venerdì 14 luglio 2017

GIANNI VERSACE: 20 ANNI DOPO

Gianni Versace, 1947-1997
Era l’estate del 1997 e non avevo compiuto 10 anni, come spesso accadeva a Luglio andavo a Vallombrosa in Toscana dalla Nonna e dal Nonno che scandivano i loro tempi tra una passeggiata, il riposino del pomeriggio e l’ispettore Derrick del lunedì sera con noi nipoti che ci inventavamo qualsiasi gioco per arrivare a fine giornata.
Mi ricordo due momenti precisi di quell’estate, il 15 luglio quando appresi dal telegiornale della morte di Gianni Versace e il 31 agosto quando la signora che affittava un appartamento del nostro villino, la signora Grazzini di Firenze, si affacciò dicendo che era morta Lady D.

Che cosa sono state quelle due notizie per un bambino di 9 anni? Non me lo so spiegare, ero incuriosito e incredulo, non conoscevo il male del mondo e non sapevo nello specifico l’entità di questi due personaggi ma me lo ricordo bene.
Gianni Versace fu assassinato il 15 luglio del 1997 sulla scalinata della sua villa di Miami da Andrew Cunanon, un tossicodipendente omosessuale che si prostituiva ed era noto alle autorità per altri omicidi, venne trovato morto dieci giorni dopo suicidatosi con la stessa pistola che aveva usato per freddare Gianni.

Gianni e le top model degli anni '90.
Ricordo la notizia del Tg2 con quei sottotitoli in rosso, le immagini della scala bianca e candida, il lenzuolo che copriva il cadavere e l’enorme sgomento di tutti, Nonni compresi che conoscevano bene la storia dell’ascesa di Versace.
Risuonava poi in tutti i salotti quella parola “Omosessualità”, con cui si avvicendava la vita dello stilista e del suo carnefice come se fosse lo sfondo perverso di una conseguenza, come fosse colpa di una brutta frequentazione e un losco giro di affari sesso potere e soldi.
In realtà non era così, Gianni Versace si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato e il suo assassino era un pazzo armato che non venne fermato prima di commettere altri reati.




Così il mondo della moda e non solo si chiuse in uno strettissimo lutto e i funerali di Gianni Versace furono organizzati nel Duomo di Milano, tra quelle panche piansero il loro grande amico personaggi dal calibro di Elton John, Lady Diana e Naomi Campbell, amici e compagni di percorso di quell’ascesa che in pochi possono sognare
Gianni Versace nasce a Reggio Calabria nel 1947, sua madre era una sarta e da lei viene iniziato al mestiere che lo renderà celebre, nel 1972 si trasferisce a Milano e sei anni dopo si esibisce con una sua collezione al Palazzo della Permanente, era il 1978 e da quel momento nasce l’omonima maison.
Santo, Donatella e Gianni Versace.
Donatella, la figlia Allegra e Gianni Versace. 
Donatella Versace, quanto era bella. 

Il successo viene condiviso in famiglia e i suoi due fratelli Santo e Donatella diventano i pilastri di una sfolgorante carriera e di uno stile molto riconoscibile che ha caratterizzato gli anni ’80 e i ’90.

Senza Gianni Versace quel decennio non sarebbe stato lo stesso perché lui è riuscito ad amalgamare il gusto dell’epoca attraverso un trio esplosivo: gli abiti più celebrativi, le top model più famose del mondo e i fotografi di moda più ricercati.
Campagne pubblicitarie di Richard Avedon, Steven Meisel e Bruce Weber per cui posano divinità come Naomi Campbell, Cindy Crawford, Linda Evangelista, Claudia Schiffer, Christy Turlington ed Helena Christensen.
Riuscite a immaginare il background in cui si è mosso agevolmente Gianni Versace senza nascere in una famiglia bene dell’industria moda e delle capacità incredibili che ha avuto per arrivare a calcare l’olimpo con tale disinvoltura?


Gianni Versace e il suo compagno, Antonio D'Amico.

Ha dato vita a uno stile molto eccentrico e al limite con il lusso ostentato che personalmente non amo ma è da riconoscergli il genio di aver inventato una multicolor sequenza di tessuti e cromie che prima potevano essere considerati un madornale errore.
Tra meduse, zebrati, pitonati e fantasie barocche lo stile Versace ha vestito celebrità di tutto il jet set internazionale tra cui Madonna, JLo, Lady Gaga e una incredibile Lady D in un abito ricamato con sottile spalline che ha indossato per la copertina di Herper’s Bazaar nel 1991 (il servizio fu pubblicato solo 3 mesi dopo la sua scomparsa, nel 1997).

Quell’abito 24 anni dopo, nel 2005, fu battuto all’asta per 200 mila dollari.

La moda non è solo una proiezione verso un futuro lontano e strabiliante ma anche una riflessione su persone che hanno posato le fondamenta di usi e costumi ancora in voga oggi, di stilisti grazie ai quali abbiamo un importante lascito: un patrimonio di immagini e abiti che hanno fatto la storia della moda. 


Naomi Campbell
LA STORIA.


2 commenti:

  1. Anche io riordo bene quel giorno e, pur non amando molto quello stile, riconosco in Gianni Versace un genio della moda. claudiag

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  2. Anche io ricordo bene quell'estate. Ero un po' più grande di te e quei nomi suonavano forse un po' più famigliari, ma restavano nomi di personaggi il cui spessore mi era ancora sconosciuto. La morte di Versace, insieme a quella di Madre Teresa ( un'estate nefasta davvero...), mi colpì moltissimo e credo rappresenti effettivamente la fine di un'era per la moda. Leggerti è sempre un gran piacere, lo sai fare così bene e senza essere mai banale!
    Irene

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