovrastano la Capitale, non lontano dai gozzovigli di porchetta, l'appuntamento ha un gusto molto diverso.

    Anziane che spettegolano sull'ultimo flirt di una loro coetanea prossima all'incontro col Creatore dicendone di tutti i colori, toni da commedia dialettale e un viavai continuo di soggetti la cui sanità mentale è stata messa in discussione sull'atto di nascita, donne prosperose con minidress "mortadella style" che si improvvisano esperte di musica moderna e improbabili parenti del nord Italia con un accento esotico per gli standard del luogo.

    Per carità, la Milano bene è un fulgido esempio di come si può essere ricchi ed eleganti, ma vuoi mettere con la finta eleganza de "Chicca a parucchiera dello sotto pe l'Ormi"? Sono quelle esperienze da fare una volta nella vita, assolutamente.

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    1. Prendo il prossimo treno e prenoto l'appuntamento dal coiffeur del paesello tuo.
      Vuoi mettere cosa possano dire di un milanese quasi calvo che viene a farsi la piega lì?

      Vorrei troppo esserci!

      L.

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  8. Io ho il mio parrucchiere di fiducia, scoperto per caso in zona porta Venezia cinque anni fa. Da allora l'ho seguito in tutti i negozi per i quali a lavorato, fino ad oggi che ne ha uno tutto suo. Appuntamento fisso, la mattina del 7 dicembre, prima della prima della scala

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  9. Questo post é nulla in confronto a quello che avviene nel mio parrucchiere che,per dover di cronaca,si definisce un negozio ed in realtà lo é dato che espone (e a volte riesce a vendere ) accessori d'epoca dei migliori creatori di quella moda che oggi é LEGGE. In questo post,elegantemente arredato,dove gli specchi e i dettagli della mobilia sono color dell'oro (e non a caso a parer mio) e le luci adatte alla chiacchiera,le più blasonate della città da un lato e quelle che si atteggiano ad esserlo,mandano avanti la città con spettacoli di beneficenza,organizzazioni culturali,cene esclusive la cui preparazione fa scombussolare loro le pettinatissime chiome . Qui il mondo si interrompe per svariate ore e noi uomini,in attesa di un semplice taglio (o alcuni in attesa di tinture o shatush),le scrutiamo un po' impauriti e un po' incuriositi : sará l'amica del martedì di mamma? É forse lei la nemica storica di nonna? Mm quella biondina andava in classe con mia sorella ed è già al secondo matrimonio? Si,il parrucchiere il sabato é un luogo magico o la versione terrena sell'Inferno. Dipende da te,da noi. Queste donne riunite tutte insieme una volta a settimana creano le faide e le alleanze della settimana futura,ogni sabato,per tutti gli anni dei loro favolosi matrimoni. Possiamo noi non amare il loro essere blonde? Possiamo non ammirare come si fingano oche con le loro simili? No,non possiamo. Mitch

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