martedì 10 aprile 2012

Marta Marzotto, età e stile


24 Febbraio 1931.
In questa data nasceva mia nonna paterna.
E anche Marta Marzotto, regina dei salotti che contano da Cortina a Roma passando per Milano e Firenze. Entrambe figlie di dipendenti delle Ferrovie dello Stato, entrambe di umili origini, entrambe future spose di uomini che avrebbero permesso loro una vita agiata.
Marta Marzotto è uno di quei personaggi così estrosi, particolari, da suscitare sempre molto interesse. Innanzitutto perché è poliedrica, mai stanca di se stessa e dell’immagine che si percepisce di lei dall’esterno, la vediamo protagonista sulle riviste patinate per i suoi kaftani orientali, per i suoi gioielli sempre più grandi e appariscenti.
Per il suo sorriso.
Mi sono chiesto subito: cosa concede il sorriso ad una donna di ottant’anni?
I soldi, la possibilità di vivere la propria vita senza l’ansia di un conto in banca che si prosciuga e di veder svanire una ricchezza ormai al tramonto?
Un primo pensiero maligno si rivolgerebbe a questo, la stabilità economica ti permette una sicurezza maggiore ma a 80 anni per quel genere di sorriso nei confronti della vita ci vuole ben altro.
La bellezza di veder crescere figli e nipoti ad esempio, la volontà di non lasciar andare mente e corpo anche quando la società ci etichetta come “pensionati” o peggio “vecchi bacucchi”.
Uno splendido scatto di The Sartorialist.
La contessa è sempre presente a feste, inaugurazioni di mostre e musei, ospite di riguardo alle sfilate durante la settimana della moda di Milano e volto chiave di fondazioni benefiche.
Dietro quel sorriso c’è anche il dolore di una madre che ha subito la perdita di una figlia a solo 32 anni a causa di una malattia su cui ancora si conosce poco e niente, la fibrosi cistica.
Gli altri figli, tra cui il famoso Matteo, vivono con lei successi e compleanni, l’ultimo, l’ottantesimo è stato festeggiato in pompa magna, d’altronde è un bel traguardo nella vita di una donna energica.
Oltre che essere stilista, designer di gioielli, costumista, è appassionata di arte. Per molti anni è stata legata al pittore Renato Guttuso, conosciuto ad una cena nella casa milanese di una nota curatrice di mostre, in quel periodo in cui l’arte riempiva il cuore e il portafoglio dell’alta società italiana.
Nel suo salotto romano, prima che si trasferisse definitivamente a Milano, una sera comparve negli anni ’70 anche Andy Warhol, precursore della pop art, esteta stravagante che onorò Marta Marzotto della sua presenza.
E’ probabile che sia stato più diva di lei in questa speciale occasione.
Non è solo una musa ispiratrice, una professionista del saper stare nel bel mondo, è una donna colta, che ha lavorato rendendosi indipendente agli occhi del maschilismo, ha vissuto nella semplicità per poi vivere agiatamente.
Un personaggio intrigante, testimone di un’Italia felice, spensierata.
Una donna capace di vivere in simbiosi con la sua età, senza rinnegarla e senza remarle contro.
Perché ogni singola ruga diventa la cicatrice di un sorriso o di un pianto.


10 commenti:

  1. La Marta è veramente ovunque! ahahahahh
    E' interessante la storia tra lei e Guttuso e su come i nipoti del pittore non vogliano riconoscere questo evento della sua vita. Pensa che le hanno negato di pubblicare le lettere d'amore scambiate tra i due. Allucinante!
    xoxo
    Alessandro - http://www.thefashioncommentator.blogspot.com

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  2. Marta è una donna fantastica, con tanta voglia di fare,di andare,vorrei avere un decimo della sua energia! Ma,adesso toglimi una curiosità ....e tua nonna com'è?

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  3. bel post....lei è davvero da prendere ad esempio...

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  4. ma sai che ripensandoci anche mia nonna era figlia di n ferroviere e ha sposato un uomo facoltoso...ma era molto diversa da Marta Marzotto, molto timida, riservata e amante della casa..

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  5. Vero, ogni ruga è un sorriso o un pianto che dal passato
    non se ne vuole andare... L'ho vista Marta, per caso, anni fa in Sardegna. Quando entra in una stanza attira l'attenzione come pochi altri. Complimenti per il blog da un altro estimatore del trash Ci sentiamo su twitter @moscatweet

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  6. Ammazza che poetico questo post. Ci piace.

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  7. CaVo, impeccabile e magico come sempre.
    Ci sarebbe un piccolo award per te sul mio blog...
    spero che ti faccia piacere!

    Abbi una splendida giornata, caVo! =)

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  8. "Un personaggio intrigante, testimone di un’Italia felice, spensierata."
    Ma sei fuori? Gli 80enni da stimare sono ben altri!! Lei è testimone di un'Italia inutile, della quale faremmo volentieri a meno.
    P.S. faremmo volentieri a meno anche di chi idolatra questi perditempo.

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  9. decisamente simpatico, allettante e fuori dagli schemi il tuo blog.
    mi piace!

    Love, Ylenia from Longuette

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  10. Caro anonimo, mi piacerebbe darti un nome e usarlo per risponderti ma va bene così.
    Allora, dici che gli 80enni da stimare sono altri, giustissimo, hai perfettamente ragione e il fatto che io abbia dedicato spazio a marta marzotto non significa che non debba essere così.
    Non ho scritto "l'unica che stimo è Marta Marzotto" ma ho scritto che anche lei, a suo modo, è una testimone di un''italia più dedita al salotto che alla politica o al resto.
    Non ho usato il verbo "stimare" ma in caso non ci sarebbe nulla di male, è una donna che con la sua età ha dimostrato tante cose e non credo sia un personaggio negativo della nostra società.
    In ogni caso la mia non è affatto idolatria, se c'è una persona che non idolatra nessuno, sono proprio io.
    Racconto quello che so o che mi ha colpito leggere su alcuni personaggi ma non si tratta affatto di idolatria.
    Hai perfettamente ragione quando dici che non abbiamo bisogno di persone che idolatrano altri, sono d'accordissimo con te e mi ritengo estraneo dal tuo giudizio (in caso fosse rivolto a me e al post che ho scritto).

    Grazie per esser passato di qui, mi auguro di ritrovarti.

    Lorenzo

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