mercoledì 9 dicembre 2009

Curriculum Sfigae

Da quando mi sono laureato le persone che incontro prima si congratulano poi fanno la fatidica domanda "E ora? Che farai? Progetti?". Solitamente hanno uno sguardo che giudicherei alienato o compassionevole. A quel punto attacco la solita solfa "A settembre mi iscrivo alla specialistica non a Milano e nel frattempo vado a lavorare in Francia per imparare il francese". Bla bla bla, che meraviglia, qualche "uh che bello!", tre bacini di saluto e ognuno per la sua strada. Finchè sono amici stretti, intimi e devoti sono felice di raccontarmi e condividere con loro le mie scelte ma quando si tratta di persone che hai come amici su Facebook ma che non conoscono nemmeno un centesimo della mia vita allora preferisco tagliare corto. Spesso poi ti guardano come se tu una volta finiti gli studi, fossi una specie di mendicante, un senzatetto che cerca una sistemazione dignitosa.
Qui in Francia sono arrivato speranzoso, niente verde, giusto un portadocumenti Vuitton carico di Curriculum Vitae amorevolmente tradotti in francese da una cara amica della mia prozia Ebe.Questa signora non l'ho mai vista, ho solo comunicato tramite e-mail con lei ed è stata a dir poco gentilissima. Gentilezza in Italia è sinonimo di rarità, se non la pensate così fate un salto alle poste italiane di Melegnano, chiedete della signora Serafina e poi ne riparliamo!
Venti curriculum in due giorni. Infiniti chilometri con Patty sempre al mio fianco (e in braccio). Qualsiasi negozio possibile mi ha visto entrare sicuro di me come Annibale quando ha varcato le Alpi, alcuni però mi hanno visto anche uscire come Napoleone a Waterloo.
Confesso, non so il francese, però sono un ragazzo sveglio, parlo bene l'inglese e lo capisco, ho gusto e sono solare. Mi sembra che per lavorare da Etam non serva sangue blu e conoscenze papali. Ci mancava poco mi chiedessero il sigillo imperiale insieme al curriculum. Da H&M non posso lavorare perchè non so la lingua, come????? Proprio lì in cui i commessi sono in realtà dei trasportatori di appendi-abiti, nessuno chiede a loro se non qualche piccola sciocchezza, e ti rispondono sempre la stessa cosa "Tutto quello che abbiamo è esposto!". Ed io che mi immaginavo già responsabile accessori. Un sogno infranto.
In un altro negozio mi hanno chiesto la lettera di motivazione, ma secondo lui/lei, io a ventidue anni, italiano, laureato in storia dell'arte, perchè dovrei lavorare in un negozio di abbigliamento? Per ispirazione divina o perchè il mio sogno nel cassetto è impazzire durante il periodo dei saldi? No comment.
Vi ricordate la serie tv "La tata"? Lei bussando alla porta di un famoso produttore di Brodway pubblicizzando cosmetici si ritrova a fare la baby sitter, e aveva un curriculum scritto con il rossetto rosso e il segno di un suo bacio. Erano altri tempi, beati gli anni '90. Comunque aspetto un segno dall'alto, una botta di fortuna storica! Nel frattempo due cuori una capanna, una valanga di calzini da piegare e una montagna di piatti da lavare. C'est la vie.

2 commenti:

  1. è più facile vincere a win fo life che trovare lavoro!!!non demordere...al limite ti puoi proporre come dog sitter!!!un bacione e in bocca al lupo
    cloddy

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  2. adesso... se vuoi lavorare si che ne sentirai delle belle...pretendono che tu abbia già esperienza nel campo...specializzazioni varie..anche se poi ti mettono a far le pulizie oppure sistemare scaffali...è una giungla assurda...!
    Buona fortuna....! Him

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Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

Aspetto le vostre umilianti parole. Scrivetemi!