giovedì 12 gennaio 2017

PARTENDO A EST E TORNANDO A OVEST

Lago di Bled, Slovenia

Pasticceria Demel, Vienna 

Monumento funebre a Maria Cristina D'Austria 

Prendete 8 amici, un furgoncino e sparatelo in giro per l’Europa con un tour che più che un viaggio pareva un pellegrinaggio, o una maratona. Il viaggio di Capodanno è stato quello che si può definire un avventuroso slalom tra paesi vicino ma culturalmente lontani, una scoperta continua di città, paesaggi e scorci che da tempo volevo visitare e così via, siamo partiti organizzando tutto in metà pomeriggio, senza quasi credere nelle nostre capacità, come un gioco che si è rivelata una deliziosa realtà.
Siamo partiti verso Est.
Tornando a Ovest.
Questa piccola guida a voi, chissà che possa servirvi per lasciarvi ispirare per il prossimo viaggio.

Tappa 1: partendo da Milano con sosta in un autogrill da dimenticare siamo arrivati in Slovenia, in un delizioso paesino dall’aria di montagna, Radovljica, dove sulla piazza principale c’è questa antica pensione Lectar del 1822 che offre un soggiorno romantico e all’insegna della tranquillità. Ha anche un ristorantino al suo interno che fa delle zuppe squisite e l’arredo da chalet di montagna vi farà sentire a Gstaad, cuori di pan di zenzero inclusi.
La Slovenia è anche famosa per le sue terme, così un meritato idromassaggio calde alle terme del Golf Hotel di Bled sono un toccasana di fine dicembre. Bled è meravigliosa e vale una visita di giorno quando il lago domina il paesaggio e sul monte roccioso il castello di Grad appare incantato.


Tappa 2: Vienna, la città del walzer ok ma soprattutto di Sissi. Avevo già scritto in passato una piccola guida di Vienna sulle orme di Elisabetta che da sempre è un personaggio che amo e di cui sono quasi leggermente ossessionato. Qui nella città simbolo del potere asburgico ho potuto però rivedere quella che per me è l’opera più bella e che non può mancare nella lista di chi ama la sofferenza dell’arte.
Il monumento funebre di Maria Cristina d’Austria, scolpito in marmo dal Canova, si trova nella chiesa degli Agostiniani, proprio dietro alla Hofburg e la cui cripta ospita tutti gli imperatori e le imperatrici della casa degli Asburgo, tra cui anche la leggendaria Sissi.
E’ un’opera così bella e struggente che fa quasi male.
E’ consuetudine visitare Vienna e fondarsi all’Hotel Sacher a fare la fila in mezzo ai classici turisti d’assalto, io però preferisco DEMEL, la storica pasticceria di fronte alla Hofburg che tra stucchi e specchi settecenteschi rappresenta a pieno la bellezza decadente di questa città che sembra ferma nel tempo. Carinissimo anche il “Tian bistrot”, per una merenda in un luogo unico e più moderno.

Malinconica Praga 
La casa della musica, Praga 
Il cimitero ebraico di Praga 

Tappa 3: Praga, passando per una breve sosta a Budejovice, un piccolo paesino ceco con una piazza molto carina e colorata che se siete fortunati si veste di bianco in 10 minuti sembrando così una bolla di neve di Natale.
Praga era una delle città d’Europa che più desideravo visitare, per il suo lato malinconico e per quell’atmosfera antica palpabile e meravigliosa. La piazza è stupenda, così come il macchinoso orologio astronomico con la ballata delle statue che lo compongono a ogni scoccar dell’ora, ma in assoluto la cosa più bella che abbia visto a Praga è stato il cimitero ebraico, unico nel suo genere. Una serie di tombe antiche tutte sovrapposte, senza fotografie perché così vuole la tradizione ebraica, senza ordine e senza controllo architettonico, uno spazio spontaneo che risulta quasi anacronistico di questi tempi. Meraviglioso e toccante.
Consigliato lì intorno il pranzo al “Kapital”, mentre per la merenda le torte di questo posticino impronunciabile sono deliziose, “Cukrkavalimonada”, le ragazze che ci lavorano poi sono così gentili che solo questo è un motivo per sedersi a sorseggiare una tazza di tè.

Tappa 4: lasciando la Repubblica Ceca verso la Germania passando tra le montagne del parco naturale della svizzera sassone per visitare il Bastei-Brucke, ovvero un ponte a fine turistico costruito sul finire del ‘700 in legno e poi in pietra intorno al 1824.
Questo ponte domina le alture circostanti che sono un patrimonio naturale molto bello e imponente, quasi magico, quasi una scenografia da cime tempestose, tra l’eroina ottocentesca e the Revenant, visto che al rientro verso il furgoncino ci siamo presi in pieno una tempesta di neve, fortunatamente nessun attacco di orsi bruni.


Basteibrucke 


Tappa 5: Lipsia, dormendo al Penta-Hotel, un albergo business dove la sera luci rosa ed enormi disco ball compaiono nella hall, sembra quasi che alla reception ci sia Madonna che balla Hung up con il body e i tacchetti di glitter.
Lipsia è una piccola città tedesca famosa per la clamorosa sconfitta di Napoleone a cui è stato dedicato un mausoleo che sicuro non gli fu lusinghiero.

Castello di Wartburg.

Tappa 6: Francoforte. Non so cosa scrivere, credo sia una delle città più brutte che abbia visto, fortunatamente era solo una meta di passaggio anche perché non avrei potuto sopportare a lungo il dolore di scoprire che non esiste la casa di Clara dove andava Heidi e dove viveva la signorina Rottermaier.
Consigliato invece il castello di Wartburg, a metà strada tra Lipsia e Francoforte, una roccaforte che domina la Turingia e che gode di uno spettacolo incredibile e di un freddo glaciale.

Tappa 7: Colmar. Vive la France. Quando si oltrepassa il Reno e si arriva in Francia è come mangiare un cioccolatino dopo una lunga dieta, io ho tirato un respiro di sollievo perché trovo i tedeschi musoni, insopportabili e maleducati, mentre i francesi mi fanno sentire a casa. L’Alsazia è un gioiello unico che tutti dovremmo visitare almeno una volta nella vita perché allestita come un presepe Colmar è al centro di quello che era lo stile alsaziano del 1400. Casette di legno colorate, un po’ Hansel e Gretel e la gioia della casa di marzapane, così. Canali e balconcini, pasticcerie e negozietti antichi, Colmar è la patria dell’Instagram.
Consiglio una merenda con te’ e mousse ai tre cioccolati da “Kamie”, mentre per mangiare tipico alsaziano in un ristorante che sembra una meravigliosa soffitta della Nonna allora c’è “Le petit Venice”, bellissimo.

Colmar, Alsazia. 

 
Tappa 8: Lione. Vive la France 2. Una delle città di questo tour che mi è piaciuto più di tutto il tour, una città che non mi aspettavo così accogliente e calda. Per certi versi, quelli più brutti, assomiglia un po’ ai degradati vicoli di Genova, per altri invece è maestosa ed elegantissima. Ci sono anche i ristorantini tipici, i negozietti con le insegne storiche, gli antiquari e le pasticcerie su cui sbavare con quelle vetrine da sogno.
Consiglio tantissimo “La limonade de Marinette”, un risto-bistrot dove si può bere una deliziosa cioccolata calda che UDITE UDITE viene fatta con il latte e il Nesquik, non potete capire le mie urla di gioia. Il bistrot è tutto arredato come fosse un alimentari fermo agli anni ’60 e accanto c’è anche il loro negozio con tutte delle raffinate idee regalo vintage. Un posto incredibile!
Per mangiare tipico lionese invece c’è un ristorante storico arredato in modo perfetto, si chiama “Le bouchon colette”, la tartare di carne e l’entrecote sono da leccarsi baffi e doppiomento.
Ah dimenticavo, a Lione ho dormito su una chiatta sul fiume Saona, affittano le camere che sono delle vere e proprie cabine sulle chiatte parcheggiate al lungofiume, esperienza unica e no, non si soffre perché non si muovono di mezzo centimetro tanto sono ancorate al fondo.
 
Lione
Di questi 4000 chilometri e passa ho amato tutto, dai paesaggi agli scorci cittadini, dalle montagne al lago, dalla neve al cielo terso viennese con il vento che sferza dal Nord, ho amato un po’ meno invece quei 57 euro per attraversare il passo del Frejus. GRRRRRRRR.
Che bello però tornare in Italia e riabbracciare il mio grande e unico amore, il bidet.

Vive la France
Lione.


2 commenti:

  1. UN BELLISSIMO ITINERARIO E CONSIGLI UTILISSIMI, CHE SPERO DI USARE AL PIU' PRESTO ! CLAUDIAG

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  2. Ciao Lorenzo,
    ho seguito il tuo viaggio tramite instagram e mi hai dato l'ok definitivo per andare a Praga. Ogni vacanza che faccio mi porta ad est!
    Roberta

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Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

Aspetto le vostre umilianti parole. Scrivetemi!