lunedì 21 agosto 2017

E' COLPA NOSTRA?

HERE COMES THE SUN, il numero di Agosto
La digitalizzazione spesso ci fa dimenticare che prima non era tutto così e prima di spulciare distrattamente notizie di cronaca spettacolo o politica da accattivanti post selezionati sulle pagine Facebook e condivisi solo per il titolo senza nemmeno aver letto il contenuto, c’era il lento sfogliare del giornale al bar, a casa sul divano o sui mezzi pubblici.
Non credo ci sia un giusto o sbagliato, è l’evoluzione del progresso e la richiesta sempre più crescente di una fruizione “smart” di tutto quello che abbiamo intorno. Non c’è tempo di chiedere al giornalaio sotto casa la nostra rivista preferita ma la leggiamo tramite l’app o sul sito stellinato tra i preferiti, vogliamo conoscere l’ultima polemica in trend su Twitter quindi ci aggiorniamo velocemente per poi inserirci nella mischia come fosse un incontro di rugby australiano.
Prima delle frivolezze estive Condé Nast ha dichiarato che a breve si chiuderanno le riviste satellite della principale Vogue Italia per un ridimensionamento dell’editoria del gruppo che ha appena superato il lutto di Franca Sozzani rimpiazzata da Emanuele Farneti. Chiuderanno così Vogue Sposa, Vogue Bambino, Vogue Accessori e Vogue Uomo con un taglio drastico per giornalisti e pubblicisti.
A me dispiace perché nonostante siano riviste di settore dedicate a categorie ben definite hanno rappresentato l’editoria italiana e lo sviluppo di un sistema comunicazione variopinto non destinato solo a un preciso target di vendita. Vogue Uomo seppur non con la stessa forza di quello al femminile era un riflettore puntato sulla moda uomo che ha un mercato interessante e che merita una giusta attenzione, invece così sembra cadere nell’oblio di qualche breve trafiletto in occasione della settimana moda maschile e stop.
Per fortuna sono salve sia Vogue Italia che Vanity Fair che per contenuti e firme giornalistiche possono contare su un fidelizzato numero di abbonati e lettori, anche se con l’avvento di Internet e di siti sempre più veloci e soprattutto gratuiti si rischia il solito quesito, “Perché spendere 5 euro al mese se posso leggere dal telefono o dal pc?”.
Personalmente da pc o da telefono leggo sempre tutto con meno attenzione, la parola scritta e stampata l’assimilo di più, la seguo meglio e riesco a percepirne di più il significato e il filo conduttore tra le righe, così leggo libri e riviste solo se posso sfogliare e tenere con le dita le pagine. Sul metrò divoro i libri riuscendo a evadere da telefonate e il vociare dei più maleducati così come settimanalmente leggo Vanity Fair a cui sono abbonato da anni.
La notizia di Condé Nast mi ha fatto un po’ riflettere e se posso sostenere l’editoria che si fa portavoce della moda e del gusto italiano allora ben venga l’abbonamento annuale a Vogue Italia a partire proprio dal numero più interessante, quello di Settembre che da sempre per moda e stile è il mese dove si “ricomincia”.
D’altronde 30 euro per ricevere a casa mensilmente servizi fotografici dei più importanti obiettivi del mondo quali Steven Meisel o Bruce Weber, è un ottimo investimento.

E poi volete mettere poter fare le orecchie sulle pagine sfogliandolo comodamente sul divano e impilare i numeri fino a farli diventare un elemento decorativo dell’arredo? 

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