martedì 12 settembre 2017

MILANO: IL VIVERE ELEGANTE


Tutti noi abbiamo un concetto personale di eleganza e raffinatezza anche se spesso si confonde questo chiaro tratto distintivo delle persone più fortunate con il sapersi vestire o nell’avere al braccio l’ultima delle borse più prestigiose proposte dalle maison di moda. Sbagliatissimo, quello che rende una persona sofisticata, elegante e raffinata è sempre il sapersi comportare a modo in ogni occasione facendosi riconoscere non per la capienza del portafoglio o il saldo complessivo di quello che si ha addosso ma per portamento, buona educazione e gentilezza.
Tutte caratteristiche che non solo non si comprano ma bisogna che ci si nasca o ci si venga abituati fin da piccoli. Così una Chanel può fare arricchita e un semplice vestitino del mercato delle pulci può fare signora di classe, sta tutto nell’atteggiamento.
Come dice sempre mia madre, i veri ricchi non ostentano e Milano, come spesso le grandi città, è un vero calderone dove lo struscio prepotente sui marciapiedi di Montenapoleone mischia cafoni da sabato pomeriggio col Ferrari rombante in doppia fila e ragazza appariscente da Vuitton a polso slogato, con anonimi milanesi che rimandato il fine settimana in Liguria si godono una passeggiata pomeridiana con scarpe comode senza griffe da labirintite.
Come in tutte le cose non si può essere estremi e non si può pretendere di non vedere accozzaglie di marchi lusso tutti insieme o di avere a che fare con sole persone che non ostentano assegni del papi o dell’ultimo sventurato marito, ma senz’altro si può cercare di frequentare luoghi dove assaporare un certo non so che d’eleganza e buon gusto, cose semplici alla portata di tutti, basta saper osservare.

Il tragitto del tram 1: ho sempre definito questo tram non un semplice mezzo di locomozione ma il simbolo di Milano, per la sua vettura scricchiolante anni ’20 e quel predellino che si lancia fuori in corsa come se non dovessi perdere tempo a volarci sopra o giù e soprattutto per il suo percorso che attraversa le meraviglie di Milano fermata dopo fermata. Qui salgono ancora gli anziani che si tolgono il cappello quando incontrano e salutano qualcuno di famigliare, i giovani che cedono il posto a sedere, gli innamorati di Milano con il naso incollato al vetro e gli appassionati di storie. Capita sull’1 che una signora racconti la sua vita dandoti confidenza perché hai tra le mani una cappelliera che l’ha incuriosita.


Lo spettacolo delle 20 al cinema Colosseo: in una giornata uggiosa, piovosa e apparentemente triste il cinema è l’antidoto e se ben selezionato il film può essere un bellissimo passatempo non solo per la pellicola ben recensita da autorevoli critici ma per la compagnia in sala. Gruppi di amici storici, camicia e giacca sfoderata per lui e tailleur casual per lei, senza smangiucchiare rumorosi pop corn, senza catapultarsi a metà film oscurando la scena madre e senza suonerie del cellulare. Complici le salette piccole, le poltrone in velluto e ovviamente il quartiere il Colosseo è un vero angolo d’eleganza cittadino.

La passeggiata disinvolta in Vincenzo Monti: quel tunnel che pare quasi uno varco spazio-temporale che è Via Vincenzo Monti diventa teatro di eleganti passeggiate di persone che a passo lento e invidiabile al mattino non devono correre per timbrare in ufficio o scalmanarsi per arrivare in tempo al corso di bodypump. Signori in Loden e mogli in ballerine fuori per le commissioni senza fretta, il giornale al braccio, il pane dal prestinaio caldo nella borsa della spesa (portata da casa, ovvio) o due amiche dalle gambe eleganti affusolate e ben incrociate che si godono una ricca colazione in pasticceria senza curarsi del tic tac degli orologi, altrui.

Il mercato del giovedì mattino: il lusso vero non è girare il mondo su un panfilo di 42 metri solcando un giorno le Antille e il giorno dopo le Azzorre ma avere un giovedì mattina libero per andare al mercato a via Marcona, là dove un pomodoro pachino viene venduto confezionato come un Bulgari e i venditori salutano le signore con “Buongiorno bella donzella” chiamandole per nome. Qui si possono incontrare vere dame milanesi alla ricerca di qualche vestito tirolese da mettere durante le vacanze d’inverno sulle Dolomiti del Brenta o scialli di cachemire dai colori moda strillati al banco tra risate e occhiate simpatiche. 


Il cocktail di Christie’s: all’apice della scala sociale dell’elegante vivere milanese sicuramente compare il vernissage di stagione offerto da Christie’s prima delle folgoranti battute d’aste, che siano di gioielli, quadri o grandi maestri del Novecento, si riunisce tutta la bella crema della città in un’atmosfera sognante sotto la volta del Tiepolo a Palazzo Clerici. Gli invitati, tranne alcuni inspiegabili casi come il sottoscritto, sono tutti collezionisti, curatori d’arte o clienti della casa d’aste, persone che hanno o avranno un De Chirico in salotto perché si sposa alla perfezione con la nuova tappezzeria. Al di là delle spighette Chanel e dei raffinati completi sartoriali dei presenti sono gli occhi emozionati per l’arte il motivo per cui varrebbe la pena essere nella lista, per espresso desiderio di chi la compila o per l’ottima riuscita nell’imbucarsi. 

1 commento:

  1. Sei sempre un passo avanti, impareggiabile !! claudiag

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