martedì 9 settembre 2014

LA PARTY GIRL MILANESE


La party girl si atteggia, sempre.

A Milano tutto può succedere, una sera mangi thailandese rischiando l’epatite, un’altra vai al cinema a vedere i tredicenni che limonano (beati loro) e una sera ti senti dire “Sashimi finito” proprio quando la sola cosa che desideri è la sensazione del salmone crudo che ti si scioglie in bocca.
(Un pensiero ai vegani che non mangiano pesce ma solo cetriolini freddi, morti e imbalsamati)
Un’altra cosa che può accadere è finire per sbaglio all’aperitivo di compleanno di una vera party girl milanese.
La party girl milanese è un po’ la Paris Hilton dei noartri, lei è ovunque e comunque. Alle sfilate, dietro le sfilate, alle feste post-sfilate, alle inaugurazioni e prima delle inaugurazioni, è talmente dappertutto che ti sembra di vederla anche dietro al bancone dei salumi nel tuo Esselunga di fiducia.
Lei festeggia la qualsiasi, dalla nuova boutique alla reunion dei Ricchi & Poveri (per l’appunto!).

In quell’occasione festeggia il suo xxx compleanno, ma nessuno conosce la sua data di nascita perché non è elegante sfoderare un’età, o meglio, dichiararne 22 quando se ne hanno una dozzina di più. La party girl in questione, fasciata in un delizioso vestitino giallo, nero e sovraccarico di fronzoli, indossa tacchi altissimi perché “Se io non ho i tacchi vuol dire che sono in pigiama!” e al polso i gioielli disegnati da lei.


Ci accoglie alla grande e mi presenta le sue amiche. Una concorrente del Gf che subito racconta che il suo Iphone ha preso vita e qualche estranea entità le cambia le impostazioni, e altre ragazze simpatiche e unite da un così sincero affetto verso la festeggiata che le hanno regalato un vibratore fucsia.
Nel momento del brindisi ringraziandoci di essere presenti urla “SPERIAMO CHE L’ANNO PROSSIMO POSSA STAPPARE IL MIGLIOR CHAMPAGNE DEL MONDO E NON QUESTO PROSECCO DEI POVERI”. Cin.

Sciolta l’atmosfera la party girl e la sua amica raccontano delle stravaganti notti a Saint Tropez dove tra un cubo e un privè cercavano di portare a casa dei risultati degni di nota.
Purtroppo a parte uno sventurato francesino di nome Remì (“Tanto dolce, dolcissimo”) nessuno sceicco e nessun monegasco dal pesante 740. Infatti il racconto è iniziato con un sobrio “L’UNICO POVERO DI SAINT TROPEZ L’HO BECCATO IO”. (cit.)
Nel frattempo l’amica del GF ha un braccio semi-ingessato e tutti le chiedono che cosa sia successo, un’onda di mistero che viene svelato solo in presenza di tutti gli invitati, così che l’aneddoto sia unico e indiscusso.

Il luogo del misfatto inizialmente era Bonassola, o Albissola, purtroppo la geografia per le nostre amiche è una scienza casuale, tanto che han dato vita a uno stato che non esiste, “L’ARMENISTAN”, di cui forse diventeranno reggenti.
 Lei, pacifica, beata e con un bikini fucsia, viene colpita da un’onda alta tre metri, i famosissimi e pericolosissimi cavalloni di Albissola- Bonassola, che la sbatte prima sul fondo del mare e poi a riva, completamente nuda.
“Sembravo una trota fuori dal lago” racconta terrorizzata, e in questo dimenarsi si è rotta l’omero.

Dopo il racconto ho sussurrato “Vado in bagno e poi andiamo?” desideroso solo di svenire nel mio letto e scrivere le alte citazioni sentite quella sera.
Nel momento dei saluti dopo i rituali tre baci mi salutano con grande entusiasmo, “Oh, Lorenzo, poi organizziamo una SUSHATA!”.
Certo, sono già lì che ordino i gamberi e gli uramaki.              
La party girl, instancabile, già parlava delle prossime feste e della fashion week, buttando un “figa”, uno “sbatty” e un “We” ogni tre sillabe per ostentare una milanesità che le appartiene, salvo poi tradirsi quando le dicono “Auguri per i tuoi 35 anni!” e lei con quel tono che rivela le origini del suo sangue risponde per le rime “A’ SORRETAAAAAAAA”.

7 commenti:

  1. Meraviglioso dipinto del male

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    1. Un male che esiste e che ho consciuto davvero!

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  2. Allora, sei pronto per la SUSHATA o no?!?

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  3. Come mancare, ho già le bacchette!

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  4. “Sembravo una trota fuori dal lago” racconta terrorizzata,
    guarda, è già tanto che non dica: sembravo una trota fuori dal mare! o una sogliola fuori dal lago!

    “L’UNICO POVERO DI SAINT TROPEZ L’HO BECCATO IO” ha beccato il poverello di Saint Tropez! anzichè quello di Assisi!

    ma una che risponde “A’ SORRETAAAAAAAA” non dimostra molta milanesità, ma tamarraggine, che noi sappiamo trascendere i paralleli geografici!

    Non disquisisco sul termine "sushata", per riguardo alla classe del tuo blog, Lollo!

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  5. Anche io ho un'amica così...per farle dispetto le presento solo "proletari" (poi amica è una parola grossa! :-P

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  6. ahahahahah racconti di un certo prestigio! Io a Bonassola ci andavo sempre da piccola con i miei, un tempo era ben frequentata...

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