mercoledì 4 agosto 2010

Distanze ravvicinate

Ho scritto questo post in una calda serata di un anno fa. Ancora molto attuale, non abituatevi troppo a questo Lollo pensieroso e un pò serio.

In questi mesi mi sono chiesto quanto l’amore possa dipendere dalla latitudine e dalle coordinate geografiche di due persone, se per ognuno di noi esiste una specifica metà a cui siamo destinati, cosa succede se questa metà ci è lontana centinaia di chilometri? Come si fa a sapere se riusciremo mai ad incontrarla e se davvero riusciremo a trovarla in quel frangente di secondo che sogniamo? Certo potremmo comperare un piccolo libretto delle risposte ma anche lì non sappiamo se attenerci alla risposta di destra o di sinistra, senza tralasciare il fatto che io mi fidi poco di un uomo che ha scritto un tale libro, probabilmente avrà avuto più domande nascoste di me e delle mie amiche messe insieme. Se un anno fa qualcuno mi avesse chiesto che cosa ne pensavo sull’amore a distanza avrei detto che senz’altro può esistere ma che non sono il tipo di persona adatto ad un rapporto così, parole crude che solo un’approfondita riflessione può plasmare. Infatti ripensandoci quest’anno nel corso di soli quattro mesi due persone a cui ero estremamente legato hanno fatto le valigie per rincorrere una grande occasione e sperando in un avvenire più entusiasmante. Copenhagen & Straburgo sono diventate le loro case, si sono cimentati con nuove lingue, conosciuto persone nuove e hanno sentito anche la mancanza di ciò che hanno lasciato qui. È dura veder partire parte di te, parte del tuo cuore e parte del tuo passato ma quando capisci l’importanza di quello che stanno facendo allora ti rimbocchi le maniche perché nessuno legame è salvo se non lo coltivi, vale per una storia o per un’amicizia. Sono due tipologie di amore differenti, da una parte c’è un relazione sentimentale che ha avuto molti alti e bassi ma che coinvolge ogni centimetro quadrato della pelle di due persone e dall’altra c’è una grande amicizia nata su due banchi diversi di scuola ma che inevitabilmente si sono uniti sempre più nel corso degli anni. Danimarca e Francia sono due nazioni lontane dal nostro piccolo quotidiano, mi separano da esse molti chilometri, può essere un limite, uno scoraggiamento ma quando c’è tanta passione, tanta voglia di avventura cosa sono sette ore di pullmann con un signore che ti russa nell’orecchio o un aereo che ti attende pochi giorni prima di un esame impegnativo? Quando si vuole si può, certamente non è tutto in piano il cammino ma se nemmeno ci si prova rimane una sconfitta in partenza. Una persona che ti appartiene non può soccomberti, non può rinunciare ad un sogno, ad un’esperienza formativa solo per una paura, un timore o un atteggiamento di gelosia, è giusto spiccare il volo correndo il rischio di sbagliare e di farsi male. Non sopporto la gente che crede che in una storia d’amore si debba per forza vivere ad un isolato di distanza e che vede una partenza dell’altro come una minaccia insanabile o ancora peggio un’occasione di svago ripetuto senza sensi di colpa, forse avrebbero bisogno di far loro un bel viaggio in un posto molto affollato che tutti conoscono. Certamente vivere in luoghi lontani non semplifica la comprensione, la gelosia e la paura ma ci sono altre soluzioni? Forse quella di dimenticarsi di due anni o addirittura di un’amica con cui si è condiviso otto anni di peripezie? Questa è solo una difesa, un modo subdolo per non affrontare una situazione in salita diversa dal condividere quotidianamente una puntata di Passaparola. Nella mia infanzia ho dovuto traslocare a otto anni, cambiare città, amici, scuola, casa,abitudini e stato sociale, mi sono allontanato da due persone carissime che facevano parte della mia vita, la mia amica Nicoletta e la nonna, è stata dura ma non ricordo lacrime, solo un grande entusiasmo nel vedere la mia nuova cameretta, la mia mente ha rimosso ogni sentimento negativo anche se ne ho sofferto parecchio. Queste persone fanno ancora parte di me nonostante ci siano seicento chilometri di distanza, esattamente la stessa distanza che ha separato i miei genitori per quattro anni senza internet, messenger o tariffe agevolate della Vodafone. Cosa vorrà dire? Io ancora una volta non ho la risposta a questo quesito ma forse può significare che una persona è importante per te indipendentemente dalla lontananza, puoi continuare ad amare la tua metà oltre al passo del San Gottardo o voler bene alla tua amica del cuore nonostante sia nella patria dei vichinghi e abbia gusti maschili molto discutibili, d’altronde le cose che valgono non sono mai facili.

4 commenti:

  1. Sono contenta che tu abbia riproposto questo post così ho avuto modo di leggerlo,che dire ,io concordo in pieno con te,se si vuole bene a qualcuno non si chiude un rapporto solo per la distanza.Ci sono coppie solidissime che per lavoro vivono separate che fanno tesoro dei pochi momenti trascorsi insieme e coppie che convivono sotto lo stesso tetto e sono lontani anni luce l'uno dall'altro.La distanza è sofferenza,sacrificio, perché le persone a cui vuoi bene le vorresti sempre vicine per condividere tutti i momenti della tua vita,se uno ci rinuncia vuol dire che non ci tiene abbastanza.

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  2. Esatto Floriana, bosogna provarci, esserne convinti se davvero lo si vuole. Parole sante le tue. Grazie!

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  3. Sono d'accordo... Si dice che la lontananza è per l'amore quello che il vento è per il fuoco: quando il fuoco è debole, il vento lo uccide, ma quando c'è un incendio il vento lo intensifica... ;)

    Come sono poetico oggi, si vede che mi ha ispirato questo post... XD

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  4. Effetti collaterali di questo blog!!!!

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