lunedì 1 agosto 2016

LA NUVOLA BIONDA

La mia foto preferita.
Io lo so, lo so benissimo che quando muore qualcuno del mondo dello spettacolo c’è quello che subito urla al cielo il suo dissenso perché la persona in questione ha avuto una vita piena, felice e agiata, come se questi particolari rendessero giustificata la morte e soprattutto, rendessero ingiustificate le lacrime o il più superficiale dispiacere.
Ma io non nascondo che mi sia dispiaciuto per la scomparsa di Marta Marzotto venerdì 29 luglio, perché tante volte ho detto che un po’ ritrovavo la Nonna Giuliana in lei.
Nate nello stesso giorno, stesso anno, entrambe figlie di un ferroviere, hanno poi avuto una vita piena, agiata e serena grazie al matrimonio con un uomo che le ha introdotte al bel mondo degli anni ’50. Non sono storie da tutti i giorni, perché non tutti i giorni un uomo simbolo di una “dinastia” sposa la figlia di un ferroviere che spesso non ha avuto di che nutrirsi.

Quel bling sullo smeraldo dell'orecchino fa così 1982, mi fa impazzire.

Marta Marzotto noi la conosciamo per i velluti damascati e quei monili tintinnanti che ha sempre sfoggiato tra l’esoterico e il bohemiéne ma in diverse occasioni l’ho incrociata a qualche piccola festa e tutte le volte ho potuto constatare quale fosse la sua più bella delle sue caratteristiche: non far mancare un sorriso a nessuno.
E non lo dico per accompagnare un selfie con lei o scrivere “R.I.P. Marta”, non è una banalità che in un mondo in cui basta poco per piantarsi stabilmente su un piedistallo e sentirsi Rock star capricciose con il mondo in mano, ci sia ancora qualcuno che regala sorrisi e scambi quattro parole con degli sconosciuti senza arrancare presunzioni.
Marta Marzotto, Nonna di Beatrice Borromeo, con Fernanda Casiraghi, Nonna di Pierre al matrimonio sul Lago Luglio 2015.

Marta Marzotto non ha salvato il mondo, lo so bene, però un po’ ci mancherà.
Ve la immaginate la prima della Scala senza di lei che era la prima a essere fotografata e la prima a farci vincere il toto-colore del visone? O ve lo immaginate l’ennesimo matrimonio delle sorelle Borromeo senza lei che prenda a braccetto la Nonna-consuocera e insieme se la ridono alla faccia di altre blasonate che vorrebbero ma il botox ormai ha pietrificato il tutto?
In tante interviste le sottolineano che è arrivata dal casello al castello, da mondina a mondana, quasi facendogliene una colpa, come se migliorare la propria vita in favore di un amore o di un progetto futuro fosse eticamente sbagliato.


SOLO LEI IN ARANCIONE, SOLO LEI.

Si è attorniata non solo di indiamantate milanesi ma di artisti, letterati, è diventata musa e amante di Renato Guttuso e se il mondo della moda piange la sua scomparsa è perché oltre ad essere comunemente definita “Icona”, (termine che non sopporto) ha dimostrato quanto conti una sola cosa: essere se stessi.
Che tu sia contessa o mondina, contadina o imperatrice, se hai spirito e personalità parti già su un gradino più in alto e come diceva sempre lei “Ho volato, perché devo camminare!”.


Ciao Marta, sei stata pazzesca! 

Beatrice Borromeo dietro gli occhiali scuri al funerale dell'amata Nonna, Marta Marzotto.

1 commento:

  1. pezzo stupendo! Ora se tu fossi il fantastico che sei, ci dovresti pubblicare la sua intervista alle Invasioni barbariche, di cui non riesco a trovare il link! Mi ricordo che in quella intervista (o in un'altra occasione), diceva che quando faceva la mondina, pensava che lì di certo non sarebbe rimasta a vita.

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