giovedì 25 febbraio 2010

Le mon Premier Stage

Dopo un mese e passa dalla mia venuta francese e dopo un mese in cui inviavo curriculum da mattina a sera e cucivo su misura creazioni per tutte le italiane, finalmente è apparsa all'orizzonte una svolta. Uno stage. E non uno stage qualunque. Lo stage. Detto così però sembra che questo stage (che parole elegante..stascggggggg) sia caduto dal cielo così, senza che io abbia fatto nulla per meritarmelo. In realtà per quello che ho patito mi dovevano assumere a tempo indeterminato con ferie già maturate e anche un autista personale. Innanzitutto, incontro Sophie Peirani che nessuno conosce ma non è la prima scema che passa per strada. E' una stilista/creatrice di copricapi, di chapeaux per grandi occasioni come cerimonie o semplicemente per serate particolari. Sono cappelli enormi, di forme stravaganti e di tutti i colori. Vengono da tutta la Francia per farsi fare un cappello da lei. E io farò uno stage presso il suo laboratorio e la sua boutique. Ne sono enormemente soddisfatto. So che bisognerà fare dei sacrifici, non incedere nello shopping compulsivo ma è un'occasione unica se considero che potrebbe non ricapitarmi e che lei qui è davvero un must. E' stata su Marie Claire e collabora con tantissime case di moda.
Non è stato facile ottenere questo stage, telefonate di attese al consolato italiano di Metz, email minatorie a professori universitari poco competenti e irritanti.
Ho scoperto una pratica giuridica che non conoscevo riguardo questi stage, lettere che non pensavo di dover inviare. Addirittura ho scoperto e purtroppo ho avuto a che fare con traduttori giurati che vogliono 25 euro a pagina. Che è d'oro? Cosa si fa per inseguire un sogno. Spero che almeno Sophie mi ripaghi con un cappello enorme da appendere in casa. Uno di quelli che farebbe invidia alla regina Elisabetta.

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