giovedì 9 febbraio 2017

IL VIVER CIVILE SUI MEZZI PUBBLICI, E' POSSIBILE?

IO TUTTI I GIORNI. 
La realtà è che tutti noi prima o poi, senza accorgercene, volontariamente o no siamo almeno una volta rientrati nella categoria “maleducati da mezzi pubblici” perché per distrazione o fretta siamo come soldati verso l’obiettivo ma è bene fare attenzione e seguire poche regole che permettono agli altri di non avere istinti omicidi nei nostri confronti.
Queste righe sono il risultato di anni e anni avanti e indietro sui mezzi pubblici milanesi, un percorso fatto di tram, autobus, metropolitana, bike sharing e chi ne ha più ne metta, in questo turbinio di voracità, fretta e frenesia.

Non sei davvero residente a Milano se in qualsiasi situazione anche nella più rilassante delle tue domeniche di primavera a spasso per la città, non corri, o meglio, non cammini a passo svelto, il cosiddetto “passo alla milanese” che si aggira intorno ai 7 chilometri orari.
Non importa se sei in anticipo, in ritardo, se non hai una meta prestabilita perché ti stai godendo il tuo meritato tempo libero, tu devi correre e subito ti devi innervosire quando davanti a te qualcuno tergiversa sulla direzione che deve prendere o se occupa lentamente tutto il marciapiede.
Quattro amiche camminano in corso Buenos Aires chiacchierando una accanto all’altra? Ma chi si credono, Carrie Samantha Miranda e Charlotte? Vuoi superare la coppia di anziani lei in visone e lui in Loden ma devi calcolare esattamente il passo per evitare di essere scaraventato nel cestino dell’immondizia o con la faccia sul lampione? Questi sono i nostri problemi.

Entrando in metropolitana per esempio la prima cosa da fare per evitare di essere linciati da chi certamente non sta andando a cogliere margheritine, è preparare il biglietto o l’abbonamento perché è fastidioso che la folla si accalchi ai tornelli per sfrecciare l’abbonamento magnetico ma ci sia qualcuno al posto di comando che ravana nella borsa senza spostarsi e far passare chi è già pronto. Il vero milanese, ricordiamolo, è quello che già al primo gradino ha in mano l’abbonamento e conosce l’esatta inclinazione del tornello che si spinge con un delicato colpo di coscia, magia.
Sulle scale mobili la scritta “Tenere la destra” non è un nostalgico pensiero agli anni d’oro di Forza Italia e Berlusconi ma un accorgimento civile per permettere alle persone atletiche di lanciarsi giù correndo all’impazzata nella parte sinistra della scala mobile, usata come pista di decollo con quell’ultimo tonfo TOOON prima di prendere il volo verso il vagone del metrò.