venerdì 18 maggio 2018

SAN PIETROBURGO: COSA DOVE QUANDO

Ognuno di noi ha nel cuore e nel portafoglio un viaggio sogno, uno di quelli che si bramano e si sperano per un famoso ponte dell’anno ma che si rimanda fino a quando la lista dei desideri è così fitta che piano piano va depennata a costo di straordinari, ferie sotto lo zero e voli in business.
Il mio era San Pietroburgo fin da quando vedendo Anastiasia da bambino ho capito che dentro di me si cela, e nemmeno troppo, una granduchessa Romanov.
Così presa la mia dolce metà e i suoi 6 sventurati amici con cui abbiamo attraversato chilometraggi infiniti per tutta Europa su un pulmino ben addobbato durante le vacanze di Natale, ci siamo organizzati per sbarcare nella grande madre Russia, questa volta su un comodo volo Milano  – Zurigo – San Pietroburgo all’andata e al ritorno il fato ha voluto che dopo la tratta San Pietroburgo – Francoforte dove poi avremmo avuto la coincidenza per Milano diventasse Francoforte – Vienna – Milano, così per diletto nostro che non subiamo mai il fascino della semplicità.

Airbnb, residenza Nevsky 6
Appartamento meraviglioso a due passi dall'Hermitage

A San Pietroburgo ad aspettarci un cielo terso e sereno, la stagione Aprile – Maggio salvo qualche eccezionale temporale è considerata una delle migliori per visitare la città anche se come nel clichè delle cose si sente dire sempre “Deve essere affascinante con la neve in inverno”, sì ok tutto vero ma quando non puoi stare fuori più di 10 minuti dubito che le temperature rigide possano farti assaporare tanto un luogo che sogni di visitare.
Il nostro appartamento, alquanto imperiale, era situato proprio all’inizio della prospetta Nevsky, in pieno centro, ovviamente trovato su Airbnb con un’infilata di stanze, un bagno con l’idromassaggio e la sauna e una serie di mobili in stile impero fatti però l’altro ieri. Una soluzione ideale per un gruppo di amici ma in generale ci sono appartamenti stupendi per tutte le esigenze (Qui trovate il codice promo per un buono di 25 euro sullaprima prenotazione, PREGO).
La città non è gigantesca e i grandi monumenti dell’impero si riescono a visitare in 3 giorni come abbiamo fatto noi ma ammetto che a mio parere altri due sarebbero stati perfetti per fare le cose con calme e incantarsi a ogni angolo di questo incredibile gioiello.

Cosa vedere?

LA CATTEDRALE SUL  SANGUE VERSATO : un tipico esempio di architettura religiosa ortodossa costruita nel luogo in cui venne ucciso lo zar Alessandro II nel 1881 in seguito a un attentato terroristico, l’ottavo precisamente, e che suo figlio, Alessandro III volle commemorare nel ricordo del padre costruendo questo eccentrico tempio sacro. Concluso nel 1907 l’interno è tutto un mosaico all’apparenza pacchiano ma è incredibile la cura e l’esagerazione dei dettagli, cupole incluse. L’ingresso costa 250 rubli (dividere per 75 per il cambio euro) circa 3, 50 euro.

Il Palazzo d'Inverno, museo dell'Hermitage
HERMITAGE: che dire se non “WOW”, uno dei musei più grandi del mondo per l’imponenza dei suoi interni e la straordinaria collezione di opere provenienti da tutte le più importanti età dell’arte del globo, non solo merita una visita ma è giusto dedicarci quasi una giornata intera. Il biglietto costa 600 rubli (8 euro) ed è consigliabile farlo online o alle macchinette che ci sono nel cortile principale dell’ingresso. E’ un’esperienza mistica per chi vuole approfondire il gusto eccentrico ed esagerato dei Romanov che qui al Palazzo d’Inverno, progettato dall’italiano Bartolomeo Rastrelli sotto la zarina Elisabetta, hanno caricato tutte le loro ambizioni. A partire dal grandioso scalone alle sale della galleria Italiana dove regnano incontrastati Raffaello, Leonardo, Caravaggio, Paolo Veronese, Michelangelo e persino un Correggio, in un’infilata di ambienti ricchissimi per stucchi, affreschi, pavimenti e affacci sulla Neva che costeggia gli appartamenti di rappresentanza.
Visitare l’Hermitage significa passeggiare nella storia di questa grandiosa famiglia imperiale che ha cercato di essere al pari, e spesso superare, il gusto artistico della vicina Europa, seguendo le mode dell’arredo, dagli stucchi barocchi, al salottino rococò che è un’esagerazione quasi kitsch, fino a quelli più sobri dell’art noveau tra cui vissero gli ultimi eredi, Nicola II con le sue figlie e lo zarevich prima della rivoluzione d’Ottobre che cancellò il passato imperiale dei Romanov.

Uno dei monumentali scoloni dell'Hermitage

Il salottino rococò

Il suonatore di liuto, Caravaggio.
La Galleria Italiana

Gli appartamenti dello zar Alessandro III
PETERHOF: a una ventina di chilometri da San Pietroburgo si trova la residenza estiva di Pietro il Grande affacciata sul golfo di Finlandia, una “piccola” casa di villeggiatura dove amava trascorrere il suo tempo con una ridotta corte in un ambiente meno “sfarzoso”, anche se a vederlo non parrebbe proprio l’esempio di minimalismo ma i Romanov erano così. Lo spettacolo più grande di questa residenza è l’opulenza dei giardini, dalla terrazza scendono infatti verso il mare fontane, putti e Poseidoni dorati in un incanto architettonico e paesaggiatisco unico. La “leggenda” dice che l’intera residenza fu distrutta nel 1942 su volere di Stalin che non voleva che Hitler organizzasse qui un grande party di Capodanno per cui aveva già diramato gli inviti. Vennero salvati gli arredi che rimangono quelli originali ma tutto il resto fu ridotto a un cumulo di macerie interamente ricostruite con un restauro grandioso dopo la guerra.
L’ingresso costa 900 rubli, all’interno c’è anche un padiglione dove organizzano un self service per il pranzo, alquanto tremendo, ma il tiramisù non era male (Non chiedetemi perché vado in Russia e mangio il tiramisù ma è più forte di me non resisto).


Peterhof, il palazzo e la fontana nei giardini inferiori
MUSEO FABERGE’: a mio parere non si può andare a San Pietroburgo senza assaporare il gusto imperiale delle uova che la maison Fabergé realizzò sul finire dell’800 per lo Zar e la Zarina custodite in uno splendido palazzo, tra i più belli della città, anch’esso restaurato in modo ineccepibile dopo la devastazione della guerra. Palazzo Shuvalov è una cornice perfetta per questa collezione unica al mondo in cui sotto a delle teche ben illuminate sono conservate una dozzina di uova imperiali, alcune con le rispettive sorprese. Tra le più belle l’uovo dei mughetti regalo di Nicola II alla moglie, la zarina Alexandra, con il ritratto su fondo avorio delle due Granduchesse ancora piccole, Olga e Tatiana. E che dire di quello che custodiva una sorpresa unica per raffinatezza e maestria di realizzazione, la fedele riproduzione della carrozza imperiale di Caterina II, la stessa che accompagnò l’ultima zarina Alexandra al matrimonio con Nicola. Un capolavoro che vi lascia a bocca aperto per la minuziosità dei dettagli e la bellezza splendente delle pietre preziose incastonate. Zaffiri, rubini, diamanti, tormaline, quarzi e bachelite. Nel palazzo sono custodite anche le collezioni di oggetti quotidiani della corte dei Romanov realizzati in smalti coloratissimi sempre dalla maison Fabergè, dalle cornici alle tabacchiere, dai pettini alle fibbie delle cinture, tutta la ricchezza imperiale anche nella semplicità di oggetti comuni per la toiletta o il tempo libero.
L’ingresso costa 600 rubli, consigliata l’audioguida che spiega tutto per filo e per segno ogni uova.


Uno dei gioielli Fabergè custoditi a palazzo Shuvalov
Palazzo Shuvalov, Museo Fabergè
TSARSKOYE SELO: altra incredibile residenza dei Romanov anch’essa a una ventina di chilometri dalla città, immersa in un immenso parco percorso da laghetti, ruscelli in una natura che sembra incontaminata ma che in realtà è stata perfezionata sotto il progetto di Bartolomeo Rastrelli che oltre al grande palazzo di Caterina ha fatto realizzare moltissimi padiglioni sparsi per far svagare i Romanov e la corte che qui si rifugiava durante le stagioni più miti.
Il palazzo è stato distrutto dai bombardamenti tedeschi e ricostruito fedelmente secondo i disegni settecenteschi, così rivivono gli stucchi e l’opulenza che rende questa residenza quasi una ferita per gli occhi tanto è esagerata. All’interno è stata anche riprodotta la famosa “sala d’ambra”, dono di Federico di Prussia a Pietro il Grande, trafugata dai tedeschi nel 1942 e mai più rinvenuta.
Il grande parco merita assolutamente una visita, i suoi padiglioni sono un patrimonio artistico l’uno dentro l’altro, dall’Hermitage di Rastrelli dove Caterina organizzava le sue feste al ponte di marmo costruito su disegno dell’architettura palladiana, si attraversano varie fase storiche come quella del giardino all’inglese dove si trova una concert Hall degna di un quadro di Constable, fino al bagno turco, tipico esempio di sapore orientaleggiante di metà Ottocento.
L’ingresso costa 150 rubli, una mezza giornata è più che sufficiente.

La residenza di Tsarkoye Selo
Dove mangiare?
Mangiare a San Pietroburgo è economico e si trova un po’ di tutto, noi ci siamo lasciati un po’ ispirare dalla cucina russa e non solo, esistono vari ristorantini carini dove fanno hamburger e c’è tutta la varietà che si cerca in una grande città.
Consigliatissimi questi per location, prezzo (mai superati i 1500 rubli a testa, circa 20 euro) e anche servizio:
Ghosti: cucina molto varia e posto super carino, vicinissimo alla prospettiva Nevsky e all’Hermitage
Yat: cucina russa, posticino delizioso a due passi dall’Hermitage
Teplo: delizioso, servizio gentilissimo e ambientazione un po’ anni ’70, meglio prenotare perché è sempre pieno e super richiesto.
Craft Brew Café: fanno degli hamburger molto buoni ed è ideale per un pranzo, posto super carino.
Bushe Bakery: il sogno di fare una colazione molto economica con dei dolci pazzeschi.

San Pietroburgo è meravigliosa e ha un fascino così particolare e quasi malinconico che rappresenta al meglio storia, cultura e fantasmi di questo mondo russo opulente e sfaccettato

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