NCS. E' la sigla che usa sempre una mia amica per definire qualcosa di obrobrioso, inguardabile. Significa Non Ci Siamo. Da qui la mia malatissima idea di selezionare a partire dal boom visivo che appartiene alla nostra contemporaneità ( Notate il mio linguaggio aulico da vero blogger) le immagini più trash (Notate la mia pezzenteria) e metterle insieme per creare un collage da cui spero non attingerete. Non è un vero post, in realtà quello che c'è da leggere sono le didascalie delle foto, magari riderete o magari penserete
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martedì 22 febbraio 2011
sabato 19 febbraio 2011
Ritorno alla vita
Sono tornato a mettere il muso fuori di casa e non per andare al supermercato. Tra Gennaio e Febbraio come tanti altri studenti la mia vita mondana era miseramente fallita, a malapena potevo scambiare qualche parola con le mie coinquiline prese da leggi strane della fisica, da tesi infinite e da fidanzati pendolari. Incontrare la signora Buzzi in ascensore era un miraggio perché potevo finalmente parlare con qualcuno che non mi vedesse sempre in pigiama sui libri. La mia vita sociale ridotta a zero, buttare la spazzatura e andare in piscina hanno rappresentato per me straordinarie vicissitudini all’aria aperta. Tra l’altro, scherzo di un fato crudele, la settimana in cui avevo due esami da sostenere la rondinella di San Benedetto ha deciso di fare capolino e di portare una ventata di primavera. Caldo, sole, cielo azzurro, cinguettii felici. E io studiavo, guardavo fuori e mi dicevo “Dai fra poco hai finito, prendi la bici e vai a fare finta di fare shopping perché come al solito è già tanto se riesci a comprare al 2x1 della Conad”. Finiti gli esami, il grigio, la nebbia, il ghiaccio e un freddo siberiano. La fortuna non è mai stata dalla mia parte, fin qui l’avevo capito.
Uno sopravvive ad un’indefinibile moria di capelli, ad un herpes che si alterna a varie afta, a settimane di reclusione in cui lo specchio si rifiuta di fare il proprio dovere e quando tutto finisce che succede?
Io dato l’ultimo esame avevo 3,5 giorni di riposo prima di iniziare il tour delle lezioni. Lo chiamo Tour perché non ha nulla a che invidiare con quel viaggio in Italia famoso nel 1700, loro ammiravano le meraviglie artistiche del nostro paese (noi invece le trascuriamo fino a ridurle in macerie) mentre io non ho nemmeno il tempo di alzare gli occhi da terra. Cinque corsi da seguire in cinque posti completamente diversi della città. “Ma avete il quarto d’ora accademico per spostarvi da un polo didattico all’altro”, grazie molto gentile, ma ci vorrebbero due ore accademiche per sostenere questi ritmi, arriveremo a fine semestre con due gambe da ciclisti e la maglia rosa.
Di questi giorni di riposo ne ricordo la metà perché ho sofferto pesantemente di narcolessia, mi addormentavo ovunque e in qualsiasi momento, sul treno, in macchina, in ginocchio, sul tavolo, cominciavo a preoccuparmi perché non facevo in tempo a sedermi che già russavo come un facocero. Quella mezza giornata l’ho spesa facendo le pulizie.
Sì, le pulizie, perché la mia camera era invasa da uno strato di polvere così alto che avrei dovuto cominciare gli scavi di Pompei per ritrovare il ripiano dei profumi, per non parlare delle cappelliere che giacciono sopra all’armadio, ormai sono sommerse, sperdute.
Non sono state pulizie ma una vera e propria disinfestazione, le mie coinquiline hanno chiesto “Lollo ma parti? Ti trasferisci?” perché era da quando sono arrivato che non sfacchinavo così tanto con stracci e aspirapolvere.
D’altronde durante gli esami non hai tempo di occuparti dell’igiene del tuo nido sicuro, non ti interessa della polvere e delle lenzuola che assomigliano più alla Sacra Sindone, ad un sudario. Ho ritrovato sotto al letto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare, avete presente le palle di fieno che scivolano in primo piano nei film western? Quello scenario di desolazione? Ecco, ridimensionatelo in due metri quadri di camera dove c’è qualunque cosa, qualunque.
Cambio di lenzuola e coperte, lavatrici su lavatrici, swiffer come se piovesse, mocio vileda turbo maxi diesel, ci credo che poi ho dormito per tre giorni. Il vero riposo, il mio vero regalo per la fine di questa sessione è stato passare un fine settimana felicissimo in Liguria, finalmente una vibrazione al cuore, un Mc Donald’s unto e tossico e una mostra d’arte che consiglio a tutti “Mediterraneo, da Courbet a Monet a Matisse” a Genova a Palazzo Ducale.
Guardare una marina di Manet, uno scorcio di Van Gogh dalla luce accecante è qualcosa che ripaga tutti gli sforzi mentali per gli esami, solo studiando con sentimento puoi avere un brivido davanti a queste opere e capirne l’essenza più intima.
Un pensiero a chi ha ancora i capelli unti e che non ha ancora prenotato un’intera giornata dall’estetista per sopperire alla tragicità di questo periodo di stress. In bocca al lupo a tutti.
lunedì 24 gennaio 2011
Trash tv

"AD OGNI VOSTRA DOMANDA, UNA MIA PEZZENTE RISPOSTA"
[Continuano le domande per la mia-nostra rubrica, in caso voleste sottopormi la vostra inviatemi all'email indicata, senza deridermi per la scelta dell'indirizzo perfavore]
Caro Lollo, sarei curiosa di sapere quali programmi televisivi guardi e cosa ne pensi delle veline-letterine che popolano i nostri palinsesti? C’è qualcuna che preferisci?
Alessia
Uhm, io che guardo la televisione fermo, immobile, con la coperta sulle gambe, una ciotolona di pop corn appena scoppiati e un drink, magari un cosmopolitan. Non è un sogno ma capita rarissimamente perché non trovo il tempo per seguire un programma televisivo dall’inizio alla fine. Ora che sono pure uno squattrinato studente fuori sede non ho la televisione e quindi usufruisco dell’asilo politico nelle stanze delle mie coinquiline, questo era lo stratagemma per poter vedere “Vieni via con me” di Saviano e Fazio. Non sono un fanatico delle propagande politiche in tv, dei talk show o dei documentari infiniti però mi piace esserne informato. Proprio oggi ho rivisto la puntata del programma di Signorini a cui ha partecipato l’elegante Ruby. Quello a mio avviso è una televisione che va oltre alla spazzatura, è di cattivo gusto perché poco indipendente, troppo incentrata su un partito politico. A quel punto preferisco i gossip di Verissimo perché rido, prendo in giro Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi ma non vengo “ingannato” perché viene sponsorizzata come una trasmissione seria. Le letterine e le veline? Ormai siamo passati oltre, prima erano sempre in tv, ammiccavano alla telecamera, ora invece sono indagate per prostituzione, oppure ce le troviamo in parlamento. Ogni tanto su Facebook mi sfogo contro una starlette, spesso il mio bersaglio è Alessia Fabiani. Ve la ricordate? Quella letterina con la faccia tipica dei film di Tinto Brass, lei, grande amatrice e grande studentessa di Milano. Si è laureata nel mio stesso corso di laurea, solo che io studiavo e lei pensava che i corridoi fossero passerelle e le macchinette del caffè specchi per il trucco. Una volta una “giornalista” di Studio Aperto ha avuto il coraggio di definirla “ragazza acqua e sapone”. Lei? Acqua sapone e botulino forse. Un cerone di 8 chili, una maschera giapponese dal tocco veneziano. Altro che semplicità e spontaneità. Ragazze come quelle hanno pochi obiettivi nella vita, e se li hanno si sono sniffate pure quelli. Voi sapete cosa fa Alessia Fabiani nella vita? Io no e sarei curioso di saperlo, se qualcuno avesse notizie non esiti a chiamarmi anche nel cuore della notte. Poi c’è Valeria Marini e guai a chi me la tocca. Conoscete qualcuna delle soubrette italiane che abbia più cosce, sedere e labbra di lei? Potrebbe regalare chilometri di tessuto epiteliale, lo donerebbe tutto intriso di brillantini e pailette però lo farebbe perché è un donnone gggggeneroso. Sarda, bionda dentro fuori e intorno, smania per il rosa e i vestiti creati per la sua linea di moda sono minuscoli e ti sfregiano per tutti i finti diamanti cuciti sopra. Non esce mai senza tacchi e mangia come una balena dell’Oceano, si è tuffata da un elicottero per sbarcare sull’isola con un sandalo dorato e ci mancava poco che causasse una falda sulla crosta terrestre con il suo lieve precipitare. Ha detto che il suo assistente deve essere simpatico, gentile e gay. Non sapeva che con questa affermazione potrebbe creare il panico a Milano, lo vuole gay perché la troverebbe svestita durante i cambi d’abito. Come se quei due centimetri di stoffa potessero coprirla. Mi piace perché è simpatica, ironica e autoironica. Sa di non essere la persona più intelligente del mondo ma sorride sempre, fa la “vamp” e ancora dopo trent’anni si ostina a “rinfrescarsi” il viso spiattellandosi addosso qualsiasi prodotto anti-età. Forza Valeriona, sei tutti noi, altro che Belen e i suoi shorts da stracciona, tu hai classe da vendere. Tu hai “Seduzioni diamonds” dalla tua. Vuoi mettere?
Alessia
Uhm, io che guardo la televisione fermo, immobile, con la coperta sulle gambe, una ciotolona di pop corn appena scoppiati e un drink, magari un cosmopolitan. Non è un sogno ma capita rarissimamente perché non trovo il tempo per seguire un programma televisivo dall’inizio alla fine. Ora che sono pure uno squattrinato studente fuori sede non ho la televisione e quindi usufruisco dell’asilo politico nelle stanze delle mie coinquiline, questo era lo stratagemma per poter vedere “Vieni via con me” di Saviano e Fazio. Non sono un fanatico delle propagande politiche in tv, dei talk show o dei documentari infiniti però mi piace esserne informato. Proprio oggi ho rivisto la puntata del programma di Signorini a cui ha partecipato l’elegante Ruby. Quello a mio avviso è una televisione che va oltre alla spazzatura, è di cattivo gusto perché poco indipendente, troppo incentrata su un partito politico. A quel punto preferisco i gossip di Verissimo perché rido, prendo in giro Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi ma non vengo “ingannato” perché viene sponsorizzata come una trasmissione seria. Le letterine e le veline? Ormai siamo passati oltre, prima erano sempre in tv, ammiccavano alla telecamera, ora invece sono indagate per prostituzione, oppure ce le troviamo in parlamento. Ogni tanto su Facebook mi sfogo contro una starlette, spesso il mio bersaglio è Alessia Fabiani. Ve la ricordate? Quella letterina con la faccia tipica dei film di Tinto Brass, lei, grande amatrice e grande studentessa di Milano. Si è laureata nel mio stesso corso di laurea, solo che io studiavo e lei pensava che i corridoi fossero passerelle e le macchinette del caffè specchi per il trucco. Una volta una “giornalista” di Studio Aperto ha avuto il coraggio di definirla “ragazza acqua e sapone”. Lei? Acqua sapone e botulino forse. Un cerone di 8 chili, una maschera giapponese dal tocco veneziano. Altro che semplicità e spontaneità. Ragazze come quelle hanno pochi obiettivi nella vita, e se li hanno si sono sniffate pure quelli. Voi sapete cosa fa Alessia Fabiani nella vita? Io no e sarei curioso di saperlo, se qualcuno avesse notizie non esiti a chiamarmi anche nel cuore della notte. Poi c’è Valeria Marini e guai a chi me la tocca. Conoscete qualcuna delle soubrette italiane che abbia più cosce, sedere e labbra di lei? Potrebbe regalare chilometri di tessuto epiteliale, lo donerebbe tutto intriso di brillantini e pailette però lo farebbe perché è un donnone gggggeneroso. Sarda, bionda dentro fuori e intorno, smania per il rosa e i vestiti creati per la sua linea di moda sono minuscoli e ti sfregiano per tutti i finti diamanti cuciti sopra. Non esce mai senza tacchi e mangia come una balena dell’Oceano, si è tuffata da un elicottero per sbarcare sull’isola con un sandalo dorato e ci mancava poco che causasse una falda sulla crosta terrestre con il suo lieve precipitare. Ha detto che il suo assistente deve essere simpatico, gentile e gay. Non sapeva che con questa affermazione potrebbe creare il panico a Milano, lo vuole gay perché la troverebbe svestita durante i cambi d’abito. Come se quei due centimetri di stoffa potessero coprirla. Mi piace perché è simpatica, ironica e autoironica. Sa di non essere la persona più intelligente del mondo ma sorride sempre, fa la “vamp” e ancora dopo trent’anni si ostina a “rinfrescarsi” il viso spiattellandosi addosso qualsiasi prodotto anti-età. Forza Valeriona, sei tutti noi, altro che Belen e i suoi shorts da stracciona, tu hai classe da vendere. Tu hai “Seduzioni diamonds” dalla tua. Vuoi mettere?
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