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Tutti
noi abbiamo un concetto personale di eleganza e raffinatezza anche se spesso si
confonde questo chiaro tratto distintivo delle persone più fortunate con il
sapersi vestire o nell’avere al braccio l’ultima delle borse più prestigiose
proposte dalle maison di moda. Sbagliatissimo, quello che rende una persona
sofisticata, elegante e raffinata è sempre il sapersi comportare a modo in ogni
occasione facendosi riconoscere non per la capienza del portafoglio o il saldo
complessivo di quello che si ha addosso ma per portamento, buona educazione e
gentilezza.
Tutte
caratteristiche che non solo non si comprano ma bisogna che ci si nasca o ci si
venga abituati fin da piccoli. Così una Chanel può fare arricchita e un
semplice vestitino del mercato delle pulci può fare signora di classe, sta
tutto nell’atteggiamento.
Come
dice sempre mia madre, i veri ricchi non ostentano e Milano, come spesso le
grandi città, è un vero calderone dove lo struscio prepotente sui marciapiedi
di Montenapoleone mischia cafoni da sabato pomeriggio col Ferrari rombante in
doppia fila e ragazza appariscente da Vuitton a polso slogato, con anonimi
milanesi che rimandato il fine settimana in Liguria si godono una passeggiata
pomeridiana con scarpe comode senza griffe da labirintite.
Come
in tutte le cose non si può essere estremi e non si può pretendere di non
vedere accozzaglie di marchi lusso tutti insieme o di avere a che fare con sole
persone che non ostentano assegni del papi o dell’ultimo sventurato marito, ma
senz’altro si può cercare di frequentare luoghi dove assaporare un certo non so
che d’eleganza e buon gusto, cose semplici alla portata di tutti, basta saper
osservare.
Il
tragitto del tram 1: ho sempre definito questo tram non un semplice mezzo di
locomozione ma il simbolo di Milano, per la sua vettura scricchiolante anni ’20
e quel predellino che si lancia fuori in corsa come se non dovessi perdere
tempo a volarci sopra o giù e soprattutto per il suo percorso che attraversa le
meraviglie di Milano fermata dopo fermata. Qui salgono ancora gli anziani che
si tolgono il cappello quando incontrano e salutano qualcuno di famigliare, i
giovani che cedono il posto a sedere, gli innamorati di Milano con il naso
incollato al vetro e gli appassionati di storie. Capita sull’1 che una signora racconti
la sua vita dandoti confidenza perché hai tra le mani una cappelliera che l’ha
incuriosita.
Lo
spettacolo delle 20 al cinema Colosseo: in una giornata uggiosa, piovosa e
apparentemente triste il cinema è l’antidoto e se ben selezionato il film può
essere un bellissimo passatempo non solo per la pellicola ben recensita da
autorevoli critici ma per la compagnia in sala. Gruppi di amici storici, camicia
e giacca sfoderata per lui e tailleur casual per lei, senza smangiucchiare
rumorosi pop corn, senza catapultarsi a metà film oscurando la scena madre e
senza suonerie del cellulare. Complici le salette piccole, le poltrone in
velluto e ovviamente il quartiere il Colosseo è un vero angolo d’eleganza
cittadino.
La
passeggiata disinvolta in Vincenzo Monti: quel tunnel che pare quasi uno varco
spazio-temporale che è Via Vincenzo Monti diventa teatro di eleganti
passeggiate di persone che a passo lento e invidiabile al mattino non devono
correre per timbrare in ufficio o scalmanarsi per arrivare in tempo al corso di
bodypump. Signori in Loden e mogli in ballerine fuori per le commissioni senza
fretta, il giornale al braccio, il pane dal prestinaio caldo nella borsa della
spesa (portata da casa, ovvio) o due amiche dalle gambe eleganti affusolate e
ben incrociate che si godono una ricca colazione in pasticceria senza curarsi
del tic tac degli orologi, altrui.
Il
mercato del giovedì mattino: il lusso vero non è girare il mondo su un panfilo
di 42 metri solcando un giorno le Antille e il giorno dopo le Azzorre ma avere
un giovedì mattina libero per andare al mercato a via Marcona, là dove un
pomodoro pachino viene venduto confezionato come un Bulgari e i venditori
salutano le signore con “Buongiorno bella donzella” chiamandole per nome. Qui
si possono incontrare vere dame milanesi alla ricerca di qualche vestito
tirolese da mettere durante le vacanze d’inverno sulle Dolomiti del Brenta o
scialli di cachemire dai colori moda strillati al banco tra risate e occhiate
simpatiche.
Il
cocktail di Christie’s: all’apice della scala sociale dell’elegante vivere
milanese sicuramente compare il vernissage di stagione offerto da Christie’s
prima delle folgoranti battute d’aste, che siano di gioielli, quadri o grandi
maestri del Novecento, si riunisce tutta la bella crema della città in
un’atmosfera sognante sotto la volta del Tiepolo a Palazzo Clerici. Gli
invitati, tranne alcuni inspiegabili casi come il sottoscritto, sono tutti
collezionisti, curatori d’arte o clienti della casa d’aste, persone che hanno o
avranno un De Chirico in salotto perché si sposa alla perfezione con la nuova
tappezzeria. Al di là delle spighette Chanel e dei raffinati completi
sartoriali dei presenti sono gli occhi emozionati per l’arte il motivo per cui
varrebbe la pena essere nella lista, per espresso desiderio di chi la compila o
per l’ottima riuscita nell’imbucarsi.

Sei sempre un passo avanti, impareggiabile !! claudiag
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