domenica 29 aprile 2012

CRONACA DI UN CAMBIO D'ARMADIO


La domenica non è solo il giorno del Signore ma è anche il momento in cui gli italiani si mettono la mano sul cuore e si danno alle attività più svariate.
Lui solitamente parcheggia l’auto davanti a casa e decide di lavarla.
Lei solitamente si arma di terriccio e vasetti dandosi al giardinaggio.
Nel frattempo la vicina fa capolino e si affaccia nel giardino raccontando tutti i mali di stagione che hanno infettato la sua famiglia, aggiorna lo stato di salute di tutti i concittadini e stila un elenco di decessi recenti con relative cause/effetto.
La vita di provincia è lenta e pacifica, anche il suono (registrato su musicassetta poiché sul campanile ci sono degli antiestetici altoparlanti) delle campane è scandito da un ritmo tranquillo, rasserenante.
Io capisco che è giunto QUEL momento dell’anno.
IL CAMBIO DELL’ARMADIO.
IL CAMBIO DI STAGIONE DELL’ARMADIO.
IL CAMBIO DELL’ARMADIO PER LA NUOVA STAGIONE.


Abitando nei pressi di una città come Milano e in un malcapitato emisfero boreale, ho l’impellente necessità di tirare fuori quella scatola in cui sono conservati, come cibi precotti, i vestiti primaverili-estivi che verranno sostituiti da quelli autunnali-invernali.
Il tutto mi genera uno spasmo facciale lontano dal concetto di “felicità”.
Inizio con la prima fase, ovvero buttando all’aria l’intero guardaroba per cercare un dichiarato criterio con cui procedere, per questo lavoro si impiega un lasso di tempo che oscilla tra i venti e i cinquanta minuti e si rischia di richiudere le ante e di rinviare il tutto ad un periodo non imminente.
Ci vogliono almeno quindici minuti di ragionamento pitagorico per osservare la mattanza di vestiti e capire come faranno a stare tutti in una sola e unica scatola di cartone Ikea a fiorellini.

Il velluto viene riposto per primo, insieme alla lana, al cachemire, al sintetico da mercato e ad una serie di pantaloni che occupano solo spazio nell’armadio visto che non li hai mai messi dal tempo in cui Madonna si credeva Evita Peròn.
La seconda fase è la più complicata, infatti bisogna capire cosa del guardaroba estivo ti piace ancora e cosa invece è il caso di buttare senza pensarci due volte.
La camicia bianca da cameriere? VIA.
Ho fatto il cameriere per qualche mese e indossavo camicie bianche sintetiche comprate in stock dai cinesi, direi che il peggio è passato.
La maglia bianca comprata a San Diego? SI TIENE.
È la maglietta simbolo dei primi anni al liceo, la indossavo con sotto una maglia a maniche lunghe blu e dei pantaloni militari verdi che spazzavano le strade vista la lunghezza.
Pezzi da museo.
I bermuda a scacchi? VIA E ANCHE SUBITO.
Non so come ho fatto a comprarli.
“No ma questo?” urlo ritrovando un completo da ginnastica della Champions comprato a Cortina quando avevo circa dodici anni. Altro pezzo di storia che si tiene dentro quella scatola ormai fonte di tanti ricordi.

Ci sono anche quei vestiti che riassumono le tue relazioni sentimentali, polo e cardigan rubati ad ex dolci metà che fortunatamente non ti hanno denunciato per furto come un maglione bianco di Dolce e Gabbana che ho ritrovato proprio oggi, mai messo, e di una polo viola che non mi piace ma che ho rubato perché soffro di cleptomania.
Poi riordino una serie infinta di t-shirt dal mondo del low cost, una pila di camicie accanto ad un’altra di polo.
Ritrovo:
Lacoste anni ’80 bordeaux, rosa, gialla e blu, insieme a camicie e giacche di lino fatte con i tessuti Bises che la nonna mi ha dato una volta che il nonno è mancato, un’eredità di tutto rispetto.
Senza dimenticare il mocassino inglese, punto forte di questi scavi archeologici.
Ci sono anche i due maglioni di cotone, uno rosso e uno a righe blu e bianche, che erano di mio fratello maggiore negli anni ’90, li ho io dai tempi delle medie e sono ancora perfetti.
“Non buttare via nulla che tutto torna di moda” è un teorema che funziona sempre.
Cappotti giacche e Moncler vengono sostituiti subito.

Il Moncler in particolare viene impacchettato come fosse un cadavere rinvenuto dagli agenti di C.S.I, quest’anno ho raggiunto il mio record, l’ho indossato infatti una settimana fa quando in montagna mi sono ritrovato sotto una tormenta di neve.
Il 24 Aprile 2012 io ero vestito come a Capodanno.
Nella scatola sono riposti anche i pantaloni alla turca comprati in Spagna durante il viaggio-pellegrinaggio verso Tarragona e la camicia con il collo alla coreana comprata in saldo a Strasbourg.
Mi chiedo, quando e dove potrò indossare pantaloni alla turca a Milano?
Senza sangria e senza il mare della Costa Brava perdono il loro fascino esotico.
Termino il cambio dell’armadio piegando per bene tutto sapendo che rimarrà così ordinato solo per le prossime due ore, poi dovrò vestirmi e tornerà il caos primordiale.
È un lavoro certosino per cui bisogna avere spirito critico, pazienza e buona memoria, solo così si può assaporare la storia di ogni singolo indumento ripercorrendo a tratti anche la tua vita.
In fondo ogni abito parla di te, anche il peggiore.



18 commenti:

  1. Non sei l'unico che oggi ha fatto il cambio di stagione. La mia bacheca facebook era invasa da persone che hanno avuto la tua stessa idea e a questo punto sono uno dei pochi, o forse l'unico, a non aver mai avuto bisogno ti tirare fuori quelle scatole.
    Ho risolto il problema mettendo a mia disposizione due armadi quindi il mio cambio di stagione equivale ad aprire una diversa anta, ahhh :)

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    1. Io appartengo ad una famiglia numerosa, se tutti avessimo due armadi vivremmo in una casa armadio, ti invidio molto.

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  2. il mio armadio per fortuna non ha troppi scavi archeologici...il cambio l'ho fatto ormai due mesi fa, senza sapere che l'estate sarebbe arrivata in ritardo. Ho tirato tutto fuori e ora man mano che comincio a mettere la roba decido cosa lasciare e cosa buttare.

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  3. che rituale! io ogni volta mi chiedo come ho fatto l'anno prima con "solo" quelle cose....e soprattutto come ho fatto a concentrare tutto in poco spazio...forse per questo ancora non ho fatto il cambio. :D

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    1. Concentrare tutto in poco spazio è un'arte di pochi comunque, vero?

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  4. Ciao Lollo
    il cambio l'avevo fatto qualche settimana fa, quindi lavato e sistemato tutti i golf e sperato di poter iniziare ad usare i vestiti leggeri e le camicie a manica 3/4 invece ancora settimane con camicie a maniche lunghe, maglioni di lana leggera e pantaloni pesanti.
    Ovviamente alcuni capi hanno abbandonato per sempre il loro posto nell'armadio e aspettano di essere sostituiti. Baci buona serata Alex

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    1. tu sì che sei seria anche nel cambio dell'armadio, buona serata anche a te e un abbraccio

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  5. Io passo sempre la fase ' Dio ma davvero ho comprato questo?!'. Ti sono vicina, ho fatto il cambio oggi anche io.. Il pezzo migliore e' stato il cambio di guardaroba di mia madre! C'erano certi pezzi storici pazzeschi, altro che tempi in cui Madonna cantava Buenos Aires!

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  6. ancora il cambio d' armadio? sei anticoooooooooooooooooooooo!

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  7. E c'hai raggggioneeeeeee! aahahhahahah tutte le volte è la stessa storia....roba orribile che sai che non metterai mai che ritorna dai meandri di un remoto passato....è bene che rimangano lì in fondo come un monito per le stagioni future! ;)

    Alessandro - http://www.thefashioncommentator.blogspot.com

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  8. ho la fortuna di non dover fare il cambio perchè ci pensa mia madre, fosse per me tutte le stagioni potrebbero convivere alla perfezione... l'unica cosa che mi tocca fare e rispondere alla sua domanda solita " ma questo te lo metti?".
    comunque il mio ragazzo mi chiedeva cosa fare visto che l'estate si alterna all'autunno come Belen cambia ragazzo!

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  9. Aspettavo un'altra tua sagace analisi di un atto semplice come il cambio di stagione, i tuoi articoli sono sempre appassionanti.
    Quanto ti capisco per i pantaloni spagnoli, anche a me capita di comprare vestiti adatti solo al luogo di vacanza che porto a casa per poi non indossare mai più... in tal caso diventano ottimi indumenti da lavoro :)
    Continua così :)

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    1. Io quegli indumenti li chiamo da battaglia, in quei giorni in cui studi e non puoi avere relazioni con il mondo esterno.

      Grazie mille per il bel commento!

      Lorenzo

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  10. ahhahahahhaha post divertente come al solito. Ci terrei a precisare che io durante i cambi di stagione ritrovo cose assurde. Robe che metti nella parte "li metto in casa" nell'armadio e poi non usi manco per la casa.

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    1. esattamente, quelli che usi solo durante il giardinaggio.
      Ovvero una volta all'anno.

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  11. ahahah sempre fantastico lollino!!!! <3

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  12. Ho traslocato (da casa mia alla mia nuova casa mia sullo stesso pianerottolo) due mesi fa e la mia mente era convinta che gli armadi si traslocassero autonomamente in quanto dotati di personalità giuridica e di arti utili per gli spostamenti. Questo pensiero,alquanto surreale e frutto di una mente malata,ha lasciato spazio alla realtà : impacchettare un armadio di 4metri in tre,massimo quattro guardaroba in cartone per i traslochi. La mia mente,quella malata di cui sopra,in un primo momento ha ignorato che le leggi della fisica contenitiva (esiste questo ramo?) suggerivano di buttare parte degli inutilizzabili e imbarazzanti vestiti frutto di acquisti da periodi amorosi finiti tragicamente (bé l'inizio tragico doveva pur essere indicativo di quello che sarebbe stato il finale) ; vacanze parigine e saldi milanesi il cui unico obiettivo era comprare cose ridicole ; ricordi dei tempi in cui eri alto 120cm e non 198 ; furti dal guardaroba degli amici per colpa del periodo cleptomane,ispirato da quella canzoncina ormai tramontata che inneggiava al furto. Ecco ti lascio con questa scena in mente : io che mi scontro con la fisica. Poi deciderò se sarà il caso di dirti cosa é accaduto. Mitch

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