lunedì 12 giugno 2017

L'AMORE CHE CAMBIO' IL DESTINO DI UNA MONARCHIA

Vi presento Wallis di Windsor
Siamo nati che lei era lì, i nostri genitori sono nati che lei era lì, sono 65 anni che lei è sul trono più ambito e ammirato del mondo, l’ Inghilterra. Non importa che non si paghino le tasse oltremanica e non si viva a Londra o nelle campagne circostanti, anche noi che abbiamo abolito sei anni prima dell’incoronazione di Queen Elizabeth la monarchia spedendo i Savoia in esilio, viviamo ammirando quella piccola donna che ha scandito il tempo tra cappellini variopinti e grandi passi nella storia.
Quello che spesso dimentichiamo è che non era lei a esser destinata al trono, non era lei la diretta erede di quella corona così difficile da portare e ingarbugliata da gestire.

Quasi un selfie
Elizabeth è nata il 21 aprile del 1926, suo padre era Albert, il secondogenito del Re Giorgio V, era la terza in linea di successione per il trono e non avrebbe mai immaginato che un giorno sarebbe toccato a lei guidare la storia del suo paese diventando la regina più longeva del suo paese con un regno che ha superato addirittura quello della sua trisnonna, l’infaticabile Vittoria.
E’stato un amore, grande e immenso, a far tremare Buckingham Palace quando nel 1936 il Re Edoardo VIII (salito al trono il 20 gennaio dello stesso anno in seguito alla morte del padre Giorgio V) decise di abdicare l’11 dicembre, rinunciando così a un grande privilegio per poter sposare Wallis Simpson, una donna che per la famiglia reale  fu la rovina di un paese ma che per lui era tutto il suo mondo.





Niente Cenerentola o Pretty Woman, credo che questa sia l’esemplare favola moderna dello scorso secolo, un amore così desiderato e limpido che ha cambiato il corso della storia dell’Inghilterra tra una velata sofferenza e un’esistenza errante alla ricerca di un angolo di mondo dove esser loro stessi amandosi senza filtri.
Il prezzo da pagare era così alto e così non quantificabile che nessuno avrebbe mai potuto pensare che Edoardo VIII lo facesse davvero, non poteva abdicare per sposare una donna divorziata due volte e senza nemmeno un goccio di sangue blu di quelli che contano, poteva averla come concubina senza alcun problema gli dissero ma lui la voleva con sé, nella sua vita e accanto a un trono che nessuna regina avrebbe potuto colmare.
E invece davanti a tutto il suo regno disse “Dovete credermi quando vi dico che ho trovato impossibile portare il pesante fardello delle mie responsabilità e adempiere ai miei doveri di re, senza l’aiuto e l’appoggio della donna che amo. E voglio che sappiate che la decisione presa è stata mia e mia soltanto”.
Non era una cotta adolescenziale o un colpo di testa di un principe capriccioso che preferiva i piaceri della corona ai doveri di un imperatore, al contrario aveva sempre svolto i suoi obblighi cerimoniali e diplomatici fin da quando fu investito del titolo di Principe di Galles una volta che il padre divenne Re Giorgio V.

SENTI.

Edoardo e Wallis si amavano di un amore profondo, rispettoso e grande come grande è stato il coraggio di una simile decisione che sapeva di salto nel vuoto.
Il giorno dell’abdicazione Wallis risultava ancora sposata e dovettero passare ventidue mesi prima che i due si rincontrassero e ottenuto il divorzio di lei, si potessero sposare lontano da tutti gli affetti inglesi che non accettarono mai la loro relazione.
Vissero insieme tutta una vita passando da un paese all’altro, da una nazione all’altra, lui cercando un posto nel mondo per sentirsi utile alla sua terra natia e lei allontanando lo spettro di un senso di colpa che la attanagliava giorno dopo giorno.



Edoardo aveva rinunciato a tutto per lei, lei se lo meritava davvero? Ci sono stati giorni in cui lui abbia alzato gli occhi al cielo conclamando un “E’ stato un errore”? La risposta sta tutta in quella frase che le bisbigliò dopo aver visto un film sulla loro storia:
“Per tutto quello che ho ricevuto in cambio, ho rinunciato a molto poco”. Quel poco era un trono, quel poco era il “lavoro” che gli fu insegnato da quando era bambino perché il destino di un futuro erede alla corona è qualcosa che si legge nei libri di storia e non dipende da lui ma è un diritto e soprattutto un dovere di nascita.
Vagarono in giro per il mondo tutta la vita, vissero negli Stati Uniti, in Spagna e vennero adottati un po’ dalla Francia che però fu loro sempre un po’ ostile, con quel fare ipocrita ed elitario vennero sempre adulati e beffati, era bello e di prestigio averli come ospiti per un pranzo formale ma chi appoggiò la loro relazione e il loro matrimonio si contava sulle dita di una mano.
Wallis era una donna arguta, intelligente, dinamica e con un grande senso pratico, amava ricevere e teneva a mente gusti e preferenze di ogni ospite che varcava la soglia delle sue residenze, vestiva seguendo un suo stile che subito divenne copiato e ammirato, nel suo guardaroba si contavano soprattutto dei meravigliosi Schiaparelli, Balenciaga e Givenchy ma la sua regola cantava “Pochi capi perfetti alla volta per poi portarli finché non sono proprio andati”.




Edoardo ne era affascinato prima ancora che incantato, quando lei lo cercava lui rispondeva sempre “Eccomi tesoro” e fino alla fine le sue più grandi premure erano destinate a lei, la donna che lo aveva reso felice e capace di rinunciare a tutto.
Lui avrebbe voluto vivere in Inghilterra ma la famiglia reale gli fu sempre ostile, persino la madre non ebbe mai una parola di confronto per quel figlio che sì aveva abdicato rifiutando il ruolo per cui era stato messo al mondo ma che aveva anche dimostrato il più bel coraggio che un uomo potesse avere. Il fratello, il re Giorgio VI, gli voleva bene ma il Governo non gli permetteva di concedere a lui un ruolo istituzionale a corte e a Wallis il titolo di “Altezza Reale”, così seppur Edoardo era invitato ufficialmente alle cerimonie commemorative, non prese mai parte a nessuna di esse perché voleva accanto la moglie a ogni costo.



Non partecipò neppure ai funerali reali, non vennero invitati al matrimonio della nipote preferita, la futura Elisabetta II e neanche all’incoronazione, l’Inghilterra aveva dimenticato e superato il trauma di quell’abdicazione, i Windsor no.
Come sempre è la morte a risolvere situazioni scomode, così quando Edoardo si spense sotto gli occhi vacui e persi di Wallis a Parigi nel maggio del 1972, improvvisamente le si aprirono le porte  di quel bunker che prima era stato inaccessibile per lei e il marito: Buckingham Palace.
Venne ospitata negli appartamenti reali, la Regina Elisabetta le offrì addirittura la sua cameriera personale e le disse che poteva chiedere qualsiasi cosa, poteva avere compagnia se desiderava compagnia o rimaner sola se desiderava rimaner sola avvolta nel suo dolore.
Wallis stremata e attonita fu sempre garbata e cordiale ma al limite delle sue forze, partecipò ai funerali solenni sotto un velo nero e poi partì tornando a Parigi, laddove tutto profumava ancora del suo amore per Edoardo.



Visse a Parigi altri 14 anni senza di lui, nel ricordo di quell’amore totalizzante che in tanti non compresero perché aridi di cuore e ricchi di titoli, Wallis di Windsor, così desiderava esser chiamata, si spense nell’aprile del 1986 lontano dagli occhi famelici della stampa che l’aveva perseguitata per gran parte della sua vita e fu tumulata accanto al marito con il titolo, per ironia della sorte ora concessole, di Duchessa.
Avrebbe potuto diventare l’amante di un potente re d’Inghilterra, avrebbe potuto con furbizia e scaltrezza arrampicarsi sugli specchi dell’altissima società inglese tenendo in pugno addirittura la famiglia reale, ma lei e il suo Edoardo fecero così tutto alla luce del sole nell’ingenuità di quel sentimento che chiamiamo amore.
Un amore così bello ed esemplare che, gossip e contorni da cronaca rosa a parte, sarebbe bello fosse tramandato ai posteri con le parole che Edoardo dedicò a Wallis:
“Vivere con te credo sia stato meglio che avere una corona, uno scettro e un trono”.


Un kleenex, grazie. 

1972.
La regina Elizabeth II apre e dietro di lei Wallis al funerale di Edoardo, 1972

Wallis al funerale di Edoardo nel 1972, dietro di lei, la cognata, la regina madre Elizabeth Bowes Lyon.
Carlo, Diana, Elizabeth II e il principe Filippo al funerale di Wallis, 1986.

1 commento:

  1. Kleenex recuperati! Che storia pazzesca! Io sono team Elizabeth da sempre, ma a volte poco riesco a capire le logiche reali su cosa va bene oppure no alle regole di etichetta. Forse in questo caso, complice inoltre il periodo storico, fu proprio la genuina dimostrazione di amore profondo a destabilizzare tutti, e la coerenza di portarlo avanti in maniera così forte abdicando, davvero.
    Bellissima storia e bellissimo post Lorenzo!:)

    Chiara

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