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sabato 11 giugno 2011

TWITTAMI ( da leggere con voce secsi)


Ma sto schifo di logo l'ha disegnato Cenerentola da sbronza?
Sapete quelle brutte giornate in cui svegliarsi diventa meno impegnativo di un salasso medievale e fare la pipì ( per noi maschietti) centrando il buco è un’opera mistica? ECCO.
È sabato e non un sabato qualunque. Ci sono due eventi extraterritoriali che ci riguardano, uno importante, l’altro assolutamente inutile. A questi se ne aggiunge uno, personale, di cui il mondo poteva fare a meno.
Roma, partito stamattina l’EUROPRIDE. Che cos’è? Chi riguarda? Chi coinvolge?
Prima di tutto non si parla di categorie ma di diritti. Se un bambino ha il diritto di andare a scuola, posso io stare a fare delle gerarchie sociali su chi e quali bambini ci devono andare? No.
Se tutti gli uomini hanno il diritto di amare e di essere amati, posso io distinguere quale è vero amore e quale no? L’euro pride è questo, mettere in piazza letteralmente quei sentimenti che spesso per pudore o paura ( quale paura? Se la Santanchè ha il coraggio di andare in giro con quella faccia allora noi possiamo tutto nella vita) si reprimono agli occhi del mondo.

Non si parla di gay, di lesbiche o trans ma di persone. Di cuori, di cervelli e di gambe che al richiamo di “Hung Up” fanno un urlo da stadio e senza sbagliare un tempo si coordinano con la coreografia esatta del video. Ovvio che io, Matty e tutti i nostri amici, guardando la diretta su internet pensiamo “Che froci”, ma quanto vorremmo essere lì è inimmaginabile.
Se non si rimorchia lì allora siamo nel baratro più grigio-topo-nero-corvino che esista.
Milano è deserta, so che la vostra preoccupazione va a Zara, chi la sorveglia se tutti i commessi sono a Roma? Niente panico, la grande azienda di moda low cost ha preventivato un servizio prettamente eterosessuale per compensare la grande affluenza di ferie concesse. Niente “tesoro sei divina” nei camerini ma sguardi incupiti davanti alle richieste “Scusi vorrei un pantalone scuro taglio classico slim fit”.