venerdì 17 febbraio 2012

La prossima settimana della moda, in volo.

LEI all'areoporto di Londra avvalora la mia tesi.
Quando devo prendere un aereo mi sento sempre grande, essere disinvolto davanti ai pannelli informativi, al numero del gate o al check in è sinonimo di autocontrollo e pazienza.
Solitamente si incontra qualcuno che si fa prendere dall’ansia e che comincia ad avere attacchi di panico non appena intravede la polizia, una hostess straniera o il cestello del bagaglio a mano.
La signora Rosaria, 60 enne napoletana, si avvicina con il marito ai controlli.
“Gianni, prendi il biglietto che dobbiamo mostrarlo.”
“Passaporto?”
“Sa, noi andiamo a Barcellona dal nostro bambino, lavora lì adesso.”
“Prego signora, metta tutti i suoi effetti personali nella cassetta e passi sotto al metal detector.”
La prima volta suona tutto perché non ha tolto l’orologio.
La seconda volta perché ha ancora la borsetta al braccio.
La terza e ultima perché non vuole staccarsi dal crocefisso di Padre Pio.
Il suo bagaglio a mano non entrava nelle misure adatte e conteneva delle lasagne al ragù e alle verdure, piatto preferito del suo unico figlio, 36 anni, single, commesso in un negozio di telefonia spagnola.
 
Viaggiando con i Low Cost, baluardo di civiltà per il XXI secolo, ci si scontra con le restrizioni del bagaglio che fanno perdere anni di vita a chi non è pratico di arte minimalista e si porta dietro oggetti inutili quali cuffia per la doccia, accappatoio di spugna e stivali da cow-boy.
Si arriva spavaldi all’imbarco convinti che non si siano superati i dieci chili di peso ma poi compare una deliziosa hostess vestita blu elettrico, alta due metri e 30, che minaccia la tua incolumità se non riesci a posizionare perfettamente la tua valigia nel cestello standard.
Qui inizia un vero e proprio incubo.
La si spinge dentro forzandola con i piedi sotto gli occhi increduli degli altri passeggeri. Nel frattempo si è incastrata e per tirarla fuori ci si porta via tutto, cestello compreso.
Ad osservarti con il sopracciglio alzato tutto l’equipaggio.
Ci si vendica su quello steward che durante la dimostrazione per i casi di emergenza non è coordinato ai suoi colleghi e sembra un tronco.
Tra gli habituè dei voli economici si trovano sempre giovani studenti curiosi di conoscere il mondo, uomini in carriera che viaggiano con una semplice 24 ore nera e strani personaggi dall’abbigliamento stravagante.
 

Qualche elegantona impellicciata c’è sempre.
“Mi scusi ma io ho la sppedy boarding ppass” sospira con prepotenza incidendo sulla lettera p.
“Prego signora, passi pure.”
Sarà anche la prima, ma sale con tutti gli altri sul piccolo autobus che porta all’aereo.
E aspetta.
L’abbigliamento in volo ha sempre il suo perché.
I fanatici della moda non rinunciano alla griffe nemmeno lì, al contrario si addobbano con tutto quanto hanno di più prezioso nell’armadio per paura che il bagaglio da stiva venga dimenticato o spedito in qualche angolo remoto della Terra.
La pelliccia o il pellicciotto sono un classico, insieme all’occhiale a mascherina che fa tanto “Oddio-mi-fere-il-sol” e con cui si può improvvisare una discesa in stile Jackie Kennedy.
Anche il tacco trova il suo ruolo negli accessori da indossare in volo, non è raro incontrare una ragazza con zeppa, tacco a spillo e plateau, abbinato ad uno zaino da trekking caricato sulle spalle in cui probabilmente c’è un sacco a pelo o un asciugamano in microfibra.
“Ma cosa spinge una donna a stare scomoda anche in aereo?” mi chiedo senza riflettere.
 
La pressione gonfia le caviglie, si tirano enormi trolley che diventano armi pericolosissime se non si fa attenzione, in aereo si muore di caldo e dopo due minuti di freddo.
Io arrivo da un viaggio in aereo che sembro un profugo, due maglioni, una felpa legata in vita come durante le passeggiate in montagna, il cappello in testa che non si deve sformare, la sciarpa che striscia per terra e i guanti infilati nella tasca dei jeans.
Ecco perché trovo impossibile che gli altri sembrino appena usciti da una copertina di  Harper's Bazaar. Non ci sono i paparazzi agli arrivi in areoporto, non si fanno le fototessere in volo per il rinnovo della carta d’identità.
“Hai visto quanto sono alte quelle scarpe?”
“Non riuscirei nemmeno a stare ferma al cinema con quei trampoli.”
“E’ ovvio che sta soffrendo come una dannata.”
“Beh, allora perché le sta indossando scusa?”
“Non l’hai ancora capito che non le stavano nel bagaglio?”
Ecco il punto cruciale.
I passeggeri di questi voli economici non viaggiano con i tacchi o con i cappelli a tesa larga per vanità ma semplicemente perché nei dieci chili è già tanto se rientrano due paia di mutande, il pigiama di flanella fucsia e la crema antirughe.
Rimpiango i tempi in cui si poteva viaggiare con enormi bauli cifrati e cappelliere stracolme.
Senza hostess isteriche.
Senza estrazioni del lotto in volo.
Senza la musichetta da “caccia alla volpe” durante l’atterraggio seguito da un imbarazzante applauso al pilota.

24 commenti:

  1. Risposte
    1. Per così poco?
      Grazie carissima, davvero.

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  2. Come al solito, condivido e quoto TUTTO:) Sì, anche io ho viaggiato in aereo con i tacchi. Il motivo era lo spazio nel bagaglio a mano (avevo solo quello) che mi ha convinto ad indossare delle zeppa tacco 10 durante il volo... prima e ultima volta!

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  3. Non potevi scrivere un pò più azzeccato! Ho appena prenotato un volo per Madrid per andare a trovare una mia amica che fa lì il suo erasmus. Sono solo 4 giorni, ma ho il panico da valigia!!!!!

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  4. no scusa... ma te per caso eri ieri sul mio stesso volo ryanair in partenza da Madrid?? no perchè le situazioni che hai descritto... io le ho ritrovate pari pari! (tranne quella della signora che andava a trovare il figlio in Spagna! ;) )
    c'è poi sempre anche la fenomenA che arriva all'imbarco con ancora la borsa a tracolla... "e ma perchè quando ho preso XXXXX (nome di un'altra compagnia low cost a caso) me la facevano portare..." no comment! ti pare che io viaggio abitualmente con le tasche interne ed esterne della giacca piene di tutto per non farle pesare nel conto del bagaglio a mano per caso??? (ieri le mie tasche contavano: telefono, macchina fotografica con pile di ricambio, portafoglio con documenti e carta d'imbarco, cingomme, fazzoletti di carta, una penna, un quadernino, un minipacchetto di tic tac... e mi pare basta!) Ah, ovviamente la suddetta signora ha poi dovuto aprire la valigia lì davanti... proprio mentre la persona seguente in fila ero io! ma me ne sono strafregata... e l'ho superata!!!
    Ciao!

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    1. La modalità tasche piene è un per sempre.
      Ti sono devoto.

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  5. Anche io ti adoro, ma si dice due volte??

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  6. se lor hanno le scarpe col tacco noi abbiamo le Timberland, 25 maglioni addosso e magari 2 sciarpe...

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  7. Sono tra quelle che viaggiano con i tacchi,lavorano con i tacchi e poi vanno a cena fuori con i tacchi.L'importante è scegliere una scarpa fatta bene,come quelle di Victoria ad esempio....Ciao Lollo!!!

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  8. Ieri scene da panico anche in stazione e tra l'altro ho pure perso il treno (ma non mi sarebbe dispiaciuto rimanere a Milano), ma oh, era venerdì 17!!

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  9. Io quando volo mi vesto sciatto, perché la mia unica preoccupazione è quella di atterrare, arrivare in albergo e farmi un restauro per ritornare splendido e pazesco. Gli altri passeggeri, in genere, li odio tutti. A meno che non siano boni.

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  10. Pure io mi vesto sciatto, se non ho delle magliette bucate per me è già sinonimo di estrema eleganza quando viaggio.

    grazie a tutti!!

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  11. Madonna VANGELO.
    Ogni volta mi dico che basta voli economici. Pena non uscire dall'Italia fino a quando non diventerò milionaria. (Cosa che non succederà mai.) Poi però riparto. Sempre.

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  12. BellaLollo! E pure la faccia e' da profughi, sfatta e stanca.

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  13. Mi hai risollevato una giornata di studio e pioggia :)
    La scena della valigia nel cestello mi ha fatto ricordare un volo che ho fatto estate scorsa. C'ho saltato due ore sopra, pensavo mi avrebbero arrestato e per farla uscire eravamo in tre, ho pregato in ginocchio due stewards. (colpa del mercatino di Camden town).
    Senza considerare poi tutte maglie che avevo indosso, avevo pure arrotolato un pigiama sotto il panama.
    Mi è proprio piaciuto questo post, mi ci voleva oggi.

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    1. Il pigiama sotto al Panama è geniale, come ti è venuta?
      Fantastico.

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    2. Era la disperazione! Perfino la signorina del check-in ha letto disperazione nei miei occhi. Ero sveglio dalle 5 del mattino (l'aereo sarebbe partito alle 15), passato 3 e non due, 3 ore a cercare modi per non dover lasciare in quella stanza metà delle cose portate, per poter lasciare spazio a quelle comprate. Per spedirle era tardi e avevo finito le ultime sterline in una camicia di jeans che in quel momento ero sicuro che sarebbe riuscita perfino a portare la pace nel mondo. Poi era il periodo in cui a Londra, estate scorsa, ci furono le rivolte. Ecco, pensa a me con due valigie, due bermuda sotto i jeans che si vedeva benissimo, quei sette/otto strati di maglie, la camicia nuova come cintura e il pigiama che spuntava dal panama in mezzo alla polizia di Londra pronta per la guerra. Non lo rifarei, o forse sì :))

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    3. Basta, stai diventando il mio mentore, sappilo.
      Sei troppo un genio!

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    4. Be' io con i tuoi post prendo te come mentore, quindi ci potrebbe essere uno scambio di genialità! Ti chiamerò "mister" come fanno i piccoletti a cui insegni hahah

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    5. Chiamami anche SIGNORE ISTRUTTORE LORENZO.
      Fa un sacco scena!
      Grazie mille per i commenti Marco, sono contento ti piaccia leggermi!

      Lollomister

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    6. Dai Lollomister è di tutto rispetto!
      Via, allora da ora commenterò un po' di più..

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  14. Ah tesoro mio, quanta verità in questo post, e quanto sorridere!
    provengo adesso da 14 ore di volo, ed è fantastico il repertorio "umano" che puoi vedere... ti straadoro ragazzo mio!

    Titti

    http://dellaclasseedialtremusiche.blogspot.com/

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  15. in inverno viaggio con tacchi e cappotto. scarpe da tennis e piumino in valigia, assieme a 9 kg di libri. il pigiama qualcuno me lo presterà.
    grandissime verità

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Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

Aspetto le vostre umilianti parole. Scrivetemi!