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| D'altronde uno il viaggio lo fa anche per il proprio feed di Instagram, no? |
Non c’è nulla di più costruttivo, sensato e sospirato di
un viaggio, di quelli importanti che non ti permetti nemmeno di sognare perché
ti sembra irraggiungibile, di quelli che non sai cosa ti aspetta perché sono
luoghi per cultura e paesaggio molto diversi dal tuo angolino protettivo di
mondo.
Sono sempre stato più europeo che internazionale, il
classico che si chiede perché andare in Madagascar se non si è mai visto le
Cinque Terre o le nostre preziose città come Lucca, Verona, Mantova e Urbino.
L’Italia è il più bel paese del mondo, ne sono più che consapevole, ma
attraversare fusiorari, sorvolare continenti di cui spesso ci dimentichiamo e
immergersi in un’atmosfera diversa è un arricchimento totalizzante.
Così quest’estate niente isoletta nell’Egeo, niente scogli
in una vicina Croazia o niente tour della Sicilia, quest’anno ho preso un volo
addirittura intercontinentale fino a Bali, che non è in Thailandia come ho
scoperto il giorno prima di partire, bensì in Indonesia.
Inutile dirvi quanto mi ha emozionato questo viaggio e
quanto questa piccola guida potrà solo ripercorrere in piccola parte il
bagaglio di sapori, colori e felicità vissute in questa avventura.
Se poi volete immergervi per curiosità nei luoghi che ho
visitato su INSTAGRAM trovate il geotag e la gallery aggiornata con i posti
più belli.
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| Le risaie di Ubud |
BALI è un’isola dell’Indonesia ma non immaginatevi un’isoletta da girare in poche ore, al contrario è gigantesca, molto abitata e anche turistica dopo il boom della moda zen / yoga degli anni ’70 ripresa poi più recentemente grazie al film “Mangia prega ama” con Julia Roberts, visione che consiglio sull’aereo così da entrare un po’ in atmosfera.
Ho viaggiato con la Qatar Airways da Milano Malpensa,
scalo a Doha in Qatar e arrivo a Bali Denpasar, nella parte sud
dell’isola, per un totale di 15 ore circa e 6 fusiorari in avanti rispetto
all’Italia.
Abbiamo scelto come meta Ubud che è un po’ il centro più
turistico e interessante di Bali perché da qui partono escursioni di vario
genere, non è lontanissimo dal mare e si trovano degli alloggi meravigliosi
adatti a tutte le esigenze.
La nostra sistemazione QUI ovviamente trovata come sempre
su Airbnb (Avete anche uno sconto se vi iscrivete con questo codice promo) era
a dir poco stupenda. Un piccolo angolo privato di paradiso che mi porterò
sempre nel cuore, un giardino tropicale con la piscina e due casette separate
composte da camera bagno e cucina (l’abbiamo usata per metterci le scarpe tanto
amiamo cucinare), ognuna con patio arredato con divani e poltrone in stile
balinese. Svegliarsi la mattina e trovarsi immersi a piante fiori e farfalle è
qualcosa di impagabile, inoltre era fuori dal centro di Ubud quindi silenzio e
tranquillità garantiti.
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| La nostra sistemazione a Ubud |
Ubud è una sorta di grande villaggio balinese con
giardini, templi e cortili lussureggianti, un ristorantino dietro l’altro e
anche se molto turistica non è affatto resa brutta da negozi truci e
ghettizzazione degli stranieri. Si trovano i motorini da affittare che
consiglio perché il traffico che c’è a Bali forse è paragonabile alla
circonvallazione di Milano alle 6 di sera, un inferno causato da poche strade e
una guida un po’ frizzantina da parte dei locali.
Affittare il motorino a Bali significa spendere qualcosa
come 3 euro al giorno e il pieno di benzina lo si fa con 1 euro fermandosi
anche nel villaggio più sperduto dove sulla strada le persone del posto vendono
le bottiglie di benzina e ti aiutano a versarla con un imbuto tra sorrisi e
ringraziamenti.
In generale a Bali la vita costa pochissimo e la loro
moneta, la rupia indonesiana, è circa 1 a 15.000 (15 mila rupie che loro
intendono come 15 è 1 euro) per cui ci si può godere a pieno ogni cosa senza
l’ansia di dilapidare un patrimonio.
A Ubud oltre al palazzo imperiale, al tempio vicino al
ponte da cui poi parte una stupenda passeggiata fino alle risaie e al ninfeo
del caffè Lotus bisogna vedere per forza il mercato dove tra souvenir e qualche
paccottiglia si possono fare veri e propri affari conoscendo e indossando la
cultura balinese. Tessuti meravigliosi, gioielli etnici in argento e una enorme
quantità di cose realizzate con il bambù e in vimini, intrecciati da loro che
hanno agili mani e tanta creatività. Qui la parola d’ordine è l’arte del
contrattare, si scende di prezzo in un ribattere come al ping pong e poi ci si
stringe le mani per fermare l’offerta condivisa.
Così una stola dai colori tipici la paghi circa 8 euro,
una vestaglia con motivi balinesi tessuti a mano circa 11 e il cappello a cono
che usano nelle risaie circa 7. E’ un luogo meraviglioso.
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| Sacred Monkey Forest |
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| Il tempio di Taman Ayun |
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| Le risaie terrazzate. |
Cosa visitare partendo da Ubud:
scegliendo Ubud abbiamo potuto girare i suoi dintorni con
il motorino senza problemi e vedendo tutto quello che era facilmente
raggiungibile, una volta che ci si prende la mano nulla vi spaventerà e nello scorrere
dei villaggi vedrete come tutti vi saluteranno anche solo incrociando il vostro
sguardo per un secondo, accompagnandovi con un sorriso.
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Sacred Monkey Forest si trova proprio a Ubud alla fine di una via
principale piena di ristorantini e negozietti, è una foresta antica e sacra per
la popolazione locale dove sorge un tempio secolare e vivono in libertà (seppur
controllate, curate e seguite in tutte le loro fasi) centinaia di scimmie. La
foresta è meravigliosa e sembra la scenografia di un film fantasy, ci sono
esemplari di piante tropicali e anche qualche Ficus millenario con fronde
fittissime, un habitat perfetto per le scimmie che si rincorrono, litigano e
cercano di rubare ai turisti qualsiasi cosa sia vagamente commestibile.
L’ingresso costa 50 mila rupie (3,5 euro circa) ed è consigliabile anche a chi
non ama particolarmente le scimmie o l’idea di averne una addosso, tipo me.
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Tegalalang a 20 minuti da Ubud ci sono le
terrazze del riso, ovvero le risaie terrazzate che qui sono uno spettacolo naturale
unico al mondo, frutto dell’ingegno e della dovizia umana, i balinesi sono
grandi lavoratori e con le ginocchia nel fango seguono il ciclo di raccolta del
riso. La vista dall’alto qui è davvero impagabile.
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Taman Ayun, 1 oretta circa di motorino per arrivare
a questo tempio molto famoso e suggestivo, che sorge sull’acqua incanalata
perfettamente a creare quasi un’isoletta su cui sorge la struttura con gli
altari e i tetti di paglia. Attorno un giardino zen da catalogo di botanica con
fontane, ninfei e canneti. (Costo dell’ingresso 20 mila rupie, circa 1,50
euro).
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Tanah Lot, 1 oretta di motorino per il tempio
più famoso di Bali godendo di un panorama mozzafiato anche quando la giornata
non è proprio delle più belle. E’ un tempio che sorge su un grande scoglio a
ridosso della scogliera alta che guarda il mare (a sud ovest) che è
raggiungibile solo quando c’è bassa marea altrimenti è una sorta di Mont Saint
Michelle. Dall’alto della scogliera è un panorama mozzafiato ed è anche un
bellissimo punto da cui godersi il tramonto. L’ingresso costa 60 mila rupie, 4
euro circa e sulla scogliera prima del tempio c’è anche una serie di negozietti
e localini, tra cui il Luwak cafè, un
posticino molto carino dove accarezzare il Luwak, l’animale dalla cui cacca si
ricava il caffè.
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Waterfall Tegenungan 10 minuti di strada in motorino
per arrivare alla cascata del villaggio immersa nella foresta tropicale, un
salto di 10 metri dove sorge anche un tempio e una fonte di acqua sacra (Spring
water) in cui potersi immergere. (Ingresso 15 mila rupie, 1 euro).
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White Sand Beach 1 oretta e mezza di strada per
arrivare a questa spiaggia molto bella a Padangbai, a sud ovest, spesso il mare
non è calmissimo ma è anche il fascino di questo luogo. L’ingresso costa 10
mila rupie, meno di 1 euro, e sulla spiaggia ci sono i baracchini per mangiare
a un prezzo ridicolo piatti tipici balinesi cucinati dalle signore del posto.
- Goa Gajah a 10 minuti da Ubud sorge un
tempio spettacolare immerso nella foresta tropicale più profonda, con un giardino
zen e un enorme albero dalle migliaia di radici che sembra finto da quanto è
bello. Il tempio è famoso per la Elephant cave, una caverna utilizzata per le
preghiere celebre per le sue forme antropomorfe. Ps: per chi ha paura dei
serpenti sappiate che c’è un uomo con un enorme pitone all’ingresso, io ho
urlato e sono fuggito come se non avessi pagato il biglietto per entrare.
Ingresso 15 mila rupie, bisogna avere le gambe coperte con il loro tipico
gonnello, se non lo avete ve lo danno prima di entrare.
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| La cascata Tegenungan |
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| Il tempio di Tanah Lot |
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| Il giardino zen alla Elephant Cave |
LE ISOLE GILI:
siccome il mare a Ubud non è facilmente raggiungibile
tutti i giorni abbiamo optato per una breve e avventurosa, nonché romantica,
parentesi alle isole Gili che si trovano a ovest e si raggiungono con il
traghetto in un paio d’ore partendo da Padangbai. Noi abbiamo scelto la più
piccola, Gili Meno che si trova in mezzo e che si raggiunge dall’altra isola
Trawangan in dieci minuti con una barchetta contrattata al porto. Un consiglio,
il traghetto Padangbai- Trawangan ha varie compagnie, sconsiglio la compagnia
Semaya perché è sempre in ritardo e l’ultima a partire. La tratta andata e
ritorno costa circa 40 euro e si arriva in un paradiso.
Gili Meno è molto piccola, circa 1 ora per girarla tutta,
ha spiagge bianche di coralli e acqua cristallina, non ci sono motorini ma
cavalli e portantine anche se è bellissima da girare con la bicicletta o a
piedi.
Il mare più bello è quello a sud nella parte che guarda
Gili Air, l’altra isola, mentre il tramonto è suggestivo, il sole tramonta
circa elle 18-18:30, a ovest, guardando l’isola Trawangan.
E’ pieno di bungalow sulla spiaggia con ristorantini e
localini, il nostro si chiamava BIRU MENO a sud e ci siamo trovati molto bene,
l’ambiente è spartano e semplice così come l’isola che ispira proprio quel lato
avventuroso, si vive in sandali e costumi, si cena sulla spiaggia, ci si
emoziona e si ci si spaventa per le tracce di un serpente sulla sabbia e per
l’attraversamento di un varano di 1 metro, però tutto sopportabile grazie alla
meraviglia del posto.
Ps: in attesa del traghetto a Trawangan per ritornare a
Bali consiglio un posticino molto carino davanti al porticciolo dove fare
colazione, si chiama Banyan Tree.
Consiglio anche di non pensare di andare alle Gili in
giornata perché non è fattibile, minimo 2 notti per godersela un po’ e fare 1
giorno e mezzo pieno di mare e relax ignorante da spiaggia.
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| La foresta di palme a Gili Meno |
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| Arrivando in barca a Gili Meno. |
UBUD, DOVE MANGIARE?
Se il vostro cruccio è cosa mangiare dove e se si trova
una pizza decente per quando siete in astinenza a Ubud vi assicuro non soffrirete,
al contrario sarete felicissimi di uscire a cena, anche chi solitamente è
restio di portafoglio e poco incline a mangiar fuori tutte le sere. Complici i
piatti da 3-4 euro al massimo e la cucina balinese davvero ottima, i
ristorantini a Ubud sono uno più carino dell’altro. Vi segnalo i miei preferiti
per location servizio e cibo.
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Lotus Cafè, si mangia seduti su dei cuscini
a bordo di un bellissimo ninfeo, fanno piatti tipici balinesi ma anche da food
blogger che devono nutrire corpo e Instagram con avocado e salmone.
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Lala e Lili, un ristorantino defilato gestito
da sole donne dove servono tutto sulle foglie di banano, compresa una torta al
cioccolato che ci si sogna la notte, è immerso nella natura e la sera c’è
un’atmosfera rilassata e rilassante.
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Gajah Biru, sembra quasi l’area comune di un
ostello da quanto è carino e informale, gestito da un signore gentilissimo e
una ragazza molto bella, fanno addirittura una pizza che non è male. E’
defilato rispetto al centro e l’arredo così divertente che se fosse a Milano
sarebbe il posto più frequentato per chiacchierare, lavorare al pc e
incontrarsi tra amici.
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Cafè Pomegranate, il mio preferito per il pranzo
perché per arrivarci si cammina tra le sterminate distese delle risaie in un
luogo incredibile che mi porterò sempre nel cuore. Il cafè è a pianta rotonda e
il tetto in paglia riprende il cappello dei coltivatori di riso a forma di
cono, ci si leva le scarpe e si mangia con una vista a 360 gradi sul paesaggio
naturale seduti su comodi cuscini. INCREDIBILE.
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Karsa Cafè, anche qui si è immersi tra le
risaie (altre rispetto a quelle del Pomegranate) dopo una passeggiata di circa
2 km piacevole da fare per poi arrivare all’ora di pranzo e sedersi tra i
giardini terrazzati e il ninfeo.
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Cafè des artistes, è il ristorante più chic di Ubud e
abbiamo dovuto persino prenotare per avere un tavolo con candela romantica
sotto alla veranda del giardino. Molto bello e piacevole e seppur chic quasi da
atteggio abbiamo speso neanche 30 euro in totale.
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Gedong Sisi Warung, carino e personale gentile,
l’atmosfera all’orientale è piacevole e anche i piatti sono particolari per
profumi e colori, così come i cocktails.
Bali è un mondo a parte, un mondo fatto di persone che
stanno bene, che lavorano con il turismo, che parlano in inglese e se capiscono
che sei italiano ti dicono anche “Buongiorno”, che tutte le mattine benedicono
le offerte da loro intrecciate e lasciate davanti a case negozi giardini e
templi. E poi c’è una parte più nascosta fatta di villaggi un po’ sgarrupati,
baracche con il tetto in lamiera, qualche cane randagio, persone che vivono
come possono ma intrecciano sempre il bambù, tagliano la legna, raccolgono i
cocchi e sorridono, sempre. Non c’è mai stata una volta che chiedendo
informazioni, indicazioni e suggerimenti ci siamo imbattuti in persone poco
cortesi, al contrario era quasi una gara a chi era più gentile e solidale.
I balinesi sono un popolo straordinario e nonostante li
abbiamo invasi letteralmente portando in qualche angolo un po’ troppo
Occidente, loro sono lì contenti e felici a mostrarci fieri tradizioni storia e
cultura.
E’ stato questo il “bottino” più ricco che mi sono portato
a casa e il motivo per cui poterò questo viaggio sempre con me.













Ho conosciuto i paesini con le case dai tetti in lamiera una volta sbagliando strada. Di notte. Zero pericolo, gente modesta che magari ti guardava strano (come siete capitati qui a quest'ora?) ma senza alcun fastidio. Popolo che vive una vita diversa dalla nostra, secondo me la gastrite loro non sanno nemmeno cosa sia. Però Bali è TANTO lontana :(
RispondiEliminagran bei posti!! Un vero sogno ad occhi aperti
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